Prospettiva Fed: tre tagli all’orizzonte per il 2026

Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel -

La situazione che i policymaker statunitensi si trovano ad affrontare a poche ore dalla riunione della Federal Reserve appare piuttosto chiara: i dati attuali indicano quasi inequivocabilmente la necessità di un nuovo taglio dei tassi d’interesse di riferimento.

La maggior parte degli indicatori, con l’unica eccezione delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, evidenzia un rallentamento del mercato del lavoro. Escludendo il rapporto di settembre, la media trimestrale dei nuovi posti di impiego del settore non agricolo – pari a 29.000 unità – suggerisce un possibile aumento della disoccupazione, soprattutto alla luce di probabili revisioni al ribasso di dati già deboli. E le statistiche sull’occupazione privata confermano segnali di indebolimento a settembre. Nel frattempo, l’inflazione si muove in linea con le attese: se, da un lato, le pressioni temporanee legate ai dazi incidono sui prezzi dei beni, dall’altro i servizi non abitativi e il comparto residenziale continuano ad esercitare una forza disinflazionistica, con l’indice CPI di settembre che ha registrato la lettura mensile dei prezzi abitativi più contenuta dal gennaio 2021. L’inflazione non dovrebbe quindi rappresentare un ostacolo alla normalizzazione della politica monetaria.

Quasi tutti i membri del FOMC concordano sul fatto che l’attuale livello del tasso sui Fed Funds sia più che restrittivo: è comprensibile che, vista l’incertezza dei dati, alcuni preferiscano attendere nuovi riscontri nei prossimi mesi, ma, come recentemente osservato dal governatore Waller, mantenere una politica monetaria così rigida appare difficile da giustificare in un contesto in cui i rischi al ribasso superano chiaramente quelli al rialzo per l’inflazione. Guardando in prospettiva, oltre la fine dell’anno, storicamente, dopo un periodo di crescita sotto la media come quello osservato all’inizio del 2025, l’economia statunitense tende o a riaccelerare verso il trend di lungo periodo, oppure a scivolare in recessione. In entrambi i casi, come Payden ci aspettiamo ulteriori tagli dei tassi, probabilmente più di quanti siano attualmente prezzati dal mercato. In caso di recessione, crediamo che la Fed interverrebbe con decisione a sostegno dell’economia, mentre, qualora dovesse prevalere uno scenario di crescita trainata dalla produttività, la ripresa avverrebbe con un’inflazione in moderazione e con l’attenuarsi progressivo degli effetti dei dazi. In questo contesto, stimiamo tre ulteriori tagli da 25 punti base nel corso del 2026, con effetti positivi sul mercato obbligazionario

🔥 DA NON PERDERE ▷  Commento GAM: Le obbligazioni sovrane dei mercati emergenti mantengono rendimenti solidi

Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.