Bce, possibile outcome leggermente accomodante dalla prossima riunione

Nicolas Forest -

Come indicato nella riunione della BCE di settembre, questa settimana l’Istituto di Francoforte dovrebbe annunciare l’entità della propria decisione in materia di tapering.

Malgrado i vari discorsi pronunciati dai membri del consiglio nelle ultime settimane, riteniamo che probabilmente verrà annunciata una riduzione degli acquisti mensili del 50% (da 60 a 30 miliardi di euro), con un impegno per nove mesi fino a settembre 2018.

Al contempo ci aspettiamo una comunicazione più chiara da parte della BCE sulla propria strategia di reinvestimento dei bond in scadenza. Ciò, infatti, diverrà più importante nel programma di acquisto del 2018. Una comunicazione definita sui reinvestimenti in termini quantitativi contribuirebbe inoltre a mitigare l’impatto degli acquisti netti inferiori.

La BCE dovrebbe mantenere il programma di acquisti senza una scadenza definita e ciò significa che, se necessario – a causa di un lento avanzamento dell’inflazione o per via delle condizioni finanziarie – porterà avanti il suo impegno, acquistando di più o per un periodo più lungo. Dovrebbe inoltre ribadire che i tassi di interesse chiave probabilmente rimarranno ai livelli attuali per un periodo prolungato e ben oltre la fine del QE.

Poiché la BCE continua ad adottare un approccio molto graduale alla normalizzazione della politica monetaria, il mercato è pronto ad accogliere un risultato lievemente accomodante. Probabilmente la BCE metterà in evidenza la durata e l’importo complessivo del programma di acquisti nonché la politica di reinvestimento. Tale approccio graduale, il fatto che i mercati si stiano preparando a un programma di acquisti dimezzato e a un tono probabilmente leggermente accomodante da parte della BCE dovrebbero limitare il rischio di una reazione negativa del mercato, sia azionario che obbligazionario. Quanto alla reazione dell’euro, questa in sostanza dipenderà dal messaggio generale dell’annuncio.

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Una questione rilevante per le banche centrali globali è l’annullamento delle politiche monetarie accomodanti. Queste dovranno rafforzare ulteriormente le proprie politiche monetarie per evitare qualunque tipo di instabilità finanziaria in quanto i mercati azionari sono ai massimi, mentre i premi per il rischio di credito sono ai minimi. Nello specifico la Bce ha bisogno di ricalibrare il proprio programma di acquisti per vincoli e limiti politici. Le dinamiche economiche attuali viaggiano nella stessa direzione. Ciò dovrebbe portare progressivamente a tassi di interesse più elevati nel medio termine. Quanto più ci avvicineremo a una fine del QE e a un primo aumento dei tassi, tanto più la pressione aumenterà ulteriormente sul reddito fisso europeo.


Nicolas Forest – Global Head of Fixed Income Management – Candriam Investors Group

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