Case, bene le compravendite ma prezzi ancora giù

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Così le stime di Nomisma per il 2016. Nelle 13 principali città italiane quotazioni ancora in calo nel 2017 e stabili nel 2018

La lenta ripresa del mercato immobiliare domestico passa per un aumento a doppia cifra delle transazioni entro la fine di quest’anno (+12,3%) , ma con prezzi ancora tendenti al ribasso fino a tutto il 2017.
E’ questa’ in sintesi, la fotografia scattata dal terzo Osservatorio Immobiliare 2016 di Nomisma, che attribuisce comunque il fragile recupero del mercato residenziale italiano all’effetto “traino” dei mutui.

Il rapporto evidenzia come la crescita delle compravendite sia stata sostenuta dalla domanda per l’investimento immobiliare diretto, nonostante la precarietà delle prospettive e le fragilità reddituale delle famiglie.
“Solo con il riferimento al retaggio di tradizioni e falsi miti è possibile spiegare il manifestarsi di intenzioni di acquisto che non paiono caratterizzate dalla solidità patrimoniale necessaria ad un passo così impegnativo”, spiega l’Osservatorio.
Nomisma rileva come la “dipendenza da mutuo della ripresa in atto” esponga il mercato immobiliare ai rischi derivati dalle vicissitudini del sistema bancario italiano e a una continua fragilità.
Le compravendite finanziate dal sistema creditizio sul totale delle transazioni passa dal 44% del 2016 al 59,8% attuale.

Sul versante dei prezzi, questi sono visti ancora in discesa, anche se a un ritmo inferiore che in precedenza.
Anche nel secondo semestre secondo Nomisma, le quotazioni risulteranno in calo nelle principali 13 città italiane: dello 0,5% per le abitazioni nuove, dello 0,6% per le abitazioni usate, dell’1,1% per gli uffici e dello 0,7% per i negozi.

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Proprio per le maggiori citta l’Osservatorio stima, in particolare, prezzi ancora in calo nel 2017 per le abitazioni (-0,8% a prezzi correnti) e una stabilizzazione nel 2018 (+0,1%).
Per gli uffici le previsioni sono di prezzi in calo dell’1,5% nel 2017 e dello 0,6% nel 2018.
Per i negozi, infine, la discesa stimata è dello 0,9% nel 2017 per approdare alla parità per il 2018.

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