Prima bocciatura della riforma Inpgi

di Walter Quattrocchi -

Secondo i tecnici del ministero del Lavoro non basta per mettere in sicurezza i conti dell’istituto. Bocciato anche il contributo straordinario chiesto ai pensionati

Il ministero del Lavoro liquida la riforma dell’inpgi con una forte valutazione critica e la trasmette all’altro ministero vigilante, quello delle Finanze.

Secondo i tecnici della direzione per le politiche previdenziali del ministero guidato da Giuliano Poletti, la riforma, varata a luglio scorso dal Cda dell’ente previdenziale dei giornalisti, non mette i conti dell’Istituto in sicurezza, anche alla luce delle nuove proiezioni attuariali, sviluppate a inizio novembre, che prevedono un rendimento del patrimonio del 3% nominale contro il 4,6%, considerato nelle ipotesi di luglio.

Oltre a chiedere l’introduzione del sistema contributivo pro-rata dei trattamenti pensionistici, con l’individuazione di un massimale reddituale che contenga gli importi degli assegni, il documento del ministero sollecita l’adeguamento dell’aliquota di rendimento per il calcolo della pensione a quella vigente nel sistema generale (cioè non superiore al 2%).

Inoltre viene valutato negativamente il contributo straordinario richiesto ai pensionati per raddrizzare i conti dell’Istituto, poiché espone l’ente a un probabile contenzioso dagli esiti molto incerti. Ciò anche sulla base delle numerose pronunce contrarie dei giudici che hanno dato ragione a chi rivendicava i cosiddetti diritti acquisiti.

Il ministero comunque fa salvi alcuni punti della riforma, che dovrebbero entrare in vigore già dal 1° gennaio di quest’anno, come l’innalzamento dell’aliquota contributiva e la modifica dell’aliquota di rendimento sui montanti contributivi.

Il documento si conclude con un invito rivolto all’istituto, tenendo presente anche l’imminente rinnovo delle cariche, ad adottare entro il 2016 un provvedimento radicale di riforma che metta definitivamente in sicurezza la gestione.

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