Fmi: la Brexit frena la crescita dell’Italia

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Il Fondo monetario internazionale taglierà le stime sul Pil al di sotto dell’1% per il 2016. Le regole europee sulle banche offrono sufficiente flessibilità. Ma il Governo deve agire subito

Il Fondo monetario internazionale taglierà le proprie stime sulla crescita dell’Italia. Le precedenti previsioni, che vedevano il Pil in aumento dell’1,1% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017, saranno sostituite, il 19 luglio, dai nuovi dati che vedono una crescita inferiore all’1% per quest’anno e di circa l’1% per il prossimo.

Lo ha annunciato, Rishi Goyal, capo missione per l’Italia, nel corso di una conference call.

Il taglio delle stime è un effetto, indiretto, della Brexit. L’esposizione italiana verso l’economia britannica, infatti, è “relativamente modesta” secondo Goyal. Ma l’Italia subisce, come gli altri paesi, gli effetti della crescente volatilità sui mercati sugli investimenti e sulla crescita. Crescita che, nel nostro paese, rimane “fragile”.

Nel suo rapporto annuale per l’Italia, redatto prima del referendum del 23 giugno, il Fmi chiede ulteriori misure per rafforzare il sistema bancario, tra cui l’analisi della qualità degli attivi per le banche che non sono sotto la supervisione diretta della Bce e l’intensificazione delle procedure extra-giudiziarie per la gestione dei crediti deteriorati.

Secondo il Fondo, nelle regole europee sulla risoluzione delle banche in crisi c’è “sufficiente flessibilità” per gestire “qualsiasi tipo di situazione”.

La questione riguarda in particolare il “bail in” ovvero la possibilità che gli obbligazionisti subordinati siano coinvolti nel fallimento di una banca. Secondo le norme europee sono possibili eccezioni alla regola nel caso vi siano rischi per la stabilità finanziaria.

L’eccezione non è finora stata applicata, ma il Fmi ritiene che la prevalenza in Italia di investitori retail tra i possessori di bond subordinati richieda una maggiore attenzione.

“Le preoccupazioni relative al bail in degli investitori retail devono essere gestite in maniera adeguata”, dice il Fondo monetario.

Ma è anche necessario che il governo agisca autonomamente per cautelare i piccoli risparmiatori. Tra le raccomandazioni del Fondo, identificare e punire con forza i casi di vendita fraudolenta di titoli, rafforzare i controlli per evitare che questi casi si ripetano, e tutelare le famiglie che possiedono bond subordinati tramite una rete di sicurezza basata sul reddito.

Il governo deve infine agire per la “pronta risoluzione delle banche in via di fallimento”. “Un atteggiamento passivo o tardivo nei confronti delle risoluzioni può aumentare le incertezze e distruggere valore per le banche e per tutto il sistema”, scrive il Fondo.

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