Targhe sbiadite: vietato ripassare lettere e numeri con la vernice

La notizia in sintesi
- Una targa sbiadita può compromettere la revisione anche quando il veicolo è meccanicamente efficiente.
- Le segnalazioni raccolte dall’ACI di Trento riguardano il deterioramento della pellicola riflettente.
- Ripassare lettere e numeri con pennarelli o vernice è vietato e può comportare multe.
- La sostituzione gratuita richiede che la Motorizzazione accerti un difetto di produzione.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Targa auto sbiadita: quando la revisione si ferma e chi può ottenere il cambio gratuito
Una targa auto sbiadita può impedire il superamento della revisione, anche se il veicolo non presenta problemi meccanici: le segnalazioni raccolte dall’ACI di Trento sono state approfondite dal Tgr Rai. La ricostruzione di Riccardo Mantica, pubblicata da HDmotori il 19 ottobre 2026, descrive il deterioramento della pellicola riflettente utilizzata per alcuni lotti. Il problema riguarda la leggibilità dei caratteri, soprattutto attraverso le telecamere dei sistemi automatici di controllo.
La reimmatricolazione comporta una spesa da 200 euro, ma una circolare ministeriale prevede la sostituzione gratuita se viene accertato un difetto produttivo: una possibilità distinta dal ritocco domestico, vietato dal Codice della strada.
Perché le telecamere non leggono la targa e il ritocco è vietato
Il servizio del Tgr Rai mostra un’auto immatricolata sedici anni prima: la targa appare riconoscibile a occhio nudo, mentre i sistemi elettronici di parcheggi e zone a traffico limitato non riescono a decifrarla. La differenza è decisiva: l’impressione del proprietario non garantisce che lettere e numeri siano leggibili anche dagli strumenti automatici. Il deterioramento della pellicola può quindi tradursi in un problema concreto di identificazione del veicolo, non soltanto in un difetto estetico.
Secondo Mirko Dellamaria, dell’ACI di Trento, la pratica di reimmatricolazione può richiedere venticinque minuti allo sportello, con rilascio dei documenti aggiornati, ma il costo parte da 200 euro. Dellamaria descrive anche la frequenza delle richieste: “Nell’ultimo anno ci sono giorni in cui ne facciamo anche più di una decina”, un dato riferito all’attività degli uffici citati, non una stima nazionale del fenomeno. Ripassare i caratteri con un pennarello nero o con della vernice non costituisce un’alternativa consentita: il Codice della strada vieta manomissioni e ritocchi fai da te, esponendo il proprietario a sanzioni anziché risolvere regolarmente il problema della targa deteriorata e della sua leggibilità.
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Sostituzione gratuita: conta l’accertamento del difetto di produzione
La possibilità di evitare la spesa è legata alla circolare numero 20 del 20 febbraio 2002 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo quanto riportato, la sostituzione integrale è gratuita quando la Motorizzazione accerta che lo scolorimento deriva da materiali scadenti o da errori di fabbricazione del Poligrafico dello Stato. Il beneficio, quindi, non riguarda automaticamente qualsiasi targa consumata: prima di sostenere il costo della reimmatricolazione, il punto da chiarire è l’origine del deterioramento.
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