WHT. Recuperare le ritenute alla fonte sui dividendi nell’Unione Europea: la battaglia dei piccoli azionisti

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BETTER FINANCE associazione europea a tutela dei risparmiatori — 
Un recente sondaggio condotto da BETTER FINANCE e DSW tra 3.000 investitori in tutta l’UE ha rilevato che le procedure di rimborso della ritenuta alla fonte (WHT) sono macchinose e costose, rendendo difficile o finanziariamente irragionevole per gli investitori non professionali recuperare la ritenuta alla fonte in caso di doppie imposizioni in ambito europeo.

Paradossalmente per un cittadino europeo le procedure di rimborso dalla Svizzera o degli Stati Uniti sono più facili.

Le ritenute (WHT – witholding tax) subite all’estero in linea di principio possono essere scomputate dall’Ires/Irpef quale credito per imposte estere (FTC – foreign tax credit).

Procedure macchinose

Oltre il 90% degli investitori europei trova complessivamente difficile la procedura di recupero della WHT, mentre in quasi il 70% dei casi gli investitori hanno sostenuto dei costi. Inoltre, sono necessarie conoscenze approfondite e il rispetto di complicate procedure di rimborso: anche i ritardi nell’erogazione di quanto si ha diritto ad ottenere minano la fiducia degli investitori negli investimenti transfrontalieri all’interno dell’UE.

Oltre tre quinti degli investitori reclamano la restituzione della WHT autonomamente (63%), mentre oltre un terzo richiede il servizio alle proprie banche (33,4%) e pochi (3,6%) incaricano una terza parte, ad esempio un consulente fiscale o un servizio privato di provider.

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Difficoltà

Oltre il 90% degli investitori europei trova complessivamente difficile la procedura di recupero della WHT. Il recupero della WHT è percepito nei più alti livelli di difficoltà (“difficile” o addirittura “molto difficile”) da tre quarti (74,5%) di tutti gli intervistati; Il 76,9% di chi ha agito da solo e il 70,2% di chi ha utilizzato servizi bancari o di terzi.

Quasi la metà degli intervistati ha atteso oltre sei mesi per poter richiedere un rimborso della WHT. È stato necessario più di un anno per ottenere il rimborso della WHT per più di un quinto degli intervistati (21,4%); di questi, il 25,7% ha agito in proprio e il 15,2% ha utilizzato un servizio bancario o di terzi. Complessivamente, l’11,6% degli investitori ha dovuto attendere più di due anni per ricevere il rimborso della WHT.

Costi aggiuntivi elevati

In quasi il 70% (67,3%) dei casi, i costi sono a carico dell’investitore e per quasi il 10% di tali investitori (9,4%) i costi superano i 100 EUR. In totale, ciò significa che almeno il 6 ,3% di tutti gli investitori intervistati ha sostenuto commissioni superiori a 100 EUR.

Scarso tasso di successo: circa il 30% degli investitori si impegna nel processo di recupero della WHT, di cui meno della metà (46%) riesce a recuperare la WHT. Circa il 70% degli investitori non fa nemmeno avviare il processo di recupero della WHT, in quanto lo ritengono non conveniente per motivi quali “troppo complicato”, “macchinoso” o “lungo” nel 58,6% dei casi e “troppo costoso” nel 16,7% dei casi.

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Il 41,5% degli investitori che si impegnano nell’impresa non riesce a recuperare alcuna WHT, mentre il 12,5% riferisce solo un recupero parziale: 52,7% attraverso una banca o un servizio di terze parti.

Conclusioni

Solo il 27% degli investitori UE che si sono impegnati nel processo di recupero della WHT afferma di non essere scoraggiato dall’investire all’estero (o dal continuare a reclamare giustamente il WHT). Oltre un terzo (31,3%) degli investitori intende invece interrompere l’acquisto di azioni UE estere a causa dei problemi creati dalla WHT. I servizi professionali migliorano solo marginalmente il tasso di successo e la durata della procedura del recupero della WHT (di circa il 10%). Inoltre, non migliorano sostanzialmente la facilità del processo (di soli 6 punti percentuali) nel complesso. Le procedure di recupero della WHT nei Paesi dell’UE sono considerate molto più complicate e meno efficienti di quelle della Svizzera o degli Stati Uniti come Paese fonte di reddito da investimenti.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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