Gestione degli Npl bancari: Fire lancia una nuova piattaforma

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Pensata per rispondere alle esigenze gestionali di banche anche di media e piccola dimensione, la nuova piattaforma di gestione proposta da Fire Spa, azienda leader nella tutela del credito, è una soluzione che si adatta perfettamente al contesto economico e finanziario attuale.
Le Autorità di vigilanza, tanto a livello europeo quanto a livello nazionale, richiedono sempre più agli istituti di credito di approcciare radicalmente il tema degli npl – non performing loans. Due le modalità di intervento possibili: la cessione dei crediti oppure la gestione specializzata in outsourcing. Soprattutto per quanto riguarda le banche locali e non quotate, la via della cessione sembra non sempre percorribile a causa della situazione dei loro conti economici e della attuale difficoltà a ricorrere alla raccolta di ulteriori mezzi di patrimonializzazione. L’alternativa, in questo caso, può essere l’utilizzo di una piattaforma per il conferimento dei crediti, in grado di offrire reali vantaggi ed opportunità.

La soluzione lanciata da Fire SpA prevede diversi passaggi.

  • Innanzitutto la banca trasferirà, totalmente o parzialmente i propri NPL ad una NewCo, con la possibilità di esternalizzare anche strutture connesse come l’IT e impiegati addetti alla gestione del credito.
  • Un investitore comprerà delle quote della NewCo (di maggioranza o di minoranza a seconda della strategia della banca: delevereging o managing) pagando un prezzo per le stesse alla banca.
  • Allo stesso tempo l’investitore creerà una JV con un servicer al quale la NewCo darà mandato per il recupero dei crediti con un meccanismo di premio.
  • La banca potrebbe anche chiedere all’investitore, in quanto azionista, di anticipare – a fronte della cessione dei relativi diritti patrimoniali – parte dei futuri capital gain della NewCo. Tale somma è rappresentata dai profitti che verranno realizzati in relazione alla differenza fra il prezzo di acquisto dei crediti ed i risultati di recupero.
  • La JV potrà trovare dei subinvestitori che si offrano di partecipare ai risultati finanziari di singoli deal.
  • La NewCo opererà su un orizzonte temporale di medio termine, grazie alla pipeline costituita dai nuovi crediti che la banca trasferirà periodicamente

Vantaggi ed opportunità

  • Allineamento di interessi grazie all’accordo con l’investitore: il valore ottenuto con l’operazione piattaforma e l’impegno connesso di una sua successiva alimentazione è superiore a quello ottenibile con una cessione sul mercato. Da simulazioni curate internamente, si è dimostrato che il delta ottenibile rispetto ad una operazione di pura cessione sul mercato può attestarsi su valori percentuali significativi;
  • Il servicer prescelto potrà, con la continuità di lavorazione, migliorare le proprie curve di recupero grazie ad una più approfondita conoscenza del portafoglio;
  • Semplicità e replicabilità dello schema: la banca non dovrà più organizzare un processo competitivo per i successivi trasferimenti di crediti con conseguente risparmio di risorse economiche per la creazione di data room e per la consulenza da parte di advisor;
  • Possibilità di inserire nell’accordo con l’investitore alcuni benefit come il trasferimento di costi funzionali alla NewCo (ad es.: buona parte dei costi relativi agli asset manager incaricati della gestione del portafoglio).
  • Possibilità di inserire nell’accordo con l’investitore, come goodwill, un premio erogato da quest’ultimo alla banca: il prezzo pagato (relativamente alla valorizzazione di mercato degli asset) è accresciuto di un goodwill che costituisce una sorta di Call option per i futuri flussi di alimentazione della NewCo (forward flows): lo schema di prezzo a cui saranno conferiti i flussi futuri viene predefinito sulla base di parametri legati alle caratteristiche (ageing, mix secured-unsecured, mix sme-individual, etc.) che le porzioni future via via potranno assumere;
  • Questi due ultimi punti, determinano un IRR alto rispetto alle quote investite nella piattaforma, grazie allo spostamento di costi funzionali e alla presenza del goodwill. La banca inoltre parteciperà nel tempo agli utili generati dalla gestione dei crediti a seconda della propria quota di equity;
  • Vantaggio reputazionale: questo aspetto è determinante per le banche legate al territorio che non dovranno rischiare un effetto rebound causato da una cessione di crediti rispetto a mercato esterno e shareholder;
  • Grazie al suo consolidato network relazionale, Fire può “portare in dote” l’investitore da coinvolgere nell’operazione.
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Il progetto innovativo della piattaforma si affianca al metodo già usato da Fire per la gestione degli UTP. Al fine di evitare che i loro crediti diventino sofferenze, molte fra le principali banche italiane, incluse diverse banche sistemiche, si affidano all’esperienza e all’approccio proattivo di Fire in modo da contenere lo scivolamento a sofferenza, azioni legali e limitare ulteriori rettifiche di bilancio.
Le azioni che caratterizzano il processo si basano su:

  • Presa in carico del portafoglio e popolamento del sistema gestionale
  • Attività di Business planning
  • Negoziazione con le controparti per la chiusura di accordi transattivi, eventuali proposte di restructuring, accordi a saldo e stralcio, accordi con terze parti o proposta alla banca di passaggio a sofferenza
  • Supervisione e sollecitazione dei legali esterni per accelerare eventuali procedure legali
  • Rapporti con i diversi organi dei Tribunali (curatori, delegati, etc.) per accelerare la vendita delle garanzie immobiliari e la distribuzione del ricavato dalle vendite
  • Attività di marketing degli immobili oggetto di vendita forzata
  • Ricerca di potenziali investitori per cessione di crediti
  • Partecipazione a riunioni interbancarie, adunanze creditori e comitati creditori in ambito concorsuale

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