Borsa italiana in calo con tensioni in Iran, giù Nexi e Amplifon
Borse europee in calo tra crisi in Iran, petrolio caro e rendimenti in rialzo
Le principali borse europee chiudono deboli mentre il conflitto in Iran intensifica la pressione sui mercati energetici e obbligazionari. A Milano il Ftse Mib arretra dello 0,7%, l’Euro Stoxx perde lo 0,6%, in un contesto dominato dal balzo del greggio e dall’aumento dei rendimenti sovrani.
Nel Golfo Persico le esportazioni di petrolio sono quasi ferme dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele, costringendo raffinerie di Giappone, Indonesia e India a ridurre la lavorazione.
Il rialzo del petrolio alimenta i timori di un nuovo impulso all’inflazione, mettendo in discussione il timing dei tagli dei tassi da parte delle banche centrali e aumentando l’avversione al rischio degli investitori.
In sintesi:
- Ftse Mib -0,7%, Euro Stoxx -0,6% su tensioni geopolitiche e petrolio in forte rialzo
- Brent sopra 84 dollari, WTI vicino ai massimi: raffinerie asiatiche tagliano la produzione
- Rendimenti BTP e Bund in salita, Spread a 70 punti base, impatto sul Btp Valore
- A Piazza Affari crollano Amplifon e Nexi, bene Campari, Eni, Snam, STM e Tim
Petrolio, obbligazioni e Piazza Affari: come reagiscono i mercati
Il Brent avanza di circa il 3% a 84,28 dollari al barile, dopo aver superato gli 85 dollari il 3 marzo, mentre il WTI guadagna il 3,6% a 77,46 dollari, vicino al massimo di 78,09.
La quasi paralisi delle esportazioni dal Golfo Persico riduce l’offerta globale e spinge gli operatori a prezzare un rischio geopolitico persistente. Le raffinerie di Giappone, Indonesia e India reagiscono riducendo i volumi e sospendendo parte delle esportazioni di prodotti raffinati.
Il rincaro del greggio riaccende le preoccupazioni sull’inflazione e rafforza l’aspettativa che i tagli dei tassi da parte di Bce e Fed possano slittare, con effetti diretti sulla curva dei rendimenti.
Nel reddito fisso, il rendimento del BTP decennale sale al 3,49% (+6 punti base), mentre il Bund tedesco si porta al 2,79% (+4 punti base). Lo Spread Btp-Bund si attesta a 70 punti base.
La dinamica dei tassi potrebbe indurre il Mef a riconsiderare i rendimenti del nuovo Btp Valore in collocamento questa settimana, per mantenerlo competitivo in un contesto di mercato più teso.
A Piazza Affari pesano soprattutto i titoli più esposti a utili deludenti o a revisioni contabili, mentre alcuni nomi difensivi ed energetici attraggono flussi in chiave di protezione dall’inflazione.
I titoli sotto pressione e i possibili scenari per gli investitori
Sul listino milanese guidano i ribassi le azioni Amplifon, in calo del 14% dopo conti con utile giù del 15,4%, e Nexi, precipitata fino a -20% per una svalutazione «non-cash» di 3,7 miliardi di avviamento, che genera una perdita contabile di 3,4 miliardi a fronte di ricavi per 3,6 miliardi.
In flessione anche Mps e Mediobanca dopo la decisione del Cda di escludere l’Ad Luigi Lovaglio dal futuro dell’istituto senese, in vista dell’assemblea di metà aprile che dovrà nominare il nuovo vertice, con Fabrizo Palermo, attuale Ad di Acea, indicato come principale candidato.
Tra i rialzi spiccano Campari (+7%), gli energetici Eni (+1,13%) e Snam (+1,2%), oltre a STM (+4,4%) e Tim (+0,75%), favoriti da posizionamenti difensivi e da aspettative di utili resilienti in un contesto di volatilità macro.
FAQ
Perché le borse europee stanno scendendo nonostante cali contenuti?
Il calo è legato alla combinazione di crisi in Iran, petrolio in forte rialzo, inflazione attesa più alta e rendimenti obbligazionari crescenti.
Come influisce il rialzo del petrolio su inflazione e tassi d’interesse?
Il rialzo del greggio aumenta i costi energetici, sostiene l’inflazione e può spingere Bce e Fed a rinviare o ridurre i tagli dei tassi.
Cosa significa la svalutazione «non-cash» di Nexi per gli azionisti?
Significa una perdita contabile di 3,4 miliardi senza esborso di cassa, ma con impatto su utile, percezione del rischio e valutazione in Borsa.
Perché salgono i rendimenti di BTP e Bund oggi?
Salgono per l’aumento delle attese d’inflazione, l’incertezza geopolitica e l’idea che i tagli dei tassi saranno più lenti del previsto.
Qual è la fonte delle informazioni utilizzate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.






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