Daniela Santanché si dimette. Dai guai giudiziari all’ “obbedisco”. Il toto nomi per il ministero

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Daniela Santanché si è dimessa. All’indomani della richiesta della premier Giorgia Meloni di un passo indietro per “sensibilità istituzionale”, l’ormai ex ministra al Turismo annuncia le sue dimissioni. In una lettera indirizzata direttamente alla presidente del Consiglio dice “obbedisco” e sottolinea alcuni aspetti.

Le inchieste di Daniela Santanché

A processo a Milano per presunto falso in bilancio su Visibilia e indagata per un’ipotesi di bancarotta e presunta truffa all’Inps, Santanchè aveva sempre resistito alle pressioni, salvo promettere – a inizio 2025 – che in caso di richiesta esplicita di Giorgia Meloni si sarebbe dimessa. Richiesta che è arrivata, seguita dopo qualche ora dal passo indietro.

La lettera di dimissioni di Daniela Santanchè

“Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione”, inizia così la lettera di dimissioni di Daniela Santanchè da ministra del Turismo indirizzata alla premier Giorgia Meloni.

“Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo”, afferma Santanchè. “Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”. “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”, scrive ancora Santanchè nella lettera, che si conclude con “cari saluti, Daniela”.

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Il sostegno di La Russa

Interviene in sostegno della Santanché Ignazio La Russa: ‘Rivolgo a Daniela Santanché la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato e con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell’interesse di Fratelli d’Italia e di tutto il centrodestra. Un gesto non dovuto, compiuto solo dopo l’invito del presidente del Consiglio, e nonostante la sua situazione giudiziaria non solo sia priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda ‘cassa integrazione’, scrive in una nota ufficiale.

Pd all’attacco

“Ci sono voluti tre anni e 14 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato – punta il dito il leader del M5s, Giuseppe Conte -. Chi è responsabile di tutto questo? Un solo nome, Giorgia Meloni”. Anche il capogruppo alla Camera Chiara Braga(Pd) afferma: “Ci sono voluti 14 milioni di no per chiudere questa pessima pagina”. Iv rileva “l’evidente stato di implosione del governo”, mentre da Più Europa Riccardo Magi ironizza tagliente: “Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente”.

Il dopo Santanché: toto nomi

Un ministro può venire sostituito con la procedura ad interim, cioè attribuendo la direzione del ministero rimasto scoperto ad un altro ministro che fa parte del governo, o allo stesso Presidente del Consiglio. Ma la copertura del ministero vacante può dar luogo anche a un rimpasto, quando viene effettuata una redistribuzione degli incarichi ministeriali tra i ministri già in carica. Oppure ancora, si procede alla nomina di un nuovo ministro.

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Ma quali sono i nomi in pole? Secondo quanto riferisce Il Giornale tra i nome i pole ci sarebbe Luca Zaia che potrebbe garantire continuità nel governo, anche se qualcuno osserva che assegnare ora una casella alla Lega rischierebbe di innescare tensioni, soprattutto con Forza Italia. Interpellato su un possibile coinvolgimento, l’ex governatore del Veneto preferisce non commentare.

L’ex presidente del Coni Giovanni Malagò anche se sul suo nome c’è molto scetticismo. In quota Fdi sarebbe in corsa anche Gianluca Caramanna, deputato e figura di riferimento nel settore turistico.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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giornalista dr.
Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD