Inflazione italiana in rialzo, nuova fiammata dei prezzi preoccupa i consumatori?
Inflazione italiana in forte accelerazione a febbraio 2026: cosa dicono i dati Istat
A febbraio 2026 l’inflazione in Italia accelera all’1,6% su base annua, rispetto all’1% di gennaio, secondo le stime preliminari dell’Istat diffuse a livello nazionale. L’aumento è trainato soprattutto dai servizi di trasporto, dai servizi ricreativi e di cura della persona e dagli alimentari non lavorati, mentre l’energia continua a registrare cali marcati.
Il cosiddetto carrello della spesa – che include alimentari, cura della casa e della persona – torna a correre oltre il 2%, con un tasso del 2,2%.
Il rialzo dell’inflazione di fondo, misurata al netto di energetici e alimentari freschi, segnala una pressione più strutturale sui prezzi dei servizi, con possibili implicazioni per salari, consumi e politiche economiche nei prossimi mesi.
In sintesi:
- Inflazione annua in Italia all’1,6% a febbraio 2026, da 1% di gennaio.
- Servizi di trasporto e ricreativi guidano il rialzo, energia ancora in forte calo.
- Inflazione di fondo sale al 2,4%, segnalando pressioni più strutturali sui prezzi.
- Carrello della spesa al 2,2%, maggiore impatto diretto sui bilanci familiari.
Dove nasce il rialzo dei prezzi e cosa indica l’inflazione di fondo
Nel dettaglio, l’Istat rileva che a febbraio 2026 l’inflazione headline sale all’1,6% annuo da 1% di gennaio, con un contributo decisivo dei servizi relativi ai trasporti, che balzano dallo 0,7% al 3%.
Forti tensioni anche nei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che accelerano dal 3% al 4,9%, e negli alimentari non lavorati, in crescita dal 2,5% al 3,6%.
Rallentano marginalmente gli alimentari lavorati (da 1,9% a 1,7%), mentre si amplia la flessione dei beni energetici regolamentati (da -9,6% a -11,3%) e non regolamentati (da -5,9% a -6,2%), confermando che l’energia continua a svolgere un ruolo di freno sul dato complessivo.
L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, risale dall’1,7% al 2,4%; quella al netto dei soli energetici passa dall’1,9% al 2,5%. I prezzi dei beni nel complesso restano in lieve calo annuo (-0,2%), mentre i prezzi dei servizi accelerano dal 2,5% al 3,6%, allargando il differenziale beni-servizi da 2,7 a 3,8 punti percentuali. L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) segna +0,6% su base mensile e +1,6% annua.
Carrello della spesa in crescita e possibili ricadute su famiglie e consumi
Il tasso annuo dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona – il “carrello della spesa” – sale dal 1,9% al 2,2%, tornando sopra la soglia psicologica del 2%.
Si tratta di un segmento di spesa ad alta frequenza, immediatamente percepito dalle famiglie, che potrebbe condizionare le decisioni di consumo e aumentare l’attenzione verso sconti e promozioni.
La combinazione tra energia in calo e servizi in forte rialzo delinea uno scenario di inflazione sempre meno legata agli shock energetici e sempre più trainata da componenti interne, come salari, domanda di servizi e dinamica dei costi operativi.
In vista dei prossimi mesi, l’evoluzione di trasporti, servizi ricreativi e alimentari freschi sarà decisiva per capire se l’accelerazione di febbraio rappresenta un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase di pressione inflazionistica più persistente.
FAQ
Qual è il tasso di inflazione in Italia a febbraio 2026?
Secondo l’Istat, a febbraio 2026 l’inflazione annua italiana è pari all’1,6%, in aumento rispetto all’1% registrato a gennaio.
Cosa si intende per inflazione di fondo e quanto è a febbraio?
L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, è pari al 2,4% a febbraio 2026, in rialzo dall’1,7% di gennaio.
Di quanto aumenta il carrello della spesa a febbraio 2026?
A febbraio 2026 il carrello della spesa, che include alimentari e cura persona-casa, registra un incremento annuo del 2,2%, rispetto all’1,9% precedente.
Perché i prezzi dell’energia restano in calo nonostante l’inflazione salga?
I prezzi degli energetici regolamentati e non regolamentati diminuiscono rispettivamente dell’11,3% e del 6,2%, riflettendo dinamiche di mercato favorevoli e basi di confronto elevate.
Da quali fonti sono state elaborate queste informazioni sull’inflazione?
Le informazioni sono state elaborate partendo da dati e notizie ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.






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