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  Premi per ascoltare l'articolo! Ora che l’onda della politica monetaria accomodante a poco a poco si ritrae, i mercati globali si preparano ad affrontare un altro anno complicato. Il 2019 sarà comunque molto diverso dal 2018: alla luce del previsto rallentamento delleconomia americana, la Fed si prenderà una pausa in estate, se non prima. Di conseguenza, terminerà la profonda divergenza tra aree geografiche che abbiamo visto quest’anno, e con essa il rally molto forte del dollaro. Ciò dovrebbe ridurre lo stress su alcuni mercati emergenti, ammesso che la decelerazione dell’economia mondiale rimanga graduale.Mentre leconomia americana festeggerà presto il suo ciclo più lungo di sempre, i timori di una recessione non svaniranno. Questo creerà unasimmetria che nuocerà agli asset più rischiosi: poche possibilità di crescita, forti rischi di calo. Eppure, al momento cè troppo pessimismo sulla crescita dell’economia globale - e in particolar modo quella europea: il crollo dell’azionario a fine anno ha creato condizioni di acquisto. Incominceremo l’anno con un cauto sovrappeso su azioni e credito, e come in tutte le fasi avanzate del ciclo, anche nel 2019 la qualità sarà il criterio fondamentale. Manteniamo una posizione lunga in liquidità, e corta sulle obbligazioni governative europee. Siamo flessibili per quanto riguarda la duration, e crediamo sia migliore gestirla attraverso i derivati.

Ora che l’onda della politica monetaria accomodante a poco a poco si ritrae, i mercati globali si preparano ad affrontare un altro anno complicato.

Il 2019 sarà comunque molto diverso dal 2018: alla luce del previsto rallentamento dell'economia americana, la Fed si prenderà una pausa in estate, se non prima. Di conseguenza, terminerà la profonda divergenza tra aree geografiche che abbiamo visto quest’anno, e con essa il rally molto forte del dollaro. Ciò dovrebbe ridurre lo stress su alcuni mercati emergenti, ammesso che la decelerazione dell’economia mondiale rimanga graduale.
Mentre l'economia americana festeggerà presto il suo ciclo più lungo di sempre, i timori di una recessione non svaniranno. Questo creerà un'asimmetria che nuocerà agli asset più rischiosi: poche possibilità di crescita, forti rischi di calo.

Eppure, al momento c'è troppo pessimismo sulla crescita dell’economia globale - e in particolar modo quella europea: il crollo dell’azionario a fine anno ha creato condizioni di acquisto. Incominceremo l’anno con un cauto sovrappeso su azioni e credito, e come in tutte le fasi avanzate del ciclo, anche nel 2019 la qualità sarà il criterio fondamentale. Manteniamo una posizione lunga in liquidità, e corta sulle obbligazioni governative europee.

Siamo flessibili per quanto riguarda la duration, e crediamo sia migliore gestirla attraverso i derivati.

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