ICABR 2027, a Berkeley il confronto globale sulla bioeconomia che deve diventare industria
Dal 6 al 9 luglio 2027 ricercatori, imprese, investitori e decisori pubblici discuteranno come portare le innovazioni biologiche dal laboratorio al mercato. Al centro PMI, capitali, proprietà intellettuale, biologia sintetica e intelligenza artificiale. Aperte le candidature

La bioeconomia dispone ormai di tecnologie capaci di trasformare agricoltura, alimentazione, salute, materiali ed energia. Il problema decisivo non è più soltanto produrre innovazione scientifica, ma creare le condizioni finanziarie, normative e industriali affinché le nuove soluzioni raggiungano il mercato. È questo il terreno sul quale si svilupperà la 31ª Conferenza annuale dell’International Consortium on Applied Bioeconomy Research (ICABR), in programma dal 6 al 9 luglio 2027 a Berkeley, in California.
Il titolo scelto, Enabling Innovations for a Sustainable and Resilient Bioeconomy, indica chiaramente il passaggio dalla ricerca alla realizzazione. La conferenza concentrerà infatti l’attenzione sugli ostacoli che rallentano la crescita tecnologica e la commercializzazione, sulle politiche pubbliche e sugli investimenti necessari per rafforzare le catene di approvvigionamento, nonché sugli strumenti utili a ridurre il rischio assunto dagli investitori.
Un ruolo particolare sarà riconosciuto alle piccole e medie imprese, spesso capaci di sviluppare tecnologie originali ma penalizzate dalla difficoltà di sostenere i costi della sperimentazione, degli impianti dimostrativi, delle autorizzazioni e dell’avvio della produzione industriale. ICABR intende quindi mettere a confronto ricerca, capitale e politiche pubbliche per comprendere come le innovazioni delle PMI possano crescere senza essere bloccate nel passaggio fra prototipo e mercato.
Fra gli argomenti annunciati figurano proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico, biologia sintetica, nuove biotecnologie, intelligenza artificiale, robotica, automazione, sviluppo dei mercati per prodotti bio-based e costruzione di filiere più resilienti. La call ICABR accetta abstract di ricerca, casi di studio, proposte di panel e sessioni organizzate. Le candidature, aperte dal 5 ottobre 2026, dovranno essere presentate entro il 30 novembre 2026.
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Il problema dello scale-up
Il tema scelto da ICABR riflette una difficoltà riconosciuta a livello internazionale: le imprese della bioeconomia incontrano spesso due “valli della morte”. La prima separa la dimostrazione tecnologica dalla prima produzione commerciale; la seconda emerge quando un prodotto già validato deve essere portato su scala industriale. In entrambe le fasi servono capitali pazienti, impianti costosi, autorizzazioni prevedibili e contratti che garantiscano una domanda futura.
La Commissione europea stima per il comparto biotecnologico un divario d’investimento nell’ordine di 40 miliardi di euro l’anno. Tra il 2015 e la metà del 2025, secondo i dati richiamati dai documenti europei, il venture capital destinato negli Stati Uniti alle biotecnologie sanitarie sarebbe stato quasi nove volte quello investito nell’Unione. Numerose società europee hanno quindi cercato capitali e quotazioni sul Nasdaq, trasferendo oltreoceano una parte del valore prodotto dalla ricerca europea.
Il Financial Times ha descritto una ripresa dell’interesse finanziario per il biotech, segnalando nel 2026 il forte aumento delle quotazioni realizzate attraverso fusioni inverse. Il fenomeno mostra che il capitale sta tornando verso il settore, ma anche che le imprese cercano strumenti più rapidi e prevedibili rispetto alle IPO tradizionali. Parallelamente, il nuovo Scaleup Europe Fund, orientato anche a life sciences e biotech, potrebbe superare l’obiettivo iniziale di 5 miliardi di euro: un segnale della volontà europea di trattenere sul continente le aziende nate dalla propria ricerca.
L’integrazione tra biologia e intelligenza artificiale rappresenta l’altro grande fattore di trasformazione. Reuters ha riferito dell’iniziativa da 1,8 miliardi di dollari che coinvolge governo statunitense, Biohub, Google, Meta e altri partner per creare grandi basi di dati biologici destinate all’addestramento di modelli di AI. L’obiettivo è costruire strumenti predittivi capaci di accelerare la ricerca e ridurre i tempi necessari allo sviluppo di nuovi prodotti e terapie.
Da Ravello a Berkeley
L’edizione 2027 raccoglierà l’eredità della conferenza del 2026, organizzata in Italia, a Ravello, in occasione del trentesimo anniversario dell’ICABR. L’appuntamento italiano ha riunito partecipanti provenienti da 27 Paesi e 102 organizzazioni, consolidando la conferenza come luogo d’incontro fra economia, scienze biologiche, agricoltura e politiche dell’innovazione.
A Ravello sono stati affrontati la resilienza dei sistemi alimentari, il finanziamento della ricerca, l’efficienza della regolamentazione, il commercio internazionale e il contributo dell’innovazione allo sviluppo della bioeconomia. L’ICABR ha inoltre avviato una nuova iniziativa di comunicazione per rendere i risultati della ricerca più accessibili al pubblico e rafforzare la propria funzione di riferimento internazionale.
Il passaggio da Ravello a Berkeley possiede anche un significato simbolico. La prima sede rappresenta la tradizione del confronto internazionale costruito dall’ICABR dal 1998; la seconda colloca la discussione in uno dei principali ecosistemi mondiali di università, capitale di rischio e imprenditorialità tecnologica. Il programma dettagliato, i relatori, la sede precisa e le quote di partecipazione non risultano ancora pubblicati. È invece già chiaro l’obiettivo: individuare non soltanto quali innovazioni siano possibili, ma quali condizioni economiche e istituzionali permettano loro di diventare imprese, prodotti e filiere capaci di generare crescita sostenibile.
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