Cina, il nuovo piano quinquennale: crescita più lenta e scommessa sull’intelligenza artificiale
Pechino punta su tecnologia e difesa per sostenere l’economia: crescita prevista intorno al 4,5%, il ritmo più basso degli ultimi vent’anni
La Cina entra in una nuova fase della propria strategia economica. Il nuovo piano quinquennale presentato dalle autorità di Pechino prevede una crescita attorno al 4,5%, un obiettivo sensibilmente più basso rispetto agli standard che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi due decenni. In parallelo, il governo guidato da Xi Jinping ha annunciato un aumento della spesa militare di circa il 7%, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di capacità di combattimento avanzate e tecnologie strategiche. Il messaggio politico è chiaro: meno enfasi sulla crescita quantitativa e più attenzione alla qualità dello sviluppo, alla sicurezza nazionale e alla leadership tecnologica.

La fonte dei dati è il Government Work Report presentato al National People’s Congress (NPC) – il Parlamento cinese – durante le cosiddette Two Sessions, l’appuntamento politico annuale in cui vengono definite le linee economiche e le priorità strategiche del Paese. In particolare, il 5 marzo 2026, il premier Li Qiang ha presentato il Government Work Report alla sessione dell’Assemblea Nazionale del Popolo.
Una realtà economica profondamente cambiata
Secondo le stime diffuse durante le sessioni annuali dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il target di crescita riflette una realtà economica profondamente cambiata. L’economia cinese sta affrontando una transizione complessa segnata dalla crisi del settore immobiliare, dall’invecchiamento demografico e dalle tensioni commerciali con Stati Uniti ed Europa. Dopo decenni di espansione a ritmi superiori al 7-8%, Pechino riconosce implicitamente che la nuova normalità sarà una crescita più moderata. Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente stimato un’espansione del PIL cinese tra il 4 e il 4,6% nel medio periodo, segnalando che il rallentamento non è congiunturale ma strutturale (Fonte: IMF World Economic Outlook 2024).
La trasformazione tecnologica del Paese
Il nuovo piano economico mette al centro la trasformazione tecnologica del Paese, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale. Pechino considera l’AI uno dei principali fattori di competitività globale e una leva per aumentare la produttività in un contesto di crescita più lenta. Negli ultimi anni il governo ha rafforzato i programmi di investimento in semiconduttori, robotica, cloud computing e modelli di intelligenza artificiale generativa. Secondo un rapporto del think tank statunitense Center for Strategic and International Studies, la Cina sta cercando di costruire un ecosistema tecnologico autonomo per ridurre la dipendenza dalle tecnologie occidentali, soprattutto dopo le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip avanzati.
La sfida sull’AI non è solo economica ma anche geopolitica. Il confronto tecnologico tra Stati Uniti e Cina si sta intensificando e riguarda l’accesso ai microprocessori, ai data center e alle infrastrutture di calcolo necessarie per addestrare modelli avanzati. Washington ha imposto negli ultimi anni controlli severi sull’export di chip ad alte prestazioni, colpendo aziende cinesi come Huawei e limitando l’accesso alle tecnologie prodotte da Nvidia e altre imprese occidentali. In risposta, Pechino sta aumentando i finanziamenti pubblici e incentivando la nascita di campioni nazionali nel settore dell’intelligenza artificiale.
Il rafforzamento delle capacità militari
Accanto alla tecnologia, il piano quinquennale prevede anche un rafforzamento delle capacità militari. Il budget per la difesa crescerà di circa il 7%, un ritmo superiore a quello previsto per l’economia. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), la Cina è già il secondo paese al mondo per spesa militare dopo gli Stati Uniti, con investimenti che negli ultimi dieci anni sono aumentati costantemente. L’obiettivo dichiarato è modernizzare le forze armate entro il 2035 e costruire una “forza militare di livello mondiale” entro la metà del secolo.
L’aumento delle risorse per la difesa si concentra in particolare su tecnologie avanzate come sistemi autonomi, guerra elettronica, cybersicurezza e applicazioni militari dell’intelligenza artificiale. Analisti del Financial Times sottolineano come Pechino stia integrando sempre più lo sviluppo civile e quello militare, una strategia nota come “military-civil fusion”, che permette di trasferire rapidamente innovazioni tecnologiche dal settore commerciale alle forze armate.
Questo doppio binario – crescita economica più prudente e accelerazione tecnologica e militare – riflette il nuovo paradigma della leadership cinese. Per Xi Jinping la sicurezza nazionale e l’autosufficienza tecnologica sono diventate priorità strategiche, anche a costo di accettare un ritmo di crescita inferiore rispetto al passato.
Implicazioni per l’economia globale
Per l’economia globale, il cambio di passo della Cina potrebbe avere implicazioni rilevanti. Un’espansione più moderata riduce il contributo cinese alla crescita mondiale e potrebbe incidere sulla domanda di materie prime e sui flussi commerciali. Allo stesso tempo, la competizione tecnologica tra le grandi potenze rischia di accelerare la frammentazione dell’economia globale in blocchi sempre più distinti.
Il nuovo piano quinquennale, in questo senso, segna un passaggio simbolico: la Cina non punta più soltanto a crescere più velocemente degli altri, ma a ridefinire le regole della competizione tecnologica e strategica del XXI secolo. Per Pechino la partita non si gioca più solo sul PIL, ma sulla capacità di dominare le tecnologie chiave che determineranno il futuro dell’economia e della sicurezza internazionale.






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