Guerra in Iran e forniture di fertilizzanti: il rischio di un nuovo shock alimentare globale

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Il conflitto nel Golfo minaccia le forniture di fertilizzanti e potrebbe spingere al rialzo i prezzi dei prodotti agricoli

L’escalation militare legata alla guerra in Iran sta generando timori crescenti sui mercati agricoli globali. Secondo analisti e operatori del settore, l’interruzione delle forniture di fertilizzanti dal Medio Oriente potrebbe provocare un nuovo shock alimentare mondiale, simile a quello osservato dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, e provocare un parallelo aumento incontrollabile dei prezzi nel mercato alimentare.

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Una parte significativa dei fertilizzanti globali, in particolare urea e ammoniaca, fondamentali per la produzione agricola, proviene infatti dal Golfo Persico. Le tensioni militari e le difficoltà di trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz stanno già limitando la disponibilità di questi prodotti sui mercati internazionali.

Perché i fertilizzanti sono così importanti per il cibo globale

I fertilizzanti sono una componente essenziale della produzione agricola moderna. Quelli a base di azoto, fosfati e ammoniaca permettono di aumentare la resa dei campi e sostenere la produzione di cereali e altri alimenti. Senza fertilizzanti adeguati, la produttività agricola può crollare drasticamente.

Il CEO della multinazionale norvegese dei fertilizzanti Yara, Svein Tore Holsether, ha avvertito che se il conflitto dovesse prolungarsi le rese agricole potrebbero ridursi anche del 50% per alcune colture, con effetti diretti sulla sicurezza alimentare globale.

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Il problema è aggravato dal fatto che la produzione di fertilizzanti dipende fortemente dal gas naturale. L’aumento dei prezzi energetici causato dalla guerra rende quindi ancora più costosa la produzione agricola.

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Le preoccupazioni della stampa internazionale

Diversi quotidiani e riviste economiche internazionali stanno seguendo con attenzione l’evoluzione del problema.

Il Financial Times sottolinea che gli attacchi alle infrastrutture energetiche e la riduzione della produzione di urea in Medio Oriente stanno colpendo il fertilizzante più utilizzato al mondo, aumentando il rischio di uno shock agricolo globale. The Guardian evidenzia che il prezzo dell’urea è già salito rapidamente sui mercati internazionali e che i Paesi più poveri potrebbero non riuscire a competere con Europa e altre economie avanzate nell’acquisto dei fertilizzanti disponibili. Analisi pubblicate da Eco‑Business sottolineano che circa un terzo del commercio globale di urea passa proprio attraverso le rotte marittime del Golfo, rendendo la regione strategica per la sicurezza alimentare mondiale.

Rischio per gli agricoltori e aumento del prezzo degli alimentari

Il problema si sta già riflettendo sui costi agricoli. In Europa e nel Regno Unito gli agricoltori segnalano aumenti significativi dei prezzi di carburanti e fertilizzanti proprio mentre inizia la stagione delle semine.

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Questo potrebbe tradursi in riduzione delle superfici coltivate, cambiamento delle colture verso quelle meno dipendenti dai fertilizzanti e comunque aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nei mesi successivi.

Gli esperti ricordano che circa metà della produzione alimentare mondiale dipende direttamente dai fertilizzanti sintetici, il che rende il settore particolarmente sensibile alle crisi geopolitiche.

I Paesi più vulnerabili

Secondo analisi delle organizzazioni internazionali, i Paesi più poveri rischiano di subire l’impatto più pesante. Stati africani e asiatici che dipendono dalle importazioni di fertilizzanti potrebbero trovarsi ad affrontare riduzioni nella produzione agricola e nuove tensioni sui prezzi alimentari.

Per molti analisti, il conflitto in Iran potrebbe quindi trasformarsi non solo in una crisi energetica ma anche in una crisi agricola globale, con ripercussioni su inflazione, sicurezza alimentare e stabilità economica.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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