Avvio pesante a Milano. A picco Mps

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L’indice Ftse Mib cede quasi il 2%. La banca senese non riesce a fare prezzo

Inizia male la settimana in piazza Affari, e in particolare per Banca Mps. A mezz’ora dall’avvio degli scambi l’indice Ftse Mib cede l’1,97%, in un clima tutt’altro che positivo anche in Europa, anche se i principali listini limitano le perdite rispetto a quello italiano, perdendo meno dell’1%. Stamattina Tokyo ha chiuso invece in lieve flessione (meno 0,13%).

In piazza Affari sono scattate subito le vendite su Banca Mps, che non riesce a fare prezzo, entrando in asta di volatilità con un teorico -7,25%. Parte oggi l’operazione di aumento di capitale della banca, con il raggruppamento delle azioni nella misura di una a cento e la possibilità, da oggi a venerdì, per gli obbligazionisti di aderire all’offerta di acquisto sui bond, con l’impegno poi di sottoscrivere col corrispettivo azioni Mps. Secondo indiscrezioni di stampa, il fondo sovrano del Qatar (Qia) intende partecipare all’aumento di capitale con una cifra non superiore al miliardo di euro, contro gli 1,5 miliardi preventivati nei giorni scorsi.

In deciso ribasso anche le altre banche, da Unicredit (-3,96%) a Bper (-3,68%), da Banco Popolare (-3,67%) e Popolare Milano (3,59%) a Intesa Sanpaolo (-2,57%). Male anche Ubi Banca (-2,24%); la Bce avrebbe, secondo indiscrezioni, dato il via libera preliminare all’acquisizione di tre delle quattro banche salvate.

Negli altri comparti in rosso Telecom e gli assicurativi. Male anche i petroliferi, da Tenaris a Saipem ed Eni, che cedono oltre due punti percentuali. C’è attesa per il meeting di mercoledì prossimo a Vienna fra i paesi dell’Opec, in cui sarà discussa la possibilità di congelare la produzione nel tentativo di sostenere il prezzo del petrolio. Per ora gli addetti ai lavori restano pessimisti, come dimostra il fatto che il prezzo del greggio è in calo, con il Wti scambiato a 45,93 dollari al barile e il Brent a poco più di 47 dollari.

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In calo lo spread fra Btp e Bund, che ha aperto a 185 punti base dai 190 venerdì. Il rendimento del titolo decennale italiano è del 2,07%.

In recupero l’euro, scambiato in avvio di giornata a 1,0653 dollari.

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