Boris Vujčić vicepresidente della BCE: a Francoforte si apre la partita per il dopo-Lagarde
Dal 1° giugno Boris Vujčić subentra a Luis de Guindos. Una nomina che rafforza l’Est Europa nel board della BCE e accende in anticipo la competizione politica tra Stati membri per la futura guida dell’Eurotower.
Con la nomina del croato Boris Vujčić a vicepresidente della Banca centrale europea, prende ufficialmente il via una nuova fase negli equilibri interni dell’Eurotower. Dal 1° giugno, Vujčić succederà allo spagnolo Luis de Guindos, il cui mandato giunge a scadenza, diventando il numero due della BCE accanto alla presidente Christine Lagarde. Ma, come spesso accade a Francoforte, il valore della nomina va ben oltre il ruolo formale: segna infatti l’inizio della lunga corsa politica e istituzionale per la successione di Lagarde, il cui mandato terminerà nel 2027.

Chi è Boris Vujčić
Classe 1964, governatore della Banca centrale croata dal 2012, Vujčić è considerato un banchiere centrale ortodosso, con una forte attenzione alla stabilità dei prezzi e alla disciplina monetaria. Ha guidato la Croazia nel percorso di ingresso nell’euro, culminato nel 2023, acquisendo credibilità come figura di raccordo tra Paesi “core” e nuove economie dell’area euro.
La sua nomina rappresenta anche un riconoscimento politico all’allargamento dell’eurozona e al peso crescente dei Paesi dell’Europa centro-orientale nelle istituzioni monetarie comuni. È la prima volta che un esponente croato raggiunge uno dei vertici della BCE.
Un incarico chiave in una fase delicata
Il ruolo di vicepresidente non è meramente rappresentativo. Il numero due della BCE siede nel Comitato esecutivo, partecipa alle decisioni di politica monetaria e svolge un ruolo cruciale nella mediazione tra le diverse anime del Consiglio direttivo, soprattutto in fasi di transizione come quella attuale, segnata dal graduale allentamento della stretta monetaria dopo l’inflazione record del biennio 2022-2023.
Vujčić arriva a Francoforte in un momento in cui la BCE deve bilanciare rischi di rallentamento economico, tensioni geopolitiche e la necessità di mantenere la credibilità anti-inflazionistica. Un profilo tecnico e prudente, che rassicura i mercati ma che potrebbe anche spostare l’asse del dibattito interno verso posizioni più conservative.
Parte la corsa per il dopo-Lagarde
Al di là dell’immediato, la nomina ha un significato politico evidente: apre il confronto tra Stati membri per la futura presidenza della BCE. Con Lagarde non rinnovabile, i governi iniziano già a posizionarsi. Secondo le dinamiche che tradizionalmente governano le nomine europee, il vertice di Francoforte è il risultato di un delicato equilibrio tra peso economico, appartenenza politica, area geografica e genere.
La Spagna, che perde il vicepresidente con l’uscita di De Guindos, punta a rientrare nel gioco con una candidatura forte per la presidenza o per un ruolo chiave nel board.
La Germania, primo contributore dell’eurozona e storicamente molto influente sulla linea monetaria, ambisce a riportare un proprio esponente al vertice, soprattutto in una fase di ritorno all’ortodossia monetaria.
L’Olanda, forte di una tradizione di banchieri centrali rigoristi e ben visti dai mercati, viene indicata da più osservatori come uno dei Paesi pronti a giocare la partita.
La presenza di Vujčić come vicepresidente riduce, di fatto, le possibilità che l’Est Europa esprima anche la presidenza, riequilibrando il campo verso i grandi Paesi dell’eurozona occidentale.
Un segnale ai mercati
Per gli investitori, la scelta di Vujčić è letta come un segnale di continuità e stabilità. Nessuna svolta improvvisa, nessuna politicizzazione della politica monetaria: la BCE resta ancorata a un approccio basato sui dati, con un Comitato esecutivo che combina profili tecnici e figure di mediazione politica.
Ma proprio questa apparente normalità rende la nomina strategica: la vera partita non è il presente, ma il futuro della governance monetaria europea. E con l’ingresso di Vujčić al secondo gradino dell’Eurotower, la scacchiera per il dopo-Lagarde è ufficialmente aperta.

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