La Cina cambia modello di crescita: il nuovo Piano Quinquennale
La Cina cambia modello di crescita: perché il nuovo Piano Quinquennale può essere un’opportunità anche per l’Italia.
— di Vincenzo Ascrizzi, Fiera di Monza e Brianza —
Con il XV Piano Quinquennale (2026‑2030), la Cina avvia una trasformazione profonda del proprio modello economico. Dopo decenni di crescita trainata da export a basso costo, Pechino punta ora su uno sviluppo più solido e tecnologicamente avanzato.

Una svolta che apre spazi rilevanti anche per le imprese italiane
La crescita prevista per il 2026 (4,5–5%) è più moderata, ma coerente con l’obiettivo di privilegiare la qualità.
Non solo consumi, ma domanda interna come leva per modernizzare la manifattura, accelerare l’innovazione e diffondere standard digitali avanzati.
Qui si aprono le opportunità per l’Italia.
Pur puntando all’autonomia, Pechino conferma un’apertura selettiva verso partner in grado di contribuire alla sua modernizzazione. In un contesto più regolato e competitivo, le imprese che offrono tecnologie e competenze di alto livello possono trovare in Cina un mercato ancora ricettivo e strategico.
Il cambio di paradigma: meno export, più tecnologia e consumi
Il piano conferma una trasformazione già in atto con crescita più moderata (intorno al 4,5–5%) e maggiore peso della domanda interna basata su forte spinta in innovazione, AI e ricerca.
Pechino punta a rafforzare l’intero ecosistema tecnologico, con investimenti in R&D superiori al 7% annuo e l’obiettivo di portare le industrie digitali a oltre il 12% del PIL. Insomma, la Cina sembra voler diventare meno dipendente dall’estero e più autonoma tecnologicamente, ma non è sempre così.
Le aree dove si aprono opportunità per l’Italia
Fascia premium e Made in Italy
Nonostante la spinta all’autosufficienza, la Cina resta un mercato chiave per prodotti di qualità in campi come l’agroalimentare e il vino, senza dimenticare moda e lusso. Il Made in Italy è già posizionato nella fascia alta e continua a beneficiare della crescita della classe media urbana. In particolare l’export agroalimentare in forte crescita (+17% nel 2024).
Green economy e sostenibilità
Il piano rafforza le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e l’economia circolare, settori dove le imprese italiane hanno know-how consolidato.






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