Gedi, ecco perché Exor ha ceduto La Repubblica. La lettera di Elkann agli azionisti

La decisione di Exor di cedere il gruppo editoriale GEDI Gruppo Editoriale, che comprende tra le principali testate La Stampa e La Repubblica, è il risultato di “un’attenta valutazione delle esigenze di lungo termine”.
La lettera di Elkann agli azionisti
Lo ha spiegato l’amministratore delegato John Elkann nella lettera annuale agli azionisti che accompagna il report 2025 della holding. La scelta, ha sottolineato, tiene conto anche delle condizioni necessarie affinché un’azienda dei media possa restare “economicamente sostenibile ed editorialmente indipendente” nell’attuale contesto italiano.
Elkann ha ribadito come, nel corso della sua storia, Exor abbia sempre tutelato l’indipendenza editoriale delle proprie testate, garantendo ai giornalisti la possibilità di lavorare con integrità. Tuttavia, il settore dell’editoria in Italia si trova oggi ad affrontare “sfide strutturali crescenti”, in cui la trasformazione digitale rappresenta “non più un’opzione, ma l’unica strada” per assicurare stabilità nel lungo periodo.
La necessità di accelerare il processo di digitalizzazione
Da quando Exor ha assunto il controllo del gruppo, ha aggiunto il manager, Gedi è stata incoraggiata ad accelerare il processo di digitalizzazione, considerato cruciale per costruire un futuro sostenibile. Nonostante gli sforzi compiuti, però, il raggiungimento degli obiettivi si è rivelato complesso.
Da qui la decisione di individuare nuovi acquirenti: La Stampa è stata ceduta al gruppo Sae, mentre Gedi — inclusa La Repubblica — è passata ad Antenna. Operazioni che, secondo Elkann, puntano ad affidare le testate “alle mani più adatte a sostenerne la prossima fase di sviluppo”.
“Questo approccio è coerente con le nostre precedenti cessioni”, ha concluso, “in cui la priorità è sempre stata garantire alle aziende la migliore collocazione per il loro successo nel lungo termine”.
La nuova strategia della holding della famiglia Agnelli-Elkann
Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che, tra le altre cose, controlla Stellantis, Ferrari e la Juventus, sta “semplificando il portafoglio, affinando le priorita’ e concentrandosi su societa’ di maggiori dimensioni, dove riteniamo che possa creare il maggior valore“. Lo ha detto il Ceo di Exor, John Elkann, nella lettera annuale agli azionisti che accompagna il report 2025 della holding, ricordando che “abbiamo firmato accordi per la dismissione delle nostre partecipazioni in Iveco Group, Gedi, Lifenet e Nuo” e sottolineando che “queste quattro operazioni dovrebbero generare proventi per 2 miliardi di euro nel corso dell’anno, con un multiplo complessivo superiore a 1,4 volte sul capitale investito’.
Investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro
Di conseguenza, “stiamo aumentando la nostra liquidita’ disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro, il che ci pone anche in una posizione solida per perseguire un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, analogo a quello in Philips’, ha aggiunto. Come sottolineato da Elkann, “insieme ai proventi realizzati nel 2025 e a quelli attesi per quest’anno, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro bilancio, riducendone al contempo la complessita’. Mantenere un bilancio solido resta una priorita’ per noi, sia in ottica difensiva che offensiva’. Comunque, ha aggiunto il Ceo, “in ciascuno di questi casi, non solo abbiamo generato valore, ma abbiamo anche selezionato con cura acquirenti dotati delle competenze e dell’ambizione necessarie per sostenere la fase successiva di sviluppo di queste societa’. Il nostro obiettivo non e’ stato semplicemente quello di accettare l’offerta piu’ elevata, ma di garantire che queste realta’ trovassero i giusti acquirenti a lungo termine, in grado di accompagnarle nella loro crescita e nel loro sviluppo”.







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