Energia industriale, la partita si gioca sull’integrazione

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Il settore energetico italiano sta attraversando una trasformazione che va ben oltre l’installazione di nuova capacità rinnovabile. La vera discontinuità, sempre più evidente nel dibattito tra operatori e imprese industriali, riguarda il modo in cui l’energia viene progettata, gestita e valorizzata all’interno dei siti produttivi. È in questo contesto che si è svolta KEY – The Transition Expo 2026, la fiera internazionale dedicata alla transizione energetica che ogni anno a Rimini riunisce i principali attori del settore, e che quest’anno ha confermato una tendenza ormai strutturale: la domanda di soluzioni energetiche integrate, capaci di rispondere simultaneamente agli obiettivi di efficienza, indipendenza dalla rete e competitività di costo, è diventata la priorità concreta delle aziende manifatturiere italiane.

Le conversazioni che si sono svolte in fiera raccontano un mercato in trasformazione profonda. Le imprese manifatturiere che si avvicinano oggi a questi investimenti non cercano più il fornitore di pannelli o di batterie: cercano qualcuno in grado di leggere il loro profilo di consumo, di progettare un sistema coerente con le esigenze produttive e di garantirne la performance nel tempo, ben oltre la messa in servizio dell’impianto. Una domanda più esigente e più consapevole, che riflette la maturità raggiunta dal mercato dopo anni di sperimentazione e, in molti casi, di aspettative parzialmente disattese.

Tra gli operatori presenti a Rimini c’era Renovis, EPC contractor del Gruppo SBS, che ha registrato in fiera un interesse centrato non su scenari futuri ma su problemi operativi concreti: come ridurre la bolletta, come strutturare un investimento bancabile, come aumentare l’indipendenza dalla rete senza compromettere la continuità produttiva.

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Quando l’incentivo non è il punto di partenza

Sullo sfondo si muove un quadro normativo e finanziario che nel 2026 è diventato più ricco ma anche più difficile da decifrare. Il tempo del Conto Energia appartiene a una fase diversa del mercato. Oggi le imprese navigano tra crediti d’imposta legati al piano Transizione 5.0, bandi regionali, misure finanziate dal PNRR, finanziamenti agevolati e le opportunità ancora in evoluzione legate alle comunità energetiche rinnovabili: misure complementari, ciascuna con regole di accesso, scadenze e vincoli di cumulabilità propri, che rendono la progettazione finanziaria dell’intervento tanto delicata quanto quella tecnica.

Il rischio concreto, per molte imprese, è di invertire la sequenza: partire dall’incentivo disponibile e costruire attorno a esso il progetto, anziché partire dall’analisi del sito e mappare successivamente gli strumenti applicabili. Un approccio che raramente produce i risultati attesi, perché ottimizza una variabile, l’accesso al contributo, a scapito della coerenza complessiva dell’investimento.

I progetti sul campo: tre cantieri, un metodo

I progetti che Renovis ha portato avanti negli ultimi anni, ciascuno con le proprie specificità tecniche, sono tutti riconducibili a una stessa logica di lavoro: analisi del sito, progettazione su misura, presidio della performance nel tempo.

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Uno degli ultimi interventi riguarda un’azienda leader del settore alimentare italiano, con forni di cottura di biscotti e snack salati alimentati a gas naturale e una centrale termica a quattro generatori di calore ad acqua surriscaldata.

L’azienda disponeva già di un sistema di recupero del calore sui camini dei forni di cottura, ma non funzionava: generava contropressioni all’interno dei forni stessi, rendendolo inutilizzabile. Renovis ha rimosso l’impianto esistente e progettato un sistema centralizzato che raccoglie i fumi di scarico di quaranta camini attraverso centinaia di metri di canalizzazione, completamente scollegato dai forni e bypassabile in qualsiasi momento senza interferenze sulla produzione.

Il sistema opera su due stadi di recupero in serie: il primo produce 620 kW di acqua surriscaldata che integra la centrale termica esistente, riducendo il consumo delle caldaie a gas; il secondo genera 680 kW di acqua calda utilizzata per il riscaldamento degli ambienti nella stagione invernale. Il risultato: 580.000 metri cubi standard di gas naturale risparmiati ogni anno, circa 1.100 tonnellate di CO₂ in meno in atmosfera, e un beneficio aggiuntivo sul sistema di trattamento dei fumi già in dotazione all’azienda, che grazie al preraffreddamento ha ridotto il consumo di acqua e di reagenti chimici. La soddisfazione del cliente ha generato nuovi incarichi sullo stesso sito — economizzatori sulle caldaie e un impianto di trigenerazione da 1.560 kW elettrici, 1.510 kW termici e circa 500 kW frigoriferi — e ha aperto la collaborazione ad altri stabilimenti del gruppo in Europa.

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Un secondo progetto, attualmente in corso, prevede l’integrazione tra un impianto fotovoltaico e un sistema di cogenerazione: due tecnologie che tradizionalmente vengono valutate e installate separatamente, ma che in questo caso sono state progettate fin dall’inizio come sistema unico, governato da un Energy Management System sviluppato internamente. Produzione solare e generazione cogenerativa dialogano in tempo reale, ottimizzando i flussi energetici in funzione dei fabbisogni del processo produttivo e delle condizioni del mercato elettrico, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli acquisti dalla rete nelle ore di picco e massimizzare l’autoconsumo nelle fasi di maggiore generazione interna.

Un terzo cantiere, in fase avanzata in un contesto produttivo con caratteristiche operative diverse, sta confermando la replicabilità dell’approccio: stessa metodologia, configurazione tecnologica adattata alle specificità del sito, contratti di servizio di lungo termine a presidio della performance.

Quello che KEY 2026 ha reso visibile, e che i cantieri confermano sul campo, è che la competitività energetica non si costruisce ottimizzando un singolo componente. Si costruisce progettando sistemi in cui tecnologie diverse — recupero termico, cogenerazione, fotovoltaico, accumulo — lavorano insieme sotto una regia tecnica che ne garantisce la coerenza nel tempo. Una sfida di ingegneria e di metodo, prima ancora che di incentivi.

https://www.renovisenergy.com

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