Premi per ascoltare l'articolo!

NEWS: Ora è possibile ascoltare i nostri contenuti cliccando sulla icona “audio"

Premi per aprire il sito LMF International

  Premi per ascoltare l'articolo! Hamish Galpin, Head of Small & Mid Cap di Hermes Investment ManagementScrivere un outlook di mercato oggi è quasi come essere all’interno del film “Ricomincio da capo”. Un altro anno è passato, ma ci troviamo davanti al medesimo quadro generale: i mercati azionari hanno valutazioni elevate, abbiamo bisogno di una crescita degli utili per giustificare tali valori, ma questo non può succedere a causa di una crescita economica fiacca e, cosa forse più importante, ci chiediamo ancora cosa succederà quando i tassi aumenteranno significativamente.Questanno l’essere posizionati in aree del mercato ad alta crescita ha pagato. Non solo sulle cosiddette azioni FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google), ma ovunque vi sia una buona crescita globale. La mancanza di crescita complessiva ha spinto l’interesse verso le aree a maggiore crescita.Il posizionamento del mercato è logico, anche se questo non lascia molto margine di errore. Gli investitori azionari devono sfruttare al massimo la situazione di stallo esistente. Le azioni di piccole e medie dimensioni sono un ottimo segmento dove cercare extrarendimenti, per tutte le classiche ragioni: nel comparto si può trovare crescita quando questa manca altrove, in quanto le small cap più flessibili riescono a sottrarre quote di mercato ai player affermati. In questo ambito, inoltre, con tanti titoli tra cui scegliere c’è una maggiore possibilità di trovare opportunità laddove vi siano valutazioni non corrette.Se guardiamo alla performance relativa dal marzo 2009, quando i mercati hanno raggiunto il loro minimo, fino alla fine del terzo trimestre di quest’anno, le small cap hanno registrato un +17,2% annualizzato contro il 13% delle large cap. Certo, il rischio è più elevato su base assoluta, ma il profilo ponderato per il rischio è migliore. Il panorama delle opportunità potrebbe addirittura migliorare ulteriormente nel 2018 e oltre. A seguito della MiFID II, dall’inizio del prossimo anno gran parte della ricerca gratuita scomparirà dagli schermi dei gestori di fondi in Europa. E questo potrebbe estendersi anche oltreoceano, poiché i gestori sosterranno direttamente i costi della ricerca piuttosto che trasferirli ai loro clienti. Di conseguenza, chi ha sempre svolto internamente l’attività di ricerca non vede l’ora che la MIFID II entri in vigore. Mark Sherlock, Lead Portfolio Manager, US SMID di Hermes Investment ManagementL’economia domestica degli Stati Uniti rimane forte, con bassi livelli di disoccupazione, inflazione modesta, crescita salariale e consumi meno legati all’indebitamento. In questo contesto favorevole, le società di piccole e medie dimensioni più orientate al mercato interno dovrebbero continuare a fare bene. Se si escludono gli eventi geopolitici esogeni, è difficile immaginare che l’economia statunitense entri in recessione nel prossimo futuro, soprattutto se sostenuta dall’attuale ripresa economica mondiale sincronizzata.L’agenda legislativa del Presidente Trump, al momento in stallo, potrebbe portare, o non portare, a una riforma fiscale o a tagli fiscali nei prossimi dodici mesi. Qualsiasi agevolazione sarebbe vantaggiosa per gli utili delle società (e per eventuali reinvestimenti o dividendi per gli azionisti), ma le prospettive di successo restano modeste. La Federal Reserve ha avviato il percorso di graduale normalizzazione dei tassi d’interesse e di riduzione del proprio bilancio. Anche con il nuovo Presidente della Fed, ci aspettiamo una conferma di questa politica, basata sulla fiducia nell’economia sottostante.Per quanto riguarda il mercato, il nostro scenario di base è che le azioni statunitensi di piccola e media capitalizzazione si muovano in linea con la crescita degli utili. Con l’inasprimento della Fed ci aspettiamo un rallentamento dei flussi in aree più speculative del mercato e una certa ripresa delle performance dei titoli “value”.Il portafoglio mantiene un’esposizione sui settori economicamente sensibili (industriali, materiali) e sulle aree più tradizionalmente difensive del mercato. Lo stock picking è, come sempre, essenziale e continuiamo a focalizzarci su aziende di alta qualità che dovrebbero beneficiare in caso di rialzo dei mercati, proteggendo al contempo il capitale degli investitori dai contraccolpi del mercato.

Hamish Galpin, Head of Small & Mid Cap di Hermes Investment Management
Scrivere un outlook di mercato oggi è quasi come essere all’interno del film “Ricomincio da capo”. Un altro anno è passato, ma ci troviamo davanti al medesimo quadro generale: i mercati azionari hanno valutazioni elevate, abbiamo bisogno di una crescita degli utili per giustificare tali valori, ma questo non può succedere a causa di una crescita economica fiacca e, cosa forse più importante, ci chiediamo ancora cosa succederà quando i tassi aumenteranno significativamente.
Quest'anno l’essere posizionati in aree del mercato ad alta crescita ha pagato. Non solo sulle cosiddette azioni FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google), ma ovunque vi sia una buona crescita globale. La mancanza di crescita complessiva ha spinto l’interesse verso le aree a maggiore crescita.
Il posizionamento del mercato è logico, anche se questo non lascia molto margine di errore. Gli investitori azionari devono sfruttare al massimo la situazione di stallo esistente. Le azioni di piccole e medie dimensioni sono un ottimo segmento dove cercare extrarendimenti, per tutte le classiche ragioni: nel comparto si può trovare crescita quando questa manca altrove, in quanto le small cap più flessibili riescono a sottrarre quote di mercato ai player affermati. In questo ambito, inoltre, con tanti titoli tra cui scegliere c’è una maggiore possibilità di trovare opportunità laddove vi siano valutazioni non corrette.
Se guardiamo alla performance relativa dal marzo 2009, quando i mercati hanno raggiunto il loro minimo, fino alla fine del terzo trimestre di quest’anno, le small cap hanno registrato un +17,2% annualizzato contro il 13% delle large cap. Certo, il rischio è più elevato su base assoluta, ma il profilo ponderato per il rischio è migliore. Il panorama delle opportunità potrebbe addirittura migliorare ulteriormente nel 2018 e oltre. A seguito della MiFID II, dall’inizio del prossimo anno gran parte della ricerca gratuita scomparirà dagli schermi dei gestori di fondi in Europa. E questo potrebbe estendersi anche oltreoceano, poiché i gestori sosterranno direttamente i costi della ricerca piuttosto che trasferirli ai loro clienti. Di conseguenza, chi ha sempre svolto internamente l’attività di ricerca non vede l’ora che la MIFID II entri in vigore.

Mark Sherlock, Lead Portfolio Manager, US SMID di Hermes Investment Management
L’economia domestica degli Stati Uniti rimane forte, con bassi livelli di disoccupazione, inflazione modesta, crescita salariale e consumi meno legati all’indebitamento. In questo contesto favorevole, le società di piccole e medie dimensioni più orientate al mercato interno dovrebbero continuare a fare bene. Se si escludono gli eventi geopolitici esogeni, è difficile immaginare che l’economia statunitense entri in recessione nel prossimo futuro, soprattutto se sostenuta dall’attuale ripresa economica mondiale sincronizzata.
L’agenda legislativa del Presidente Trump, al momento in stallo, potrebbe portare, o non portare, a una riforma fiscale o a tagli fiscali nei prossimi dodici mesi. Qualsiasi agevolazione sarebbe vantaggiosa per gli utili delle società (e per eventuali reinvestimenti o dividendi per gli azionisti), ma le prospettive di successo restano modeste. La Federal Reserve ha avviato il percorso di graduale normalizzazione dei tassi d’interesse e di riduzione del proprio bilancio. Anche con il nuovo Presidente della Fed, ci aspettiamo una conferma di questa politica, basata sulla fiducia nell’economia sottostante.
Per quanto riguarda il mercato, il nostro scenario di base è che le azioni statunitensi di piccola e media capitalizzazione si muovano in linea con la crescita degli utili. Con l’inasprimento della Fed ci aspettiamo un rallentamento dei flussi in aree più speculative del mercato e una certa ripresa delle performance dei titoli “value”.
Il portafoglio mantiene un’esposizione sui settori economicamente sensibili (industriali, materiali) e sulle aree più tradizionalmente difensive del mercato. Lo stock picking è, come sempre, essenziale e continuiamo a focalizzarci su aziende di alta qualità che dovrebbero beneficiare in caso di rialzo dei mercati, proteggendo al contempo il capitale degli investitori dai contraccolpi del mercato.

Premi per ascoltare l'articolo!