Commento di Investec AM sulla decisione della Bank of England

Russell Silberston -

La Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi a 0,75% come atteso.

Nonostante l’aumento appaia modesto, porterà i tassi ai livelli prevalenti del febbraio 2009, quando nel bel mezzo della crisi finanziaria globale, la Banca di Inghilterra ridusse il tasso dall’1% allo 0,5%. Così, questa mossa è un segno del fatto che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle l’eredità di quel periodo.

Tuttavia, l’economia del Regno Unito è molto diversa oggi rispetto a quella che prevaleva alla vigilia della grande crisi finanziaria, caratterizzata da una crescita economica poco brillante, un mercato del lavoro solido e una bassa produttività.

Allora come mai la Banca di Inghilterra sta considerando un restringimento della politica monetaria? La risposta giace più sul versante dell’offerta che su quello della domanda, sul quale solitamente i mercati e gli analisti si focalizzano.

Possiamo guardare all’offerta come a una sorta di “limite di velocità” economico che negli anni recenti ha visto un crollo fino a circa l’1,5% per anno, da un 2%-2,5% annuo.

Ci sono diverse spiegazioni per questa discesa, ma il collasso della produttività, legata all’industria manifatturiera e ai servizi finanziari, è uno dei driver principali del crollo. Questo limite di velocità più basso implica che anche con una crescita economica modesta, la capacità di riserva sarà esaurita più rapidamente, aumentando la pressione inflazionistica.

Questa carenza di capacità e il rischio di una maggiore inflazione sono a nostro avviso la spiegazione chiave dietro le azioni della Banca.

Un altro aspetto interessante, oltre all’aumento tanto atteso e alle previsioni del Rapporto sull’Inflazione, è un aggiornamento della view della Banca sul livello dei tassi di interesse neutrali del Regno Unito. Questo è il livello dei tassi compatibile con il trend di crescita e l’obiettivo di inflazione. Diversamente dalla Federal Reserve, la Banca di Inghilterra non ha ancora comunicato formalmente la sua valutazione del tasso.

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Basandosi sul pricing attuale, il tasso è all’1,8%. Probabilmente è troppo basso, visto che ad esempio il modello Laubach-Williams suggerisce un tasso nominale al 3,5%.

La Banca ha ora indicato tassi di interesse nominali neutrali vicini al 2,5%. Tutto ciò farà aumentare in maniera significativa i rendimenti dei titoli di Stato britannici a più lunga scadenza nei prossimi mesi.


Russell Silberston – Head of Multi-Asset Absolute Return – Investec AM

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