Fine del Cherosene in Europa: possibile blocco dei voli aerei a breve?

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Crisi del cherosene in Europa, rischio voli cancellati dall’estate

Dal 9 aprile l’Europa riceverà l’ultimo grande carico di cherosene dal Golfo Persico, trasportato dalla petroliera “Rong Lin Wan” con arrivo previsto a Rotterdam. Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, nel contesto della guerra nell’area, minaccia le forniture di carburante per aerei dirette ai principali hub europei. Le compagnie aeree avvertono che, tra fine aprile e inizio maggio, la disponibilità di jet fuel potrebbe dimezzarsi, con il rischio concreto di centinaia di aerei a terra e migliaia di voli cancellati in piena stagione estiva. Le fonti alternative – India, Stati Uniti, Africa occidentale – non sono in grado di coprire il fabbisogno europeo, già sotto pressione per chiusure di raffinerie, norme ambientali più rigide e sanzioni contro la Russia.

In sintesi:

  • Dal 9 aprile si esauriscono le forniture di cherosene via Hormuz dirette in Europa.
  • Da fine aprile l’Europa potrebbe disporre di solo metà del jet fuel necessario.
  • Possibili centinaia di aerei a terra e migliaia di voli cancellati in estate.
  • Prezzo del cherosene quasi raddoppiato, con tonnellata vicina a 1.800 dollari.

Secondo stime interne di un grande vettore europeo, da fine aprile-inizio maggio solo metà del cherosene necessario sarà disponibile negli aeroporti del continente. Le compagnie stanno già sfruttando le scorte strategiche e rinviando la manutenzione delle raffinerie per guadagnare 3-5 settimane di margine, ma le misure tampone non basteranno se lo Stretto di Hormuz resterà chiuso.

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Circa il 50% del jet fuel utilizzato in Europa arriva da raffinerie collegate a Hormuz. Un’altra quota importante proviene dall’India, che però sta dirottando le petroliere verso il Sud-est asiatico, anch’esso in crisi.

Ulteriori volumi potrebbero giungere da Stati Uniti e Africa occidentale, ma le quantità sono giudicate insufficienti dagli operatori. Il quadro è aggravato dal calo strutturale della produzione europea di jet fuel, dalla chiusura di raffinerie, dall’obbligo di usare biocarburanti ancora scarsi e cinque volte più costosi, e dalle sanzioni contro la Russia, che riducono l’offerta nelle vicinanze dell’Europa.

Compagnie aeree in allarme tra piani di emergenza e prezzi alle stelle

Un amministratore delegato europeo ha spiegato al Corriere della Sera che tutti i vettori stanno preparando piani di emergenza per gestire scenari in cui il carburante non basti per tutti gli aerei, o si esaurisca in alcuni aeroporti.

“La matematica è semplice: non è possibile effettuare lo stesso numero di voli senza la stessa quantità di jet fuel”, ha sottolineato, avvertendo che un prolungato blocco di Hormuz porterebbe a centinaia di velivoli fermi e migliaia di voli cancellati nel giro di poche settimane.

Lufthansa ipotizza già il fermo di 20-40 aerei. Intanto i prezzi del cherosene sono esplosi: negli ultimi giorni una tonnellata ha sfiorato i 1.800 dollari, più del doppio rispetto a fine febbraio, con inevitabili ripercussioni su tariffe e costi operativi.

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Il ceo di Ryanair, Michael O’Leary, ha dichiarato a Sky News: “Se la guerra finisce e lo Stretto di Hormuz riapre entro la metà o la fine di aprile, allora non c’è alcun rischio per le forniture. Se la guerra continua e le interruzioni dell’approvvigionamento persistono, riteniamo che ci sia un rischio concreto che una quota limitata, forse il 10%, 20% o 25% delle nostre forniture, possa essere a rischio tra maggio e giugno”.

In assenza di una de-escalation rapida nel Golfo Persico, l’Europa si prepara quindi a un’estate caratterizzata da maggiore volatilità dei prezzi, riduzione dell’offerta di voli e possibili disagi diffusi per i passeggeri.

Prospettive future e possibili opportunità per l’Europa

La crisi evidenzia la vulnerabilità energetica dell’aviazione europea e potrebbe accelerare strategie di diversificazione delle forniture, inclusa una maggiore centralità di produttori del Mediterraneo come la Libia.

Per l’Italia, l’attuale blocco di Hormuz potrebbe trasformarsi in un’occasione per valorizzare la propria posizione logistica e rafforzare i corridoi di importazione dal Nord Africa, riducendo la dipendenza dal Golfo Persico.

Nel medio periodo, la pressione su biocarburanti e carburanti sostenibili per l’aviazione spingerà investimenti industriali e politiche europee più aggressive sul fronte della sicurezza energetica e climatica, con effetti strutturali su rotte, flotte e modelli di business delle compagnie aeree.

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FAQ

Quando potrebbero iniziare i problemi di cherosene negli aeroporti europei?

I primi problemi significativi sono attesi tra fine aprile e inizio maggio, quando la disponibilità di jet fuel potrebbe ridursi fino al 50%.

Quanti voli rischiano di essere cancellati in Europa nell’estate 2026?

È plausibile l’azzeramento di migliaia di voli, con centinaia di aerei a terra, se lo Stretto di Hormuz resterà chiuso per settimane.

Come potrebbero reagire le compagnie aeree europee alla carenza di carburante?

Le compagnie potrebbero ridurre capacità, aumentare le tariffe, accorpare rotte, privilegiare gli hub principali e utilizzare le scorte strategiche residue.

Che impatto avranno i prezzi del cherosene sui biglietti aerei?

L’aumento del cherosene verso 1.800 dollari a tonnellata spingerà inevitabilmente al rialzo le tariffe, soprattutto sui collegamenti a lungo raggio.

Quali sono le fonti informative principali utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla Redazione.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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