Il mercato dei GSS bond arriva a maturity
MainStreet Partners ha pubblicato l’ultima edizione del GSS Bonds Market Trends Report, che delinea l’andamento delle emissioni di obbligazioni Green, Social, Sustainability e Sustainability-linked bond (GSS bond) nel corso dell’intero 2025.
Lo scorso anno l’emissione di obbligazioni GSS ha superato i 1.000 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con i livelli del 2023 (987 miliardi di dollari) e leggermente al di sotto dei 1.100 miliardi di dollari registrati nel 2024.
I green bond continuano a guadagnare quote di mercato e a rafforzare la loro posizione di segmento principale nell’ambito dei GSS bond: la loro quota è cresciuta dal 53% nel 2021 al 58% nel 2025. Anche i sustainability bond ampliano la loro presenza sul mercato, con una quota che passa dal 19% nel 2021 al 26% nel 2025. Al contrario, i social bond e i sustainability-linked bond continuano il trend in calo, rispettivamente al 13% e al 3% nel 2025.
Dal punto di vista geografico, l’Europa vede ridursi la sua impronta sulle emissioni globali di GSS, passando dal 52% nel 2021 al 39% nel 2025 soprattutto a favore dell’Asia che, nello stesso periodo, ha più che raddoppiato la sua quota di mercato, passando dal 14% al 31%. Infine, si registra una marcata riduzione della quota delle Americhe, che scende dal 16% nel 2021 all’8% nel 2025.
Un ciclo record di rifinanziamenti
Un altro elemento rilevante evidenziato dal report è che nel 2025 sono giunti a scadenza oltre 250 miliardi di euro di GSS bond, cui faranno seguito altri 290 miliardi di euro nel 2026. Ciò rappresenta il più ampio ciclo di rifinanziamenti mai registrato in questo mercato. Il capitale in rientro crea condizioni favorevoli per una rinnovata attività sul mercato primario, in particolare per green bond e sustainability bond di elevata qualità.
Il muro delle scadenze riflette in larga parte il forte aumento delle emissioni nel 2021, anno in cui i volumi di questi strumenti hanno raggiunto il picco e le obbligazioni sono state prevalentemente emesse con scadenze a cinque anni.
La SFDR 2.0 rafforza il ruolo dei Green Bond
Il report pone particolare attenzione sulle implicazioni della proposta di riforma della SFDR 2.0 da parte della Commissione europea. Per le strategie obbligazionarie e multi-asset si tratta di un cambiamento strutturale rilevante. In termini pratici, i green bond emergono come uno degli strumenti più efficienti e scalabili per soddisfare i requisiti di sostenibilità senza compromettere la diversificazione del portafoglio.
Il calcolo dell’impronta di carbonio a livello di emissione
Basandosi su un’analisi a livello di singolo titolo di oltre 3.000 tra green bond e sustainability bond, la ricerca di MainStreet Partners evidenzia una differenza di 92 tonnellate di CO₂ equivalente per ogni milione di euro investito, tra il conteggio tradizionale dell’impronta di carbonio (a livello di emittente) e quello effettuato sui progetti finanziati (a livello di singola emissione).
Questo risultato mette in discussione l’attuale modalità di misurazione dell’impatto climatico nei portafogli obbligazionari. Le metriche a livello di emittente tendono infatti a sottostimare sistematicamente l’impatto di decarbonizzazione della finanza “Use of Proceed”, concentrandosi sul bilancio complessivo dell’emittente anziché sui progetti finanziati. L’analisi a livello di emissione offre invece una visione più accurata e rilevante ai fini decisionali, in linea con le più recenti indicazioni della Partnership for Carbon Accounting Financials (PCAF).
Pietro Sette, Research Director di MainStreet Partners, ha commentato: “Stiamo entrando in una fase in cui regolamentazione, flussi di capitale e misurazione dell’impatto stanno finalmente convergendo. Per gli investitori che si muovono per tempo, i GSS Bond stanno passando da allocazione di nicchia a vero e proprio pilastro strutturale dei portafogli.
Se la proposta di SFDR 2.0 dovesse essere approvata come previsto, cambierebbe in modo significativo la costruzione di portafogli sostenibili. I green bond offrirebbero uno dei modi più efficienti per coniugare allineamento regolamentare, diversificazione e un impatto climatico misurabile.”

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