Euro digitale. Appello degli economisti ai parlamentari UE: “È cruciale per la sovranità monetaria europea”

Annachiara De Rubeis -

Più di 60 economisti di rilievo internazionale stanno facendo pressioni sui membri del Parlamento Europeo affinché supportino con convinzione il progetto dell’euro digitale, avvertendo che il fallimento dell’iniziativa potrebbe portare l’Eurozona a perdere il controllo sulla propria moneta e ad aumentare la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche e dai sistemi di pagamento statunitensi.

Secondo quanto riportato oggi da AGI e ripreso anche da testate internazionali come il Financial Times, gli economisti sottolineano che un euro digitale pubblico «non è un optional, ma una “salvaguardia essenziale della sovranità, della stabilità e della resilienza europee”.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Lettera aperta a Strasburgo

La denuncia arriva attraverso una lettera aperta inviata ai 720 membri dell’aula europea prima di una importante audizione in programma la prossima settimana: al centro c’è la preoccupazione che, senza un euro digitale forte, i cittadini e le imprese dell’Eurozona continueranno a fare affidamento sulle piattaforme e sui circuiti di pagamento sviluppati al di fuori dell’Unione, in particolare quelli statunitensi come Visa, Mastercard e PayPal. 

Tra i firmatari della missiva figurano accademici di fama internazionale, economisti specializzati in finanza pubblica e sostenitori delle valute digitali delle banche centrali. La lettera invita i legislatori europei a resistere alle pressioni lobbistiche di carattere «a breve termine» e a sostenere con decisione la creazione di una valuta digitale pubblica. 

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Perché l’euro digitale?

Secondo gli economisti, l’introduzione di una Central Bank Digital Currency (CBDC) europea servirebbe a preservare il controllo pubblico sul denaro, evitando che i sistemi di pagamento privati e globali assumano un ruolo dominante nelle transazioni quotidiane. E a ridurre la dipendenza da infrastrutture estere oltre a rafforzare la capacità dell’UE di affrontare rischi geopolitici ed economici collegati alla crescente influenza delle Big Tech americane.

Inoltre è importante garantire sicurezza e sovranità digitale, offrendo un’alternativa di pagamento digitale stabile, accessibile a tutti e garantita dalla Banca centrale europea (BCE).

Secondo il Financial Times, i firmatari ricordano che senza una valuta digitale pubblica, la zona euro rischia di consegnare «l’elemento più fondamentale della sua economia» a soggetti privati esterni all’UE, con possibili implicazioni negative sull’autonomia politica e finanziaria dell’intero blocco. 

Resistenze nel dibattito politico

Sul fronte politico e finanziario, tuttavia, non manca il dissenso. Alcuni grandi istituti bancari europei, tra cui Deutsche Bank, BNP Paribas e ING, hanno espresso dubbi sul progetto, temendo che l’euro digitale possa sottrarre depositi al sistema bancario tradizionale e indebolire il ruolo competitivo delle banche europee.  Inoltre, alcune fazioni politiche in Parlamento chiedono di ridimensionare l’ambizione dell’iniziativa e di concentrarsi su versioni più limitate della CBDC. 

L’euro digitale è da tempo all’ordine del giorno delle istituzioni europee. Il Consiglio dell’UE ha già sostenuto l’idea di lanciare una moneta digitale emessa dalla BCE entro il 2029, e il Parlamento dovrà votare sul quadro legislativo fondamentale nel corso dell’anno. Per gli economisti promotori dell’appello, questa scadenza potrebbe essere decisiva per la futura autonomia economica e finanziaria dell’Unione Europea in un mondo sempre più digitalizzato e dominato da grandi piattaforme tecnologiche globali.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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