Agcom avvia segnalazione Ue su AI Mode di Google

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Agcom prepara segnalazione UE su Google AI Mode e libertà di stampa

Chi: il presidente Agcom Giacomo Lasorella. Cosa: una segnalazione formale alla Commissione europea sul nuovo AI Mode di Google, già oggetto di attenzione dell’Autorità tedesca. Dove: al convegno “Epistemia e Intelligenza artificiale” dell’Università La Sapienza di Roma. Quando: intervento pubblico del 18 luglio 2024. Perché: secondo Lasorella, l’utilizzo di AI generativa nella ricerca di notizie rischia di sostituire la lettura dei giornali, comprimendo la libertà informativa e il diritto dei cittadini ad accedere a più fonti, tutelato dall’articolo 3 dell’European Media Freedom Act, in un contesto regolatorio dominato dal Digital Services Act (DSA) e dal crescente peso delle grandi piattaforme digitali.

In sintesi:

  • Agcom prepara segnalazione alla Commissione UE su AI Mode di Google e impatto sull’informazione.
  • Rischio di riduzione della lettura dei giornali e pluralismo informativo limitato.
  • Richiamo all’articolo 3 dell’European Media Freedom Act su accesso a più fonti.
  • Lasorella invoca ruolo più forte dei regolatori nazionali nell’era del DSA.

AI Mode di Google, i timori di Agcom su pluralismo e diritti digitali

Giacomo Lasorella ha spiegato che il nuovo AI Mode di Google solleva un “caso evidente di impatto sull’informazione”. L’utente, interrogando l’AI, ottiene risposte sintetiche senza essere naturalmente indirizzato ai giornali, con il rischio di “non leggere più i giornali”.

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Secondo il presidente Agcom, ciò può produrre una “compressione della libertà informativa” e del diritto dei cittadini ad accedere a più fonti, diritto esplicitamente garantito dall’articolo 3 dell’European Media Freedom Act. Il tema non è solo economico, ma riguarda l’architettura dell’ecosistema informativo europeo.

Lasorella ha ricordato che anche l’Autorità tedesca ha già sollevato la questione e che Agcom “sta per fare una segnalazione alla Commissione europea”. Il confronto si inserisce nel quadro del Digital Services Act, descritto come “unico presidio a livello mondiale” in un mondo digitale in rapida trasformazione, ma ancora incompleto rispetto alla velocità di sviluppo dell’AI.

Ruolo futuro dei regolatori e alleanza con il mondo scientifico

Lasorella ha sottolineato che il caso Google AI Mode è solo uno degli esempi in cui l’innovazione dei servizi digitali precede la disciplina. Il presidente ha ribadito che le autorità nazionali stanno lavorando “insieme alla Commissione e agli altri regolatori europei”, ma “la complessità attuale richiede dialogo costante tra istituzioni e ricerca”.

Pur riconoscendo che “tanto si sta facendo”, Lasorella invoca “un ruolo più ampio rispetto alle singole autorità nazionali”, perché l’attuale rapporto diretto tra Commissione UE e paesi di origine delle piattaforme tende a comprimere il peso dei regolatori interni. Una governance europea dell’AI più bilanciata, ancorata alla conoscenza scientifica e alla tutela del pluralismo, sarà decisiva per evitare che gli strumenti generativi diventino filtri dominanti nell’accesso all’informazione.

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FAQ

Cosa contesta Agcom all’AI Mode di Google?

Agcom contesta che AI Mode di Google possa sostituire la lettura dei giornali, riducendo il pluralismo e l’accesso diretto alle fonti giornalistiche.

Perché è citato l’European Media Freedom Act?

È citato perché l’articolo 3 dell’European Media Freedom Act tutela il diritto dei cittadini ad accedere a più fonti d’informazione indipendenti.

Che ruolo ha il Digital Services Act in questo caso?

Il DSA viene indicato da Lasorella come presidio centrale, oggi unico a livello globale, per regolamentare piattaforme e servizi digitali.

Qual è la posizione di Agcom sul futuro dei regolatori nazionali?

Agcom chiede un ruolo più ampio per le autorità nazionali, oggi compresso dal rapporto diretto tra Commissione UE e grandi piattaforme digitali.

Qual è la fonte originale delle dichiarazioni di Lasorella?

Le dichiarazioni di Giacomo Lasorella sono riportate dall’agenzia di stampa ANSA, nell’ambito di un convegno a La Sapienza di Roma.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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