Manovra 2027, finalmente si pensa alla cultura, tra Art Bonus e sostegni all’editoria
Dal credito d’imposta per il mecenatismo ai fondi per il turismo e la carta dei giornali, il provvedimento apre nuovi canali di finanziamento. Ma il testo deve ancora completare il passaggio parlamentare.

Art Bonus, più spazio ai finanziamenti privati
La cultura entra nella manovra 2027 attraverso misure diverse per obiettivi e destinatari: l’estensione dell’Art Bonus, il rifinanziamento dei contratti di sviluppo turistici, interventi per l’editoria e una novità amministrativa per le istituzioni AFAM — alta formazione artistica, musicale e coreutica. È il quadro delineato da AgenziaCult, che segnala fra i punti principali l’ampliamento del credito d’imposta e le risorse per il turismo.
La novità di maggiore rilievo per il settore culturale è l’allargamento dell’Art Bonus, il credito d’imposta del 65% riconosciuto per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Il disegno di legge ne estende l’accesso a nuove categorie, fra cui enti del Terzo settore, istituzioni culturali private e soggetti impegnati nella conservazione di beni storici e artistici. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’obiettivo un rafforzamento dell’«alleanza tra Stato e cittadini» nella tutela del patrimonio. La misura, però, dovrà tradursi in regole attuative e in progetti capaci di garantire accessibilità e fruizione pubblica.
Turismo, risorse per gli investimenti
Sul versante turistico, il testo rifinanzia i contratti di sviluppo del ministero: sono previsti 20 milioni di euro nel 2027 e 10 milioni nel 2028. La misura punta a sostenere investimenti e capacità ricettiva, ma la sua efficacia dipenderà dai criteri di assegnazione e dalla rapidità con cui le risorse arriveranno alle imprese e ai territori.
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Editoria, credito sulla carta e prepensionamenti
Per l’editoria, la manovra prevede un credito d’imposta del 30% sulle spese per la carta sostenute nel 2026 e nel 2027 e risorse per consentire il prepensionamento di fino a 85 giornalisti l’anno, nell’ambito di riorganizzazioni aziendali in crisi e con vincoli sulle nuove assunzioni. La Stampa riassume il capitolo parlando di aiuti per l’acquisto della carta e di prepensionamenti; resta aperta la questione più ampia della stabilità dei sostegni al pluralismo e alle imprese editoriali.
Il quadro è ancora provvisorio
Alle istituzioni AFAM è destinata una modifica amministrativa: dal 2028 entreranno nel sistema di tesoreria unica. Non è un finanziamento aggiuntivo in senso stretto, ma un cambiamento nella gestione delle disponibilità degli istituti.
I principali quotidiani hanno inquadrato la manovra soprattutto nelle sue dimensioni economiche e distributive.
Il Sole 24 Ore ha riportato la valutazione del governo di una legge di bilancio da circa 26 miliardi; il Corriere della Sera e la Repubblica hanno concentrato l’attenzione sul pacchetto complessivo di fisco, famiglie e lavoro. La Stampa, sul fronte dell’editoria, ha evidenziato il sostegno alla carta e ai prepensionamenti. Nel complesso, le misure culturali appaiono come una componente circoscritta di una manovra più ampia, e la loro portata andrà giudicata alla luce delle risorse effettivamente disponibili e dei decreti applicativi.
Al 2 novembre 2026 si tratta di disposizioni contenute nel disegno di legge di Bilancio 2027, all’avvio dell’iter parlamentare. Il testo può essere modificato prima dell’approvazione definitiva.
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