La leggenda della Coppa Milano-Sanremo: 120 anni di motori e stile; classici, contemporanei, supercar e Microline
Lapo Mazza Fontana

Una tradizione importante
La storia dell’automobilismo italiano passa inevitabilmente per le strade che collegano il capoluogo lombardo alla Riviera di Ponente. La Coppa Milano-Sanremo non è solo una competizione ma rappresenta un vero e proprio spaccato di costume che attraversa tre secoli. Nata nel 1906, questa gara ha saputo trasformarsi da sfida pionieristica per pochi temerari a evento di regolarità tra i più prestigiosi al mondo, mantenendo intatto quel fascino aristocratico che la contraddistingue.
Le origini pionieristiche del 1906
Tutto ebbe inizio nel pieno della Belle Époque. In un’Italia che scopriva la velocità, un gruppo di appassionati guidati dai vertici dell’Automobile Club di Milano decise di organizzare una corsa che mettesse alla prova la resistenza dei nuovi mezzi meccanici. La prima edizione si svolse tra il 2 e il 4 aprile 1906. All’epoca le strade erano sterrate e i piloti dovevano affrontare polvere, fango e guasti continui. Il percorso non era una semplice linea retta ma un’avventura che richiedeva coraggio e una manutenzione costante dei veicoli, spesso effettuata dagli stessi guidatori a bordo strada.
L’evoluzione tecnica e il prestigio internazionale
Con il passare dei decenni la manifestazione ha seguito l’evoluzione dell’ingegneria automobilistica. Se nei primi anni le vetture somigliavano a carrozze senza cavalli, con l’arrivo degli anni venti e trenta la Milano-Sanremo divenne il palcoscenico ideale per i grandi marchi dell’epoca. Alfa Romeo, Lancia e Fiat iniziarono a dominare la scena, portando su strada innovazioni tecniche che avrebbero poi equipaggiato le auto di serie. La gara divenne un appuntamento mondano imperdibile, capace di attirare nobili, imprenditori e i migliori gentleman driver del continente, consolidando il legame tra sport e alta società.
Il passaggio alla regolarità storica
Dopo un periodo di interruzione dovuto ai conflitti mondiali e ai cambiamenti del motorsport moderno, la Coppa Milano-Sanremo ha trovato la sua dimensione definitiva come rievocazione storica. Oggi la gara non premia più la velocità pura ma la precisione cronometrica. Partecipare significa portare al traguardo gioielli di design prodotti tra il 1906 e il 1990, rispettando tabelle di marcia rigorose. Questa trasformazione ha permesso di preservare un patrimonio meccanico inestimabile, trasformando il Passo del Turchino e le curve della Liguria in un museo itinerante che ogni anno incanta migliaia di spettatori.

Il fascino del percorso attuale
Il tracciato moderno ricalca in gran parte quello storico, offrendo scenari naturali mozzafiato. La partenza avviene solitamente dal cuore di Milano, spesso con un prologo scenografico presso l’Autodromo di Monza, per poi puntare verso sud attraverso le risaie lombarde e le colline del Monferrato. Il momento cruciale resta il superamento dell’Appennino, dove il paesaggio cambia drasticamente aprendosi sulla vista del mare e la tappa con pernottamento genovese. L’arrivo a Sanremo, la Città dei Fiori, rappresenta il coronamento di un viaggio che celebra non solo il vincitore ma la bellezza intramontabile delle auto d’epoca (e non solo) e del territorio italiano.
La Rievocazione Storica: il cuore dell’evento
La parte principale della competizione è riservata alle vetture d’epoca. Per essere ammesse, le auto devono essere state prodotte tra le origini dell’automobilismo e il 2000. Queste vetture partecipano alla gara di regolarità classica e devono possedere certificazioni ufficiali (come FIVA, FIA Heritage o ASI) che ne attestino la fedeltà al modello originale e il perfetto stato di conservazione. In questa edizione speciale, molti equipaggi hanno scelto modelli degli anni ’30 e ’40 per rendere omaggio al percorso originale del 1906.
Il Tributo alle Supercar moderne
Accanto alle regine del passato, l’organizzazione ha confermato anche per il 2026 l’esclusivo tributo riservato alle supercar moderne. Questa categoria è dedicata a vetture di particolare interesse sportivo e collezionistico costruite dal 2001 ad oggi. Si tratta di un format pensato per creare un ponte ideale tra l’ingegneria dei pionieri e le prestazioni delle icone tecnologiche attuali, permettendo ai proprietari di auto contemporanee di vivere l’atmosfera e il fascino del percorso storico lungo i 700 km della gara.
Le youngtimer e le nuove mobilità elettriche, quelle di qualità
Una menzione speciale va alle youngtimer, auto nate alla fine del secolo scorso che stanno vivendo una nuova giovinezza collezionistica. Inoltre, la manifestazione continua a sperimentare con le nuove tecnologie: dopo il debutto di veicoli elettrici nelle scorse edizioni, anche nel 2026 sono presenti mezzi che rappresentano la micro-mobilità urbana più avanzata, inseriti in un contesto di turismo lifestyle e sostenibile. Anche durante la sfilata per le strade di Milano accanto alle blasonate Alfa, Lancia e Porsche non hanno sfigurato affatto, anzi hanno destato particolare ammirazione le BEV Microlino, che non a caso si richiamano (ed anche molto fedelmente) alla tradizione italiana della ISETTA della ISO di Bresso, prodotta tra il 1953 e il 1956 e poi su licenza dalla BMW dal 1955 al 1962. Il design italiano continua a fare scuola, per fortuna.







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