Mercati del credito in continua evoluzione

Michalis Ditsas -

I mercati del credito globali hanno iniziato l’anno all’insegna della solidità, poiché gli investitori hanno reagito positivamente all’atteggiamento sempre più accomodante delle banche centrali e al miglioramento delle valutazioni in una classe di attivi tuttora caratterizzata da buoni fondamentali.

I mercati del credito statunitense e europeo sono in continua evoluzione e presentano nuove opportunità.

Hanno segnato un rimbalzo dalla svendita di dicembre, a fronte dell’attenuarsi dei timori in merito al rallentamento della crescita globale e del calo sostanziale delle aspettative di un aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti e in Europa. Ciononostante, lo stato di salute dei mercati del credito rimane fonte di preoccupazione in relazione ai livelli di leva, all’utilizzo dei proventi, al livello di inadempienze e alle previsioni sui rendimenti per il 2019.

Dal livello di leva per l’high yield statunitense emerge un quadro positivo per i fondamentali della classe di attivi, essendo in calo da nove trimestri consecutivi e attestandosi di fatto ai minimi post-crisi. Per l’high yield europeo, la leva è salita gradualmente nel corso del 1° semestre del 2018, ma al di sotto del massimo storico. Il 2018 ha visto più rising star (società innalzate a investment grade) che fallen angel (società declassate a high yield). Al contempo, vi sono all’incirca € 94 mia. di obbligazioni che rappresentano il 34,5% del mercato high yield europeo classificato a un livello al di sotto di investment grade. Ciò significa che le società con una bassa leva stanno uscendo dal mercato high yield europeo.

I tassi di insolvenza sia per le obbligazioni high yield denominate in euro, sia per quelle denominate in dollari, rimangono contenuti e stando alle previsioni non dovrebbero sostanzialmente aumentare. Le previsioni per il 2019 rimangono modeste all’1-2% sia per l’Europa che per gli Stati Uniti.

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I tassi di copertura degli interessi sono in miglioramento, fatto che indica che le società avranno qualche difficoltà a pagare gli interessi sul proprio debito, avendolo perlopiù rifinanziato con finanziamenti a basso costo.

I riacquisti di azioni nel 2018 sono stati importanti, soprattutto negli Stati Uniti, anche a causa del contesto di bassa crescita e scarsa fiducia dei consumatori. Bisogna considerare però che i riacquisti sono stati trainati dal rimpatrio di liquidità dall’estero e che l’uso principale dei proventi dei debiti è il rifinanziamento, che domina l’attività di emissione al 61%, mentre il finanziamento delle acquisizioni rappresenta il 21% e le operazioni societarie generali il 15%.

La domanda per l’high yield è cresciuta nel 2019 con $ 10,2 mia. (inclusi $ 4,9 mia. in ETF) di afflussi nel fondo per l’high yield statunitense, e € 1,4 mia. per l’high yield europeo (al 1° marzo 2019). Condizioni di mercato favorevoli potrebbero tradursi nell’aumento dell’offerta di nuove obbligazioni quest’anno, ma ciò presenterà opportunità di investimento agli investitori, portando conseguentemente a un aumento della liquidità complessiva.

Le valutazioni sono considerevolmente migliori rispetto all’inizio del 2018. Gli spread hanno fatto segnare una contrazione, generando rendimenti totali molto positivi nei mercati investment grade e high yield ed è prevista una performance positiva per i mercati del credito nel 2019. Considerato che le previsioni per i livelli di rendimento dei titoli di Stato decennali restano invariate, possiamo ipotizzare un rendimento totale superiore al 10% per l’high yield statunitense e superiore al 7% per le obbligazioni europee high yield e le obbligazioni subordinate.

All’inizio del 2019, il credito nel suo insieme ha approfittato in larga misura della posizione accomodante della Fed e della BCE, e del rapido miglioramento dei prezzi del petrolio e delle azioni. La crescita economica si conferma un ostacolo, ma in assenza di una recessione non intravediamo problematiche sufficienti a pregiudicare negativamente i fondamentali. Restiamo ottimisti sul credito, in particolare sulle obbligazioni europee high yield e sulle obbligazioni subordinate.

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Michalis Ditsas – Head of Investment Specialists – SYZ Asset Management 

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