Ogm: Monsanto sotto “processo”

di Rosaria Barrile -

Promosso da alcune associazioni ambientaliste, non avrà valenza giuridica ma potrebbe costituire una sorta di test prima di accedere alle aule di tribunale vere e proprie

Il 2016 vedrà svolgersi il primo processo contro la multinazionale Monsanto. A celebrarlo però, almeno per ora, non saranno i giudici bensì un gruppo di associazioni civiche, ambientaliste e agricole. L’accusa è quella di crimini contro l’ambiente e l’umanità. Ad annunciarlo è l’americana Organic Consumers Association, una delle organizzazioni promotrici dell’iniziativa, ribattezzata Monsanto Tribunal.

Il colosso americano specializzato in biotecnologie, e famosa per la produzione di sementi geneticamente modificate (Ogm) dovrà rispondere alle accuse davanti a un tribunale civico composto da scienziati, attivisti e ambientalisti. Il procedimento si svolgerà dal 12 al 16 ottobre 2016 all’Aja in Olanda.

La “sentenza” verrà emessa il 16 ottobre in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.

Le associazioni che hanno di deciso di processare simbolicamente la Monsanto, e che si finanziano grazie al crowdfunding, contano di dimostrare per la prima volta i danni all’ambiente e all’umanità causati dalla multinazionale, con l’obiettivo di convincere le autorità pubbliche a perseguirla penalmente a livello internazionale.

I prodotti sotto accusa sono non sole le sementi geneticamente modificate, ma anche alcune sostanze tra cui i Pcb (i policlorobifenili, simili per i loro effetti alla diossina), l’erbicida RoundUp, l’erbicida Lasso (già messo al bando in Europa) e l’Agent Orange, un defoliante, tossico per l’uomo, usato durante la Guerra del Vietnam dall’esercito statunitense.

Nonostante il carattere simbolico del procedimento e quindi l’assoluta mancanza di una sanzione in caso di condanna, la giuria intende cogliere l’occasione per valutare in modo approfondito quali e quanti sono gli elementi per procedere legalmente. E a quel punto la Monsanto potrebbe essere chiamata a rispondere del suo operato nelle aule della giustizia ordinaria.

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