Dl Bollette: le aziende chiedono maggiore stabilità su rinnovabili, accumuli e prezzi
Dl Bollette, l’appello degli investitori per salvare transizione e prezzi energia
Dodici produttori e investitori indipendenti nelle rinnovabili hanno lanciato un appello pubblico al Governo italiano sul Dl Bollette. L’iniziativa, diffusa sui principali quotidiani nazionali, chiede a Mase, Mimit e Presidenza del Consiglio un indirizzo chiaro e coordinato per sostenere la crescita sostenibile del sistema elettrico. L’intervento arriva in Italia, nel marzo 2026, in un contesto di costi energetici elevati e forti tensioni geopolitiche. Secondo i firmatari, il decreto non affronta le cause strutturali dei prezzi alti, legate alla dipendenza dalle fonti fossili importate, e rischia di minare la fiducia degli investitori nelle rinnovabili e nei sistemi di accumulo, oggi le tecnologie più competitive per ridurre stabilmente le bollette.
In sintesi:
- Dodici investitori indipendenti chiedono al Governo di correggere il Dl Bollette.
- Critiche alla mancata riduzione strutturale della dipendenza energetica da fonti fossili.
- Proposte operative su aste Fer e Bess, Macse, Ppa e sistema Ets.
- Rischio freno a 20 miliardi di investimenti e 15 GW di nuova capacità.
I firmatari avvertono che alcune misure di breve periodo previste dal decreto rischiano di indebolire la fiducia del capitale privato, rallentando nuovi investimenti e il calo strutturale dei prezzi dell’energia. Alla luce delle tensioni in Medio Oriente e delle incertezze di approvvigionamento, le aziende ricordano che le rinnovabili e i sistemi di accumulo risultano già oggi le soluzioni più economiche, come dimostrano gli esiti delle aste Fer e Macse. Per questo invocano una strategia coerente con Pniec e Pnrr, capace di coniugare sicurezza energetica, competitività industriale e decarbonizzazione.
Chi sono i firmatari e quali modifiche chiedono al Dl Bollette
L’appello è sottoscritto da dodici operatori di primo piano: Absolute Energy, Bw Ess, ContourGlobal, Encavis, GreenGo, Matrix Renewables, Nadara, OX2, Recurrent Energy, Sphera Energy, Sonnedix, Zelestra Italia. Si tratta di Independent Power Producers (Ipp) che sviluppano e gestiscono impianti utility‑scale rinnovabili e sistemi di accumulo, spesso controllati da grandi fondi infrastrutturali e private equity globali quali Kkr, Eqt, J.P. Morgan Asset Management e I Squared Capital.
Secondo le stime di settore richiamate nell’appello, in Italia operano circa 30 piattaforme rinnovabili indipendenti, con una capacità potenziale di circa 15 GW e oltre 25 TWh annui di produzione. Negli ultimi dieci anni questi soggetti hanno mobilitato più di 20 miliardi di euro, diventando un pilastro della transizione energetica nazionale.
Le proposte operative sono quattro. Primo: un calendario pluriennale stabile per le aste Fer e Bess, con tempi certi di permitting e accesso alle reti. Secondo: estensione del Macse a tutto il territorio nazionale e aste realmente contendibili, con neutralità tecnologica nel Capacity Market. Terzo: sviluppo di Ppa di mercato accessibili anche alle Pmi, favorendo consorzi d’acquisto e un ruolo attivo del Gse per migliorarne la bancabilità. Quarto: evitare distorsioni nel meccanismo Ets, allocando i costi in modo proporzionale alle effettive emissioni di ciascuna fornitura.
Rinnovabili, sicurezza energetica e competitività: cosa può accadere ora
L’intervento degli Ipp rappresenta un segnale di allarme per la politica industriale ed energetica italiana. Se le criticità del Dl Bollette non verranno corrette, il rischio indicato dagli operatori è un rallentamento dell’espansione rinnovabile proprio mentre i costi delle tecnologie eoliche, fotovoltaiche e di accumulo consentirebbero di ridurre la bolletta in modo strutturale.
Un quadro regolatorio instabile potrebbe spingere parte dei capitali esteri verso altri mercati europei più prevedibili, ritardando gli obiettivi di Pniec e Pnrr. Al contrario, un chiarimento tempestivo su aste, Ppa ed Ets potrebbe trasformare l’Italia in uno dei principali hub europei per investimenti green, con ricadute dirette su filiere industriali, occupazione qualificata e sicurezza energetica nel medio-lungo periodo.
FAQ
Chi sono gli Independent Power Producers attivi in Italia
Gli Ipp sono produttori indipendenti di energia rinnovabile, spesso partecipati da fondi globali come Kkr, Eqt, J.P. Morgan Asset Management, con circa 15 GW potenziali installabili.
Perché il Dl Bollette preoccupa gli investitori nelle rinnovabili
Il decreto viene percepito come focalizzato su misure di breve periodo, senza ridurre strutturalmente la dipendenza dalle fonti fossili importate, generando incertezza regolatoria e minore fiducia degli investitori.
Che impatto possono avere le aste Fer e Bess sui prezzi dell’energia
Aste Fer e Bess ben progettate possono assicurare nuova capacità rinnovabile a costi competitivi, stabilizzando i prezzi all’ingrosso e riducendo nel tempo il costo delle bollette per famiglie e imprese.
Cosa sono i Ppa e perché sono importanti per le Pmi italiane
I Ppa sono contratti di acquisto di energia a lungo termine. Consentono alle Pmi di fissare prezzi prevedibili, ridurre il rischio di volatilità e sostenere la bancabilità dei nuovi progetti rinnovabili.
Qual è la fonte delle informazioni utilizzate in questo articolo
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.






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