Valentini (Mimit): conti stabili ma ricostruire fiducia, Distribuzione moderna centrale
“Ha avuto ruolo di ammortizzatore sociale e di sviluppo”
L’Italia cresce, ha conti stabili e un mercato del lavoro in crescita, ma ciò nonostante c’è una crisi di fiducia delle famiglie, anche per il contesto globale. Nel costruire e ricostruire la fiducia un ruolo centrale ce l’ha la Distribuzione Moderna che svolge un ruolo quasi da “ammortizzatore sociale”, oltre che di traino di una vasta filiera. Lo ha detto Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo a Bologna al convegno di apertura di “Marca 2026”, il Salone Internazionale della Marca del Distributore.
Dalla Distribuzione Moderna e dalla Marca del Distributore, è emerso, viene generato un fatturato complessivo di 173,1 miliardi di euro e 28,9 miliardi di euro di valore aggiunto, con 3,5 miliardi di investimenti e 454 mila addetti. I consumi della grande distribuzione rappresentano il 60% del Pil e rappresentano quasi l’85% dei consumi alimentari domestici degli italiani.
Il tema al centro del convegno, “Costruire fiducia”, per Valentini “non è solo uno slogan ma la vera sfida economica e sociale di oggi. La fiducia è volano di investimenti, crescita, innovazione: senza fiducia non c’è consumo e senza consumo non c’è economia”. L’Italia, ha ricordato, “dal 2021 al 2024 ha avuto una crescita cumulata del Pil del 15,1%, superiore alla media Ue, abbiamo oltre 24 milioni di occupati, 180 mila in più, un tasso di disoccupazione del 5,7% al minimo storico dal 2024, le agenzie internazionali hanno riportato il Paese a un livello di rating precedente alla crisi del debito sovrano. Certo, la stabilità dei conti è uno strumento non il fine, è il punto di partenza per costruire la fiducia”.
Eppure, “accanto a questi segnali incoraggianti sul piano macroeconomico”, c’è il “paradosso” che gli italiani percepiscono “turbolenza”, “instabilità” e si attendono “una perdita del potere d’acquisto nei prossimi due anni”. In effetti il costo del ‘carrello della spesa’ è cresciuto del 2,2% rispetto a dicembre 2024 ma allo stesso tempo “l’Istat registra che il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato dell’1,8% nel terzo trimestre 2025, e la propensione al risparmio è ai massimi storici, all’11,4%”. Le famiglie possono spendere di più, ma scelgono di non farlo. Perché? La risposta è nella parola chiave di oggi: fiducia. O meglio, nella sua mancanza”.
In questo contesto, ha sottolineato Valentini, “un ruolo strategico e insostituibile è quello della Distribuzione Moderna e della Marca del distributore, attraverso la sua filiera estesa. Basta un dato: la Marca del distributore ha generato dal 2020 22 miliardi di euro di risparmi per le famiglie italiane, 150 euro all’anno: non sono bonus o sussidi ma il segno di un mercato che funziona, con imprese competitive che offrono qualità accessibile e creano valore concreto per i consumatori. La Marca del distributore non è solo uno strumento di convenienza ma un vero e proprio ammortizzatore sociale che tutela il potere di acquisto. Per questo sette consumatori su dieci riconoscono che è stato instaurato un rapporto di fiducia, basato su accessibilità e sicurezza alimentare”.
“La Grande distribuzione e la Marca del Distributore – ha concluso – non sono solo operatori commerciali ma motore di sviluppo per il tessuto produttivo: quando sosteniamo la distribuzione sosteniamo centinaia di piccole e medie imprese manifatturiere che crescono, innovano, assumono. Non sono sussidi a pioggia ma competitività e qualità. La fiducia non si proclama, non si fa per legge, non si improvvisa, è basata su qualità dei prodotti, trasparenza della filiera, sicurezza, innovazione. Il Made in Italy non significa dirci quanto siamo bravi ma è una mission per fare sempre meglio: creiamo insieme una filiera alimentare, sempre più forte, innovativa, sostenibile, un laboratorio del futuro per l’Italia”.






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