Peggiora il rischio credito commerciale in Est Europa

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Per l’89% delle aziende pagamenti in ritardo da parte dei clienti B2B. Ritardi dovuti a problemi di liquidità per 3 aziende su 5.

Il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende in Est Europa, sulla base di un sondaggio realizzato su oltre mille imprese in Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Turchia che vendono a credito ad aziende clienti sul mercato domestico ed estero, evidenzia che quasi l’89% delle aziende intervistate ha subito ritardi nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti B2B sul mercato domestico nel corso dell’ultimo anno. Il ritardo nei pagamenti è dovuto a problemi di liquidità da parte dei propri clienti per il 58% delle aziende intervistate (a fronte del 52% registrato in Europa occidentale), percentuale che sale al 78% nel caso dell’Ungheria. Nei Paesi oggetto del sondaggio, il 45% del valore medio delle fatture B2B sul mercato domestico è rimasto non pagato dopo la scadenza, un dato superiore di 3 punti percentuali alla media del 42% registrata in Europa occidentale. In media il 10% delle fatture sul mercato interno è rimasto non pagato a 90 giorni dalla scadenza, mentre l’1% risulta inesigibile. In Turchia le percentuali medie per ritardi e mancati pagamenti sono salite rispettivamente al 61% e al 20%, mentre sono al 2% i crediti inesigibili.

Questo si riflette anche nei tempi medi di incasso, che nel caso della Turchia arrivano a 73 giorni, un tempo molto più elevato rispetto ai 61 giorni che impiegano in media le aziende per incassare il credito dopo la vendita in Est Europa.

Condividendo la prospettiva dei loro omologhi in Europa occidentale, un numero maggiore di intervistati in Est Europa prevede un peggioramento nei comportamenti di pagamento dei loro clienti B2B nei prossimi 12 mesi. In particolate a fronte di un 26% che si aspetta un deterioramento, solo il 16% prevede un miglioramento, mentre il 58% non pensa si verifichi alcun cambiamento. Per proteggere il proprio portafoglio crediti B2B dal rischio insolvenza, il 53% delle aziende intervistate in Europa orientale (60% in Europa occidentale) intende continuare ad avvalersi dell’attuale mix di strumenti di gestione, a fronte di fenomeni come la Brexit, l’incremento delle misure protezionistiche da parte degli Stati Uniti e il rallentamento dell’economia cinese in atto.

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Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius N.V. ha dichiarato: “Le prospettive di crescita in alcune regioni e Paesi sembrano migliori che in passato, ma il rischio rappresenta ancora un fattore significativo. L’incertezza politica dell’Eurozona pesa sulle prospettive di crescita a medio termine della regione. Nei mercati asiatici emergenti, l‘economia cinese, nonostante registri ancora un percentuale di crescita piuttosto elevata (pari al 6,5%) è in fase di rallentamento rispetto al 6,7% registrato lo scorso anno. In Europa orientale, la debolezza strutturale e l’impatto negativo delle sanzioni sulla produttività e sugli investimenti continua a pesare sulla crescita economica della Russia. Gli stretti legami commerciali tra le diverse regioni mondiali comportano il fatto che un clima di deterioramento imprenditoriale ed economico in uno o più mercati possa avere impatti anche su altri mercati con conseguenze potenzialmente negative sullo scenario globale delle insolvenze. In questo contesto, una forte attenzione alla gestione del rischio di credito commerciale è essenziale per mantenere la redditività finanziaria di un’azienda “.

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