Bce, se l’inflazione sale Lagarde pronta a intervenire sui tassi. Ecco quando

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha lanciato un monito sulle prospettive economiche globali intervenendo alla conferenza “The ECB and its watchers” a Francoforte, sottolineando come il contesto attuale sia segnato da forte incertezza. Un aumento dei tassi di interesse quale risposta agli effetti del conflitto di Stati Uniti e Israele in Iran e la crisi in Medio Oriente è una eventualità che la Banca centrale europea non può non escludere.
“Ci ritroviamo in un mondo diverso, dai contorni ancora poco chiari”, ha dichiarato, evidenziando le difficoltà nel prevedere l’evoluzione della crisi legata alla guerra in Iran e i suoi effetti sull’economia. “Nessuno può dissipare questa incertezza, ma possiamo definire come affrontare lo shock”, ha aggiunto.
Lagarde ha spiegato che, solo poche settimane fa, lo scenario appariva decisamente più favorevole. L’economia dell’Eurozona aveva chiuso il 2025 con un solido ritmo di crescita, mentre l’inflazione si attestava all’1,9% nel mese di febbraio. A trainare l’espansione erano soprattutto i consumi privati, gli investimenti nella digitalizzazione e l’aumento della spesa per la difesa. “In quel contesto – ha osservato – probabilmente avremmo rivisto al rialzo le stime sulla crescita e al ribasso quelle sull’inflazione”.
La prospettive della politica monetaria
Nonostante il cambio di scenario, la presidente della BCE ha ribadito che la risposta dell’istituto centrale resterà coerente con la propria strategia di politica monetaria, ritenuta adeguata per affrontare le nuove turbolenze economiche.
La Bce agira’ in modo deciso se lo shock energetico dovuto alla guerra in Iran si tradurra’ in un superamento ampio e duraturo del target di inflazione, ma anche un aumento dei prezzi oltre il target che sia ‘ampio ma non troppo persistente’ potrebbe rendere necessari ‘alcuni ponderati adeguamenti della politica’. Lo ha spiegato la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo alla conferenza “The Ecb and its watchers” a Francoforte. ‘La risposta ottimale a una deviazione simile e’ piu’ piccola quando la causa e’ legata a interruzioni esogene dell’offerta piuttosto che a una maggiore domanda – ha aggiunto -, ma non e’ necessariamente zero’. Anche perche’ ‘non affrontare un simile scenario ‘potrebbe portare rischi di comunicazione’, dato che ‘il pubblico faticherebbe a capire un sistema di reazione che non reagisce’.
Secondo Lagarde, in ogni caso, ‘e’ troppo presto per dire in che punto’ dello spettro di possibili risposte la Bce si dovra’ collocare. ‘Fortunatamente possiamo affrontare la situazione con attenzione perche’ abbiamo un buon punto di partenza – ha assicurato -. La politica monetaria e’ in gran parte neutrale, l’inflazione e’ rimasta vicina al target per circa un anno e le aspettative di inflazione a lungo termine sono ben ancorate‘. Le informazioni in arrivo nel prossimo periodo, quindi, daranno alla Bce ‘piu’ chiarezza su come e’ probabile che evolva il conflitto e su come l’economia stia rispondendo’. ‘Monitoreremo attentamente gli sviluppi e stabiliremo la politica monetaria appropriata per raggiungere il nostro target’, ha concluso, rimarcando che, dato che gli effetti sull’inflazione di shock significativi dei prezzi possono essere ‘non lineari’, bisogna prestare particolare attenzione ‘ai segnali precoci che indicano che lo shock si sta radicando nelle dinamiche inflazionistiche piu’ ampie. Bisogna identificare il prima possibile quando lo shock rischia di allargarsi’.






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