Azionario, positivi sui titoli tecnologici

Norman Villamin -

Entrando nel secondo semestre, gli investitori sono preoccupati per i vari trend di mercato e le performance dei diversi settori.

Con la Fed che ha rialzato i tassi d’interesse già due volte quest’anno, il ritmo dell’aumento dei tassi e i suoi effetti sul mercato azionario sono a loro volta diventati un tema centrale per i mercati. Considerato che ci si attende un aumento di utili societari, dividendi e rapporti prezzo/utili, pensiamo che il trend rialzista dei mercati azionari globali sarà mantenuto; eppure, allo stesso tempo, si stima che l’ultima fase del ciclo rialzista sia già iniziata. Di conseguenza, è raccomandabile, da parte degli investitori, un approccio selettivo.

Sebbene le azioni tecnologiche globali abbiano toccato nuovi massimi, molti investitori sono preoccupati che possa emergere una nuova bolla nel settore del tech. Nonostante queste preoccupazioni generiche, siamo ottimisti relativamente a questi titoli. Molti, infatti, confrontano le condizioni attuali con quelle della bolla del 2000. Tuttavia, le due situazioni sono completamente differenti. 17 anni fa, i titoli tecnologici registravano a mala pena degli utili ed erano in una situazione di vulnerabilità in cui la loro market share poteva essere facilmente persa a vantaggio degli esercizi commerciali fisici che si erano avventurati nel mondo del tech. Oggi, sia la crescita degli utili sia quella dei flussi di cassa dei giganti della tecnologia sono più solidi che mai, cosa che in alcuni casi ha permesso loro addirittura di acquisire società con punti vendita fisici. L’acquisto avvenuto a inizio anno della catena di supermercati di fascia alta Whole Foods da parte di Amazon, gigante del settore tecnologico, è un esempio. Inoltre, molte società del tech stanno sviluppando attivamente tecnologia finanziaria, che potrebbe gradualmente sottrarre quote di mercato alle banche tradizionali, nel prossimo futuro.

Nonostante l’alto livello delle valutazioni dei titoli di questo settore, il loro ROE sta crescendo velocemente e gli investitori dovrebbero approfittare degli aggiustamenti di mercato e aumentare le proprie partecipazioni. Gli investitori dovrebbero ovviamente selezionare con molta attenzione le grandi aziende con solidi flussi di cassa che non necessitano di finanziamenti da parte degli azionisti. Allo stesso tempo, devono anche fare attenzione alle piccole e medie società che cercano risorse, considerato che il rialzo dei tassi d’interesse non potrà che far aumentare i costi di finanziamento.

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Norman Villamin – Chief Investment Officer Private Banking – Union Bancaire Privée (UBP)

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