Bitcoin in perdita: il 46% dell’offerta è in perdita: mercato vicino a un punto di svolta?

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Supply in perdita ai massimi dal 2022

Al 3 marzo 2026 circa 9,09 milioni di unità risultano detenute a un prezzo superiore rispetto alle attuali quotazioni di mercato, un dato che equivale a quasi il 46% dell’offerta circolante totale. Secondo le rilevazioni on-chain, si tratta della seconda più ampia concentrazione di perdite non realizzate dal 2022, anno segnato da una profonda crisi di fiducia nel settore. In termini storici, percentuali di supply in perdita prossime o superiori al 50% hanno coinciso con fasi avanzate di mercato ribassista e con momenti di forte stress emotivo.

Tuttavia, rispetto ai precedenti cicli, l’attuale configurazione si colloca su livelli di prezzo assoluto più elevati. In questo contesto, Bitcoin si muove in area 66.000 dollari, circa il 47% al di sotto del massimo storico registrato nell’ottobre 2025 oltre quota 126.000 dollari. La distanza dall’ATH incide direttamente sulla percezione del rischio da parte degli investitori entrati nella fase finale del rally.

L’aumento delle perdite non realizzate accresce la vulnerabilità del mercato a eventuali accelerazioni ribassiste. Allo stesso tempo, livelli così diffusi di sofferenza latente possono rappresentare una fase di assorbimento dell’offerta, tipica delle zone di consolidamento avanzato. Il mercato si trova quindi in un’area statisticamente delicata, dove la dinamica tra panico e accumulazione diventa determinante.

Le perdite si concentrano sugli ingressi del 2024–2025

L’analisi della distribuzione dei prezzi di carico mostra che le perdite si concentrano in modo particolare tra gli investitori entrati nel rally 2024–2025, quando le quotazioni oscillavano tra 80.000 e 108.000 dollari. Questa fascia di partecipanti costituisce oggi il segmento più esposto alla pressione psicologica, poiché il divario tra costo medio e prezzo corrente resta significativo. I detentori con anzianità di un mese presentano un prezzo realizzato vicino ai 69.000 dollari, quindi leggermente superiore ai livelli attuali.

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Il gruppo con orizzonte tra uno e tre mesi registra invece un costo medio attorno ai 90.000 dollari, evidenziando una perdita potenziale più marcata. Nel complesso, le stime indicano perdite non realizzate superiori a 110 miliardi di dollari per i soli short-term holder. Nei cicli passati, il superamento di determinate soglie di perdita latente ha preceduto momenti di capitolazione o, alternativamente, l’avvio di un graduale processo di stabilizzazione.

La dinamica attuale suggerisce che il mercato stia testando la resilienza degli investitori più recenti. Se questi soggetti dovessero iniziare a liquidare in modo coordinato, l’offerta sul mercato aumenterebbe sensibilmente, accentuando la volatilità. Al contrario, un mantenimento delle posizioni rafforzerebbe l’ipotesi di una fase di consolidamento in costruzione. L’equilibrio tra queste due forze determinerà la direzione del prossimo movimento strutturale.

Pressione dai flussi istituzionali

Il quadro on-chain si inserisce in un contesto di rallentamento dei flussi istituzionali, elemento che contribuisce ad aumentare l’incertezza. Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato quattro mesi consecutivi di deflussi netti, per un ammontare complessivo superiore a 6 miliardi di dollari. Si tratta della sequenza negativa più lunga dal lancio dei prodotti nel gennaio 2024, un segnale che riflette un atteggiamento più prudente da parte degli investitori regolamentati.

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Anche i prodotti legati a Ethereum hanno evidenziato deflussi nello stesso periodo, suggerendo una cautela diffusa verso l’intero comparto crypto. Nei cicli precedenti, l’ingresso di capitali istituzionali aveva contribuito a stabilizzare le quotazioni durante le fasi di consolidamento. L’attuale inversione dei flussi riduce invece la capacità del mercato di assorbire eventuali vendite provenienti dal segmento retail.

Tuttavia, nelle ultime sedute si è osservato un rallentamento dell’intensità dei deflussi, elemento che potrebbe indicare un progressivo esaurimento della pressione in uscita. Se tale tendenza dovesse consolidarsi, potrebbe emergere un primo segnale di riequilibrio. Resta comunque evidente che l’assenza di nuovi afflussi robusti limita il potenziale di rimbalzo nel breve termine. Il comportamento dei capitali istituzionali continuerà a rappresentare un indicatore chiave per le prospettive di medio periodo.

Resilienza dei detentori di lungo periodo

Nonostante l’elevata percentuale di supply in perdita, le metriche relative ai detentori di lungo periodo mostrano un atteggiamento relativamente stabile. Le vendite da parte di questa categoria risultano inferiori rispetto ai picchi osservati nelle fasi di maggiore turbolenza, suggerendo una convinzione ancora presente tra gli investitori più pazienti. Storicamente, i long-term holder tendono a distribuire nei pressi dei massimi ciclici e ad accumulare durante le fasi di debolezza prolungata. L’assenza di una distribuzione aggressiva in questa fase può essere interpretata come un segnale di fiducia strutturale nel trend di lungo termine. Dal punto di vista tecnico, l’area compresa tra 68.000 e 70.000 dollari rappresenta una resistenza determinante per il recupero del sentiment. Un superamento stabile di questa fascia ridurrebbe la pressione sui detentori più recenti e favorirebbe un miglioramento della struttura di mercato. Al contrario, una discesa verso il supporto in area 60.000 dollari potrebbe riattivare dinamiche di liquidazione e amplificare la volatilità. L’attuale 46% di offerta in perdita si avvicina ai livelli osservati nelle fasi più critiche dei cicli precedenti, ma non li ha ancora eguagliati. Questo lascia spazio sia all’ipotesi di una base di accumulazione in formazione sia a quella di un’ulteriore estensione della correzione. Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere se il mercato stia costruendo un pavimento ciclico o preparando una nuova fase di debolezza.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.