Crisi Mps, difficile trovare investitori

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L’interesse a partecipare all’aumento di capitale è “tiepido”, fa paura la montagna di 45 miliardi di euro di crediti deteriorati

Mentre l’aumento di capitale da 5 miliardi, inizialmente previsto entro fine anno, sembra ora destinato a slittare all’inizio del 2017 dopo le dimissioni forzate dell’ad Fabrizio Viola, i sondaggi condotti tra i potenziali investitori rivelano una diffusa riluttanza a partecipare al piano.
Lo riferisce l’agenzia Reuters che cita alcuni fund manager a conoscenza del dossier.

Anche dopo che la banca senese avrà fatto una maxi cessione con cartolarizzazione di oltre 9 miliardi di sui crediti in sofferenza, è la montagna di 45 miliardi di euro di crediti deteriorati a rappresentare il principale deterrente per gli investitori nell’appoggiare la terza ricapitalizzazione in tre anni, riferiscono quattro importanti fondi europei e una fonte di una banca d’investimento di cui non sono riportati i nomi.
Da quando il complesso piano di salvataggio di Mps (tutto con mezzi privati) è stato annunciato a fine luglio, sono stati sondati centinaia di investitori ma l’interesse è tiepido, dice la fonte.
È stato questo, sempre secondo la fonte della Reuters, a determinare l’uscita dell’ad Fabrizio Viola, che ha accettato di farsi da parte per fare spazio a un nuovo manager che proverà a persuadere gli investitori a sostenere l’aumento.

Gennaro Pucci, capo degli investimenti per la PVE Capital a Londra, ha detto (sempre secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa) che non comprerà azioni perché, anche se una significativa porzione di sofferenze uscirà dal bilancio e verrà ceduta a un veicolo, teme che la banca possa soffrire altre perdite per le restanti posizioni deteriorate.
Un simile scetticismo è stato espresso altri tre fund manager che hanno detto a Reuters che non parteciperanno alla ricapitalizzazione del Montepaschi. Hanno chiesto di non essere menzionati dicendo che le decisioni operative sono confidenziali.
Mps non ha commentato.

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Come si ricorderà, il piano del Montepaschi, che ha 45 miliardi di crediti deteriorati, è trasferire 27 miliardi di sofferenze lorde in un veicolo che poi effettuerà la cartolarizzazione di questi crediti.
Anche se riuscisse a fare questa pulizia, resterebbero nel bilancio le inadempienze probabili, che in prospettiva significano nuove perdite.
Un consorzio di banche guidato da JP Morgan e Mediobanca ha firmato un impegno preliminare per la garanzia dell’aumento.

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