Compiti delle vacanze per i membri della BCE

Olivier De Berranger -

L’ultima riunione della Banca Centrale Europea (BCE) ha sortito un effetto di luci e ombre sui mercati. Va detto che gli investitori nutrivano non poche aspettative: un discorso estremamente accomodante di Mario Draghi; dettagli inerenti un eventuale nuovo programma di acquisti e la possibilità di un “tiering” (misure a favore delle banche per mitigare l’impatto dei tassi negativi); e persino una riduzione del tasso di deposito con una probabilità stimata dai mercati al 40% circa.

Alla fine, sembra che molti investitori siano rimasti a bocca asciutta. Il mantenimento dello status quo sul tasso di deposito è stato digerito piuttosto bene. Infatti, anche se alcuni ci speravano, un taglio degli stessi non costituiva lo scenario centrale. E soprattutto, i mercati hanno velocemente accantonato questo non-evento per concentrarsi sul discorso di Mario Draghi che molti davano per accomodante ma che si è poi rivelato esserlo meno del previsto.

Certo, il comunicato del Consiglio direttivo ha preso atto di due cambiamenti significativi. Da un lato, mentre si era trattato fino ad allora di “mantenere i tassi al loro livello attuale”, la semantica è stata nel frattempo modificata in “al loro livello attuale o inferiore”, annunciando chiaramente una diminuzione dei tassi entro la fine dell’anno, e forse anche a settembre. D’altra parte, mentre in precedenza l’inflazione era considerata “più bassa ma vicina al 2%”, il comunicato faceva soltanto menzione di una convergenza verso il suo “obiettivo”. Alla pari della Federal Reserve (Fed) la BCE adotterà quindi un approccio “simmetrico” all’inflazione. In altre parole, onde garantire la sostenibilità del trend, sarà pronta a lasciare che l’inflazione superi il 2% senza necessariamente aumentare i tassi.

Questi punti, annunciati da Mario Draghi nel suo discorso a Sintra, confermano la svolta molto accomodante della BCE. Nessuna sorpresa quindi legata a queste modifiche apportate al comunicato. I mercati però hanno iniziato ad avere qualche dubbio durante la conferenza stampa. Alla domanda “perché non tagliare i tassi oggi? “Mario Draghi ha spiegato che era “difficile essere pessimisti oggi”. All’indomani della pubblicazione dei pessimi dati economici dell’Eurozona il tono del discorso si rivela sorprendente, anche se Draghi ha accennato alla buona tenuta dei consumi e dell’occupazione. Ha inoltre sottolineato che “la politica monetaria aveva già fatto molto”, rivolgendo un invito diretto agli Stati perché sostengano l’azione della BCE con misure di stimolo fiscale.

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Inoltre, sebbene Draghi abbia ricordato il ricorso a ogni strumento per rafforzare la politica monetaria, sembra che in questa fase manchi il consenso in seno al Consiglio direttivo sulle decisioni da prendere, oltre che sulla loro portata. Anche in questo caso sarà necessario attendere fino a settembre. L’unica concessione fatta ai mercati è la garanzia che un qualsiasi taglio dei tassi sarà accompagnato da un meccanismo di “tiering”. Un po’ poco rispetto alle aspettative.

Appianare i dissapori in seno al Consiglio direttivo, definire la portata e gli asset interessati da un eventuale rilancio di un programma di acquisto, studiare gli effetti di un’ulteriore riduzione dei tassi sul settore bancario al fine di calibrare il “tiering” o analizzare le future pubblicazioni economiche per meglio definire le stime: tanti saranno i compiti che i membri della BCE dovranno fare durante le vacanze!


Olivier De Berranger – Chief Investment Officer – La Financière de l’Echiquier

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