Abi spinge sui prospetti semplificati

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Il presidente Patuelli sollecita Consob perché pubblichi la raccomandazione per una migliore informativa ai risparmiatori

Una “scheda prodotto” che in modo semplice, chiaro e sintetico illustri ai risparmiatori le caratteristiche di ciò che stanno per acquistare. È la proposta avanzata dalla Consob lo scorso maggio, e da allora in pubblica consultazione. A quattro mesi di distanza, l’Abi, attraverso una lettera del suo presidente Antonio Patuelli, ne ha sollecitato la pubblicazione.

La Consob, ha detto Patuelli in un’intervista al Corriere della sera, non ha ancora risposto, ma l’associazione delle banche non si aspetta “una risposta interlocutoria, bensì il provvedimento definitivo”.

La scheda dovrebbe offrire indicazioni immediate a chi investe, per evitare che – ed è cronaca recente, con la vicenda dei bond subordinati di Banca Etruria e delle altre banche “salvate” – che sottoscriva un titolo ignorando il livello di rischio che comporta.

Per questo l’Abi ha sottolineato “l’opportunità che accanto alla semplicità di linguaggio”, sia possibile “distinguere anche con colori diversi le diverse tipologie giuridiche di prodotto per evitare qualsiasi equivoco”.

Il problema dei prospetti informativi adottati attualmente, sia per operazioni quali gli aumenti di capitale o la quotazione di nuove società sul mercato, sia per prodotti pensati per il pubblico retail, come i fondi di investimento, è l’eccessiva lunghezza, l’abbondanza di informazioni, dati e indicazioni in cui le notizie realmente utili e fondamentali si perdono, con l’aggravante di un linguaggio comprensibile solo agli addetti ai lavori (e forse nemmeno a tutti).

Così l’idea dell’Abi è di prevedere un “anti-prospetto”, non più di un paio di pagine di sintesi, con un linguaggio che non sia “giuridichese”, e nel quale fossero evidenziati i rischi del prodotto, con un colore diverso per ogni tipo di prodotto, in modo che “sia chiaro che chi compera un’obbligazione subordinata rischia di più di chi acquista un bond ordinario”.

E concludendo l’intervista al Corriere, Patuelli ha detto che le banche italiane non applicheranno tassi negativi ai conti correnti, come sta accadendo in Germania. Il presidente dell’Abi ha aggiunto di essere “convinto che l’epoca dei tassi infimi stia volgendo al termine. Meglio approfittarne per i prestiti”.

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