Vontobel: Oro verso 5.000 dollari in 2026 con nuovi catalizzatori, in portafoglio al 3-5% 

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A cura di Gianni Piazzoli, CIO Vontobel WM Sim

 

Gli ultimi sviluppi geopolitici hanno portato il prezzo dell’oro ben oltre qualsiasi modello fondamentale. Il prossimo obiettivo dovrebbe essere 5.000 dollari, che riteniamo raggiungibile nel corso del 2026. Sebbene sia possibile un movimento laterale per alcuni mesi, l’oro potrebbe proiettarsi verso nuovi massimi non appena emergerà un nuovo catalizzatore, come un taglio dei tassi, un nuovo rischio geopolitico o una debolezza macroeconomica.

Dopo aver toccato 60 nuovi record storici nel 2025, le quotazioni hanno proseguito la loro corsa, raggiungendo l’ultimo massimo storico il 12 gennaio a 4.629,96 dollari. Il principale motore dietro l’ultimo picco sono state le notizie relative all’indipendenza della Federal Reserve, dopo che il presidente Jay Powell è stato citato in giudizio da parte del Dipartimento di Giustizia per i lavori di ristrutturazione del quartier generale della banca centrale Usa. Altri fattori di supporto sono gli eventi geopolitici, a partire dal cambio di regime in Venezuela, fino alle proteste in corso in Iran e al conflitto tra Russia e Ucraina, che intensificano la domanda di oro come bene rifugio. A sostenere le quotazioni è anche il percorso di deprezzamento del dollaro statunitense a causa della politica altalenante di Trump, che mette in discussione la credibilità degli Stati Uniti.

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Più in generale, le banche centrali continuano ad aumentare la loro esposizione all’oro e oggi possiedono più oro che titoli del Tesoro. Anche guardando avanti ci aspettiamo che gli istituti centrali approfitteranno di qualsiasi calo dei prezzi per acquistare e non vediamo alcuna pressione di vendita da parte loro, il che limita il rischio di ribasso per il metallo prezioso. Va considerato, inoltre, che la strategia della Cina di diversificare le proprie riserve rispetto al dollaro incide ancora in maniera contenuta sulle quotazioni: la quota ufficiale delle riserve auree della Cina è attualmente dell’8,3% a fronte di una media globale intorno al 20%: questo significa che la Cina ha ancora molto margine per acquistare oro.

Infine, c’è il ruolo degli afflussi verso gli ETF sull’oro che hanno spinto i prezzi su innumerevoli nuovi massimi storici nel quarto trimestre, a partire dal ciclo di taglio dei tassi della Federal Reserve dello scorso settembre. Tali afflussi stanno ancora aumentando, senza tuttavia raggiungere i livelli di picco del 2020: quindi c’è ancora spazio per una maggiore domanda di oro da parte degli investitori retail.

Ma, nonostante le quotazioni elevate, i motori della domanda sono molto solidi e vediamo, come detto, un ulteriore potenziale di rialzo senza, d’altra parte, alcun venditore significativo. Consigliamo di allocare a questa asset class una quota del 3-5% di un portafoglio bilanciato con l’obiettivo di ottenere non solo protezione dall’inflazione, ma anche una preziosa copertura a fronte dei rischi geopolitici e della debolezza del dollaro.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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