Slow Wine Fair & Sana Food: quando vino e cibo raccontano il futuro
— a cura di Greta Marilyn Carnieletto —
L’incontro tra vino e gastronomia attenta e di qualità
Martedì 24 febbraio si è conclusa a Bologna Slow Wine Fair, che per il secondo anno ha dialogato e integrato Sana Food, dando forma a un evento capace di raccontare, con equilibrio e coerenza, l’incontro tra vino e gastronomia attenta e di qualità. Un’unione non scontata tra due mondi affini, ma spesso percepiti separati, che qui si sono fusi nel rispetto del territorio, della sostenibilità e del benessere del consumatore.

I numeri confermano la forza di questa sinergia. L’edizione 2026 ha registrato 16.000 visitatori, insieme a 350 buyer internazionali provenienti da 30 Paesi. Sono stati oltre 2.000 gli incontri B2B, che hanno coinvolto più di 1.100 cantine presenti a Slow Wine Fair, per oltre il 60% biologiche o biodinamiche e 300 aziende di SANA Food.
Una partecipazione intensa di wine lovers, operatori e appassionati desiderosi di conoscere e
degustare prodotti autentici, spesso difficili da incontrare nella quotidianità. La fiera ha offerto uno
spazio di scoperta per realtà nuove e consolidate, dando voce a produttori che lavorano con passione
e rigore secondo i valori del “buono, pulito e giusto”.
Il profondo legame con il territorio italiano
I numeri confermano la forza di questa sinergia. L’edizione 2026 ha registrato 16.000 visitatori, insieme a 350 buyer internazionali provenienti da 30 Paesi. Sono stati oltre 2.000 gli incontri B2B, che hanno coinvolto più di 1.100 cantine presenti a Slow Wine Fair, per oltre il 60% biologiche o biodinamiche e 300 aziende di SANA Food.
Una partecipazione intensa di wine lovers, operatori e appassionati desiderosi di conoscere e degustare prodotti autentici, spesso difficili da incontrare nella quotidianità. La fiera ha offerto uno spazio di scoperta per realtà nuove e consolidate, dando voce a produttori che lavorano con passione e rigore secondo i valori del “buono, pulito e giusto”.
Il valore della manifestazione si è espresso nel profondo legame con il territorio italiano, quest’anno
ancor più significativo grazie al riconoscimento dell’Italia come patrimonio UNESCO della cultura
culinaria. Un patrimonio che in Slow Wine Fair trova una delle sue espressioni più autentiche,
soprattutto nella valorizzazione delle produzioni biologiche e nella tutela delle biodiversità locali,
unite a una presenza significativa di realtà estere con le quali sono nate relazioni di confronto e
apertura.
Occasioni di dialogo
Di grande rilievo sono stati gli incontri B2B, fondamentali per i produttori, occasioni di dialogo che favoriscono nuove opportunità di distribuzione e di sviluppo in mercati lontani, contribuendo a rafforzare i legami tra territori e consumatori. Anche le masterclass hanno rappresentato momenti di approfondimento e confronto, in cui gli operatori e il pubblico hanno potuto affrontare temi chiave per il presente e il futuro dell’enogastronomia sostenibile.
In un momento complesso per il comparto vitivinicolo, Slow Wine Fair ha saputo valorizzare non solo i prodotti, ma anche le persone, le diversità culturali ed enogastronomiche, restituendo un’immagine forte di un settore ricco di potenzialità e di idee. Slow Wine Fair & Sana Food si conferma così un punto di riferimento per chi crede che la cultura del vino e del cibo possa e debba contribuire a costruire un futuro più sano, sostenibile e consapevole




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