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  Premi per ascoltare l'articolo! Tra i diversi temi da affrontare per ridare slancio alla competitività del nostro sistema Paese vi sono anche la esigenza di innalzare le competenze finanziarie dei risparmiatori e degli imprenditori italiani e di favorire una graduale diversificazione delle fonti di finanziamento delle aziende rispetto alla centralità del credito bancario. Con riferimento al primo aspetto ci collochiamo nella bassa classifica dei Paesi Ocse , motivo per il quale è stato costituito dallo scorso anno presso il Ministero dell’Economia il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il Comitato è composto da undici membri (tra cui esponenti di Banca d’Italia, Ivass, Covip, Consob) ed è presieduto da un direttore, nominato dal Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministro dell’istruzione, università e ricerca scientifica tra personalità con comprovate competenze ed esperienza nel settore. Per quel che riguarda il secondo profilo secondo la Banca d’Italia nel quinquennio 2013-2017 il numero di imprese non finanziarie quotate resta contenuto nel confronto europeo, poco più di 250 in Italia rispetto alle quasi 600 in Germania e alle circa 650 in Francia. Anche la capitalizzazione di Borsa delle società non finanziarie resta ampiamente inferiore a quella delle altre principali economie europee: in Italia essa è pari a circa il 25 per cento del PIL, in Germania a poco più del 60, in Francia supera il 70. Nel nostro Paese, inoltre, è limitata la quota di capitale di rischio fornita da intermediari specializzati nel private equity: nel quinquennio gli investimenti di fondi nazionali in questo segmento sono ammontati a 12 miliardi di euro in Italia, contro 33 in Germania, 66 in Francia. Assume allora particolare valenza il progetto appena annunciato di collaborazione tra Consob e FederTerziario per leducazione finanziaria delle piccole imprese. Il progetto si pone come obiettivo quello di promuovere e diffondere la cultura finanziaria nel tessuto della piccola imprenditoria in tutto il territorio nazionale. Liniziativa punta in particolare a far conoscere le opportunità per le piccole imprese di accedere al mercato dei capitali per il reperimento di risorse finanziarie fresche a sostegno della crescita e dellinnovazione attraverso canali complementari rispetto a quelli del credito bancario; tra questi lequity crowdfunding, i mini-bonds, il private equity. Al tempo stesso liniziativa mira a rafforzare, facendo leva sulleducazione finanziaria, i presidi di autotutela contro le truffe e a far conoscere le opportunità di risoluzione stragiudiziale presso lArbitro per le controversie finanziarie (Acf) degli eventuali contenziosi tra risparmiatori, imprese e intermediari. Consob metterà a disposizione un apposito team di tecnici, che diffonderà capillarmente lofferta formativa grazie ad incontri in loco attraverso la rete di FederTerziario e attraverso la piattaforma informatica di FederTerziario.

Tra i diversi temi da affrontare per ridare slancio alla competitività del nostro sistema Paese vi sono anche la esigenza di innalzare le competenze finanziarie dei risparmiatori e degli imprenditori italiani e di favorire una graduale diversificazione delle fonti di finanziamento delle aziende rispetto alla centralità del credito bancario.

Con riferimento al primo aspetto ci collochiamo nella bassa classifica dei Paesi Ocse , motivo per il quale è stato costituito dallo scorso anno presso il Ministero dell’Economia il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

Il Comitato è composto da undici membri (tra cui esponenti di Banca d’Italia, Ivass, Covip, Consob) ed è presieduto da un direttore, nominato dal Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministro dell’istruzione, università e ricerca scientifica tra personalità con comprovate competenze ed esperienza nel settore.

Per quel che riguarda il secondo profilo secondo la Banca d’Italia nel quinquennio 2013-2017 il numero di imprese non finanziarie quotate resta contenuto nel confronto europeo, poco più di 250 in Italia rispetto alle quasi 600 in Germania e alle circa 650 in Francia. Anche la capitalizzazione di Borsa delle società non finanziarie resta ampiamente inferiore a quella delle altre principali economie europee: in Italia essa è pari a circa il 25 per cento del PIL, in Germania a poco più del 60, in Francia supera il 70.

Nel nostro Paese, inoltre, è limitata la quota di capitale di rischio fornita da intermediari specializzati nel private equity: nel quinquennio gli investimenti di fondi nazionali in questo segmento sono ammontati a 12 miliardi di euro in Italia, contro 33 in Germania, 66 in Francia.

Assume allora particolare valenza il progetto appena annunciato di collaborazione tra Consob e FederTerziario per l'educazione finanziaria delle piccole imprese. Il progetto si pone come obiettivo quello di promuovere e diffondere la cultura finanziaria nel tessuto della piccola imprenditoria in tutto il territorio nazionale.

L'iniziativa punta in particolare a far conoscere le opportunità per le piccole imprese di accedere al mercato dei capitali per il reperimento di risorse finanziarie fresche a sostegno della crescita e dell'innovazione attraverso canali complementari rispetto a quelli del credito bancario; tra questi l'equity crowdfunding, i mini-bonds, il private equity.

Al tempo stesso l'iniziativa mira a rafforzare, facendo leva sull'educazione finanziaria, i presidi di autotutela contro le truffe e a far conoscere le opportunità di risoluzione stragiudiziale presso l'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) degli eventuali contenziosi tra risparmiatori, imprese e intermediari. Consob metterà a disposizione un apposito team di tecnici, che diffonderà capillarmente l'offerta formativa grazie ad incontri in loco attraverso la rete di FederTerziario e attraverso la piattaforma informatica di FederTerziario.

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