Auto elettriche cinesi. Apertura di Bruxelles, allo studio le “linee guida” per i produttori cinesi: come evitare i dazi Ue

Redazione -

La Commissione europea ha diffuso un documento orientativo per gli esportatori cinesi di veicoli elettrici destinati all’Unione. L’obiettivo è chiarire come presentare proposte di impegno sui prezzi per sostituire i dazi compensativi, ma l’interpretazione tra Bruxelles e Pechino diverge sul significato politico del testo.

La Commissione europea ha pubblicato nei giorni scorsi un documento orientativo rivolto alle case automobilistiche cinesi che esportano veicoli elettrici nel mercato dell’Unione Europea, con l’intento di spiegare come possano presentare offerte di impegno sui prezzi (price undertakings) per evitare l’applicazione dei dazi «compensativi» introdotti nel 2024.

Questo pacchetto di linee guida arriva in un contesto di tensioni commerciali crescenti tra UE e Cina: nell’ottobre 2024 Bruxelles ha concluso un’inchiesta antisovvenzioni sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina, imponendo tariffe aggiuntive comprese tra il 7,8% e il 35,3%, oltre alla normale aliquota del 10% sui dazi doganali all’importazione.

Secondo il testo pubblicato dalla Commissione, l’intento è offrire orientamenti tecnici e procedurali per esportatori che valutano la possibilità di presentare proposte alternative che ripristinino condizioni di concorrenza eque nel rispetto delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Oltre al prezzo minimo di importazione, il documento tocca aspetti quali i canali di vendita, la gestione di eventuali compensazioni incrociate e investimenti futuri nell’UE, elementi ritenuti rilevanti nel quadro di una possibile offerta.

In particolare, la Commissione ha sottolineato che ogni proposta sarà valutata in modo oggettivo, non discriminatorio e coerente con i criteri giuridici di fondo, senza che ciò implichi automaticamente la revoca dei dazi in vigore. Come specificato da un portavoce dell’esecutivo comunitario, si tratta di linee guida – nulla di più – per aiutare a formulare offerte che la Commissione potrebbe ritenere adeguate nei futuri negoziati.

Un segnale positivo

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il ministero del Commercio cinese e la Camera di commercio cinese presso l’UE hanno descritto la pubblicazione come un segnale positivo e un passo avanti nel dialogo commerciale con l’Unione, interpretandolo come un’apertura al superamento delle controversie sul commercio dei veicoli elettrici. Tuttavia, Bruxelles ha ribadito che non esiste alcun accordo formale sulla cancellazione dei dazi: sono ancora in vigore e resteranno tali a meno che non si giunga a un’intesa concreta sulle condizioni di mercato.

La stampa internazionale ha dato ampio risalto alla novità, con agenzie come Reuters che hanno descritto le condizioni dettagliate stabilite da Bruxelles per la presentazione delle offerte di prezzo minimo, specificando che l’intento è consentire a costruttori cinesi come BYD, SAIC e altri di formulare piani idonei a contrastare gli effetti dei bonus statali considerati sleali.

Per i maggiori quotidiani finanziari e testate economiche, questa mossa rappresenta un tentativo di dialogo pragmatico che va oltre il rigido confronto su dazi e controdazi, pur restando nel quadro delle norme commerciali multilaterali. L’Associated Press ha messo in luce come l’iniziativa possa essere vista anche come una modalità per evitare un’escalation commerciale tra le due maggiori economie mondiali e mantenere stabili le catene di approvvigionamento automobilistiche e industriali.

Nonostante l’accoglienza positiva da parte di Pechino, gli osservatori sottolineano che il successo della guida dipenderà dalla concretizzazione delle offerte e dalla loro accettazione da parte della Commissione, un processo che potrebbe richiedere ulteriori negoziati e verifiche tecniche. In ogni caso, l’esistenza di un quadro chiaro per formulare tali proposte è visto come un passo in avanti rispetto alla situazione di stallo commerciale degli ultimi mesi, anche se i dazi restano la norma finché non si raggiungerà un’intesa operativa e conforme alle regole dell’OMC.