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  Premi per ascoltare l'articolo! I nuovi strumenti alternativi, sia di accesso al credito che di pagamento, hanno fatto la loro comparsa sulla scena nazionale ormai da qualche anno, alcuni si sono consolidati divenendo comunemente conosciuti e riconosciuti, altri, invece, sono più attuali e quindi meno noti. L’Italia rappresenta, per la diffusione di nuove tecnologie e metodi di pagamento alternativi a quelli tradizionali, tanto un terreno fertile, quanto una realtà difficile da sradicare dall’ideale della “certezza dell’istituzione bancaria”. L’impatto sempre più incisivo dei sistemi di pagamento tecnologico e di credito alternativo sull’Economia Reale e sul settore bancario, può ritenersi frutto di una serie di concause che hanno scatenato una condizione di stallo sia per gli imprenditori che per i risparmiatori. Lo stesso impatto può anche ritenersi l’output finale di un processo di digitalizzazione sempre più esteso e radicato, soprattutto nei giovani, che vogliono non dover dedicare troppo tempo a questioni che possono essere gestite e trattate via smartphone o via laptop, attraverso applicazioni e piattaforme customer-oriented dotate di una user-experience semplice ed intuitiva. La variabile curiosità, così come la variabile consapevolezza, giocano poi un ruolo fondamentale in questo processo, la prima è parte integrante della natura umana, essere curiosi di provare e scoprire soluzioni più personalizzate e all’avanguardia è inevitabile. La consapevolezza poi di vivere in una società, quella italiana, dove gli Istituti Bancari tradizionali non offrono nessun valore aggiunto reale al pacchetto di servizi proposto ai clienti, porta ad una progressiva ricerca di soluzioni diverse, magari più rischiose ma anche più dinamiche e “fresche”. L’importanza delle piattaforme peer-to-peer e degli strumenti di pagamento innovativi è evidente, forse ancora poco riconosciuta, ma le potenzialità restano indiscusse. La rapidità della raccolta di denaro, tramite campagne online, aventi come finalità la crescita o lo sviluppo di un progetto o idea imprenditoriale, così come l’immediatezza nel trasferimento di denaro, sono elementi divenuti imprescindibili per gli utenti. Per le piattaforme di peer-to-peer lending anche la possibilità di proporre condizioni remunerative più appetibili rispetto a quelle presentate dagli strumenti tradizionali, la diversificazione del rischio (e quindi del guadagno), l’autonomia decisionale e la disintermediazione, rappresentano un punto di forza. Un punto di forza che però deve ancora entrare a far parte del percepito degli interlocutori e degli utenti di tali servizi. Sia le Banche che gli strumenti FinTech, entrambi per motivi diversi, non possono pensare di riuscire a “sopravvivere” senza il reciproco supporto e la reciproca collaborazione. Certamente le generazioni evolvono, e saranno sempre di più gli utenti che dismetteranno l’interesse verso i canali tradizionali per acquisire dimestichezza ed attrazione verso quelli alternativi ed innovativi, ma ad oggi le Banche sono ancora le depositarie della ricchezza nazionale, liquidità che potrebbero e dovrebbero mettere a disposizione delle piattaforme peer-to-peer e dei metodi di pagamento alternativi, per supportarne la crescita ma soprattutto lo sviluppo ed il miglioramento, in un’ottica di reciproca soddisfazione, diversificazione e sostegno. Coesistere e Coordinarsi, supportarsi e trasferirsi know-how, queste sono le basi per il futuro, anche perché, se da un lato il FinTech detiene tutte le caratteristiche positive già espresse, non si può certo dimenticare e vanificare il ruolo e l’importanza che le Banche hanno sempre ricoperto.

I nuovi strumenti alternativi, sia di accesso al credito che di pagamento, hanno fatto la loro comparsa sulla scena nazionale ormai da qualche anno, alcuni si sono consolidati divenendo comunemente conosciuti e riconosciuti, altri, invece, sono più attuali e quindi meno noti. L’Italia rappresenta, per la diffusione di nuove tecnologie e metodi di pagamento alternativi a quelli tradizionali, tanto un terreno fertile, quanto una realtà difficile da sradicare dall’ideale della “certezza dell’istituzione bancaria”.

L’impatto sempre più incisivo dei sistemi di pagamento tecnologico e di credito alternativo sull’Economia Reale e sul settore bancario, può ritenersi frutto di una serie di concause che hanno scatenato una condizione di stallo sia per gli imprenditori che per i risparmiatori. Lo stesso impatto può anche ritenersi l’output finale di un processo di digitalizzazione sempre più esteso e radicato, soprattutto nei giovani, che vogliono non dover dedicare troppo tempo a questioni che possono essere gestite e trattate via smartphone o via laptop, attraverso applicazioni e piattaforme customer-oriented dotate di una user-experience semplice ed intuitiva. La variabile curiosità, così come la variabile consapevolezza, giocano poi un ruolo fondamentale in questo processo, la prima è parte integrante della natura umana, essere curiosi di provare e scoprire soluzioni più personalizzate e all’avanguardia è inevitabile. La consapevolezza poi di vivere in una società, quella italiana, dove gli Istituti Bancari tradizionali non offrono nessun valore aggiunto reale al pacchetto di servizi proposto ai clienti, porta ad una progressiva ricerca di soluzioni diverse, magari più rischiose ma anche più dinamiche e “fresche”.

L’importanza delle piattaforme peer-to-peer e degli strumenti di pagamento innovativi è evidente, forse ancora poco riconosciuta, ma le potenzialità restano indiscusse. La rapidità della raccolta di denaro, tramite campagne online, aventi come finalità la crescita o lo sviluppo di un progetto o idea imprenditoriale, così come l’immediatezza nel trasferimento di denaro, sono elementi divenuti imprescindibili per gli utenti. Per le piattaforme di peer-to-peer lending anche la possibilità di proporre condizioni remunerative più appetibili rispetto a quelle presentate dagli strumenti tradizionali, la diversificazione del rischio (e quindi del guadagno), l’autonomia decisionale e la disintermediazione, rappresentano un punto di forza. Un punto di forza che però deve ancora entrare a far parte del percepito degli interlocutori e degli utenti di tali servizi.

Sia le Banche che gli strumenti FinTech, entrambi per motivi diversi, non possono pensare di riuscire a “sopravvivere” senza il reciproco supporto e la reciproca collaborazione. Certamente le generazioni evolvono, e saranno sempre di più gli utenti che dismetteranno l’interesse verso i canali tradizionali per acquisire dimestichezza ed attrazione verso quelli alternativi ed innovativi, ma ad oggi le Banche sono ancora le depositarie della ricchezza nazionale, liquidità che potrebbero e dovrebbero mettere a disposizione delle piattaforme peer-to-peer e dei metodi di pagamento alternativi, per supportarne la crescita ma soprattutto lo sviluppo ed il miglioramento, in un’ottica di reciproca soddisfazione, diversificazione e sostegno.

Coesistere e Coordinarsi, supportarsi e trasferirsi know-how, queste sono le basi per il futuro, anche perché, se da un lato il FinTech detiene tutte le caratteristiche positive già espresse, non si può certo dimenticare e vanificare il ruolo e l’importanza che le Banche hanno sempre ricoperto.

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