Confermata la crescita del PIL italiano allo 0,2% nel secondo trimestre

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La ripartizione non è sorprendente, con un ruolo maggiore per l’aggiustamento delle scorte e una piccola spinta da parte di consumi e investimenti. Vediamo poco spazio per accelerazioni sostanziali nel breve termine e confermiamo la nostra previsione che la crescita media del PIL si assesterà allo 0,9% nel 2024.

Confermata la crescita del PIL allo 0,2% QoQ nel secondo trimestre

La revisione dei dati sul PIL conferma che l’economia italiana ha continuato a espandersi nel secondo trimestre, anche se a un ritmo leggermente inferiore rispetto al primo. Secondo l’Istat, il PIL italiano è aumentato dello 0,2% nel trimestre (da +0,3% nel primo) e dello 0,9% nell’anno (da 0,7% nel primo). Il lato dell’offerta conferma che il valore aggiunto si è contratto sia nell’agricoltura che nell’industria, mentre si è espanso nei servizi.

Tale ripartizione corrisponde ampiamente alle nostre aspettative. Avevamo previsto che il contributo nettamente negativo degli aggiustamenti delle scorte registrato nel primo trimestre avrebbe potuto subire una parziale inversione di tendenza nel secondo; sembra essere così, ma questo dovrebbe essere interpretato come un aggiustamento di un eccesso piuttosto che come l’inizio del ciclo delle scorte. Anche il modesto contributo dei consumi privati era previsto, data la ripresa in atto del reddito disponibile reale. La ripartizione dei consumi sembra confermare la nostra opinione di una crescita discreta nei servizi e, nel settore dei beni, di un parziale passaggio dai beni non durevoli a quelli durevoli, forse favorito da giugno dagli incentivi temporanei per la rottamazione delle vecchie auto. Sul fronte degli investimenti, la contrazione della componente residenziale non sorprende, data la scadenza dell’incentivo del superbonus, e avrebbe potuto essere decisamente peggiore, a nostro avviso. Il miglioramento della componente non residenziale suggerisce che la parte di investimenti del piano di rilancio nazionale finanziato dall’UE è stata spesa. La dinamica relativa delle componenti sopra menzionate rimarrà cruciale nel determinare il ritmo degli investimenti aggregati nei prossimi trimestri.

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Poco spazio per forti accelerazioni della crescita del PIL nel breve periodo

Guardando al futuro, dopo la pubblicazione odierna il carryover statistico per la crescita del PIL per tutto il 2024 è dello 0,6%. Riteniamo che questo dato possa essere migliorato, poiché la crescita sembra destinata a rimanere positiva, anche se non spettacolare, sia nel terzo che nel quarto trimestre. Tuttavia, la natura disomogenea del modello di crescita italiano impedirà probabilmente un’accelerazione sostanziale, almeno nel breve periodo. Nel terzo trimestre, la crescita rimarrà molto legata ai servizi, con la componente del turismo a fare da traino, con alcune avvertenze. Se i dati della bilancia dei pagamenti sembrano confermare un’ottima performance della componente internazionale della domanda turistica, l’evidenza aneddotica (i dati di luglio non sono ancora disponibili) è molto meno chiara sulla componente interna. Anche la battuta d’arresto della fiducia dei consumatori di agosto suggerisce una certa prudenza. L’effettiva attuazione della parte di investimenti del piano di ripresa rimane quindi cruciale nel determinare il ritmo di crescita.

Il nostro scenario di base rimane quello di un’espansione dell’economia italiana dello 0,9% nel 2024.

Paolo Pizzoli Avatar

Senior economist
ING

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