Sovranità Digitale, perché O&DS ha scelto da tempo infrastrutture italiane anche per i servizi di AI
La Sovranità Digitale è diventata uno dei temi più discussi del dibattito pubblico europeo. Governi, imprese e istituzioni parlano sempre più spesso di controllo dei dati, indipendenza tecnologica, sicurezza delle infrastrutture e affidabilità dei modelli di intelligenza artificiale. Un dibattito che oggi vive una fase di forte esposizione mediatica, ma che per O&DS rappresenta una scelta compiuta da anni, prima che diventasse una parola chiave di tendenza.
Fin dalla sua fondazione, O&DS ha impostato la propria strategia su un principio chiaro: costruire valore tecnologico attraverso infrastrutture controllate e localizzate in Italia, in grado di garantire governance, trasparenza e sostenibilità nel tempo. Questa visione si è concretizzata nell’adozione di un Virtual Private Cloud basato su risorse infrastrutturali localizzate in Italia, progettato e gestito direttamente da O&DS e distribuito su più data center sul territorio nazionale, secondo un approccio industriale che considera il dato come un asset strategico.
«La Sovranità Digitale oggi è una responsabilità industriale», sottolinea Giuseppe Cicconi, co-fondatore di O&DS. «Significa sapere dove risiedono i dati, come vengono trattati, quali regole li governano e quali dipendenze tecnologiche si accettano. Noi abbiamo scelto da tempo di non delegare questi aspetti a soggetti extra-europei, perché riteniamo che il controllo dell’infrastruttura sia una leva competitiva, e mai un vincolo».
La decisione di adottare un Virtual Private Cloud progettato e governato direttamente da O&DS risponde anche a esigenze di sicurezza e compliance normativa. Inoltre un elemento spesso trascurato, ma centrale per le imprese, è la certezza dei costi. Il mercato oggi è dominato da modelli di pricing variabili e difficilmente prevedibili, l’infrastruttura definita e gestita da O&DS consente invece ai clienti di pianificare gli investimenti tecnologici con maggiore stabilità, riducendo l’esposizione a oscillazioni improvvise dei costi e a logiche di lock-in.
Questo approccio si inserisce in una visione più ampia di Made in Italy tecnologico, che O&DS interpreta ben oltre la semplice localizzazione geografica, e più come capacità progettuale, qualità ingegneristica e attenzione alla sostenibilità dei modelli di business digitali. Un Made in Italy che guarda all’innovazione come processo strutturato, e non semplicemente come adozione passiva di soluzioni sviluppate altrove.
«Parlare di Made in Italy digitale significa parlare di filiere tecnologiche, competenze interne e scelte architetturali», evidenzia Massimo Trezzi, co-fondatore dell’azienda. «Operare su data center localizzati in Italia e progettare un Virtual Private Cloud governato direttamente da O&DS, va ben oltre una scelta ideologica, è una decisione tecnica che consente di costruire soluzioni più affidabili, più sicure e maggiormente aderenti alle esigenze reali delle organizzazioni con cui lavoriamo».
Lo sguardo di O&DS è pienamente proiettato al 2026, anno in cui l’azienda sta concentrando investimenti significativi nell’adozione di modelli locali di intelligenza artificiale, utilizzati e addestrati su infrastrutture controllate, senza dipendere da grandi piattaforme extra-europee. Una direzione che risponde alle crescenti esigenze di governance dell’AI, soprattutto in settori sensibili come la pubblica amministrazione, i servizi regolamentati e le grandi organizzazioni complesse.
«L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, ma non deve essere una scatola nera», aggiunge Cicconi. «Adottare modelli locali significa poter governare i dati di addestramento, i processi decisionali e le logiche di funzionamento. È una scelta che rafforza la fiducia e riduce il rischio sistemico».
Per O&DS, Sovranità Digitale significa anche coerenza strategica, in quanto non è possibile parlare di sicurezza, privacy e affidabilità senza affrontare il tema delle dipendenze tecnologiche. In questa prospettiva, l’azienda si propone come partner per organizzazioni che non cercano semplicemente soluzioni tecnologiche, ma alleati industriali in grado di accompagnare percorsi di trasformazione digitale sostenibili e controllabili.
«La Sovranità Digitale è capacità di scegliere», conclude Trezzi. «Significa decidere consapevolmente cosa tenere sotto controllo e cosa delegare, mantenendo una visione chiara sul valore dei dati e delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno».
Viviamo in una fase storica in cui il tema è al centro dell’agenda politica ed economica, e per questo O&DS rivendica una posizione costruita nel tempo, fondata su scelte concrete e investimenti strutturali. Una visione che guarda alla Sovranità Digitale come a un fattore competitivo destinato a ridefinire il rapporto tra tecnologia, impresa e Paese. https://www.oeds.it/

LMF green
Mente e denaro
MaltaLink
LMF Crypto Agorà
Sala Stampa