La Stampa passa da Gedi a SAE preliminare di acquisizione firmato

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La Stampa passa da Gedi a SAE: nuovo assetto per l’editoria del Nord Ovest

Il quotidiano torinese La Stampa passa da Gedi spa del gruppo Exor al gruppo SAE spa (Sapere Aude Editori), guidato dall’editore abruzzese Alberto Leonardis. L’intesa, siglata ieri tramite un accordo preliminare, riguarda la testata, il centro stampa, le attività digitali, le testate collegate e la rete pubblicitaria locale. L’operazione, che si svolge in Italia e coinvolge in particolare il Nord Ovest, dovrebbe chiudersi entro la prima metà del 2025, tramite una newco controllata da SAE con l’ingresso di investitori territoriali. Il passaggio di proprietà si inserisce nel più ampio disimpegno di Exor dall’editoria e ridefinisce gli equilibri del sistema dei quotidiani regionali italiani, ponendo interrogativi sulla sostenibilità finanziaria di SAE e sul futuro ruolo di La Stampa nel network dei giornali locali.

In sintesi:

  • La Stampa venduta da Gedi al gruppo SAE di Alberto Leonardis
  • Inclusi centro stampa, digitale, testate collegate e rete pubblicitaria locale
  • Chiusura prevista entro metà 2025 con newco e investitori del Nord Ovest
  • Operazione in un contesto SAE finanziariamente fragile e Exor in uscita dall’editoria

Perché Exor vende La Stampa e perché SAE è l’acquirente naturale

La cessione di La Stampa è separata dal negoziato con il gruppo Antenna di Theodore Kyriakou per il resto degli asset Gedi: La Repubblica, Huffington Post, La Sentinella del Canavese, periodici come Limes, Le Scienze, National Geographic Italia, emittenti Radio Deejay, Radio Capital, m2o, OnePodcast, partecipazioni digitali e la concessionaria Manzoni.

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Il gruppo ellenico non considerava strategica La Stampa, percepita come testata a forte radicamento locale ma con costi da quotidiano nazionale, simili a La Repubblica o al Corriere della Sera. Qui entra in gioco il modello “federale” di SAE, già editore di Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Provincia Pavese, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara.

Il rapporto tra Gedi e Leonardis è consolidato: nel 2016 l’editore aveva rilevato Il Centro e, nel 2020, tramite un club deal guidato da Toscana Sviluppo 2.0 srl, Econet spa e Portobello Group, aveva acquistato quattro testate locali dal gruppo Exor. L’integrazione di La Stampa nel perimetro SAE replica, in chiave piemontese, il modello del gruppo Monrif con il Quotidiano Nazionale, che coordina Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno con contenuti nazionali condivisi.

Impatto industriale, rischi finanziari e prossime mosse nell’editoria italiana

L’operazione arriva mentre SAE presenta una struttura economico-finanziaria sotto pressione: nel 2024, a fronte di 26,8 milioni di ricavi consolidati, il gruppo ha registrato un ebitda negativo di circa 0,5 milioni e un debito netto salito da 2,2 a 6,8 milioni, nonostante un aumento di capitale di circa 12,5 milioni, anche per finanziare l’acquisto del 100% di Next14, ora Next Different, società di campagne pubblicitarie multimediali. Il rafforzamento di Next Different è sostenuto dal fondo QuattroR, specializzato in turnaround, che ha immesso 20 milioni per il 40% del capitale.

Nel capitale di SAE figurano già Carimonte Holding, Fondazione di Sardegna e Fondazione Pescarabruzzo, a testimonianza di un modello che intreccia editoria locale e finanza territoriale. Per La Stampa, Leonardis punta a coinvolgere nuove istituzioni del Nord Ovest, in particolare fondazioni bancarie: Fondazione CRT e Compagnia di Sanpaolo si sono però chiamate fuori, come da comunicato congiunto, costringendo l’editore a dialogare con imprenditori privati. In questo contesto non è escluso un vendor loan da parte di Gedi, schema già utilizzato nella cessione del 2020.

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Per Exor, la vendita di La Stampa è una tappa di una strategia di uscita dall’editoria: dopo il trasferimento nel 2022 de L’Espresso a Danilo Iervolino (poi rivenduto a Donato Ammaturo di Ludoil Energy), la cessione nel 2023 delle sette testate del Nord Est a NEM – Nord Est Multimedia organizzata da Banca Finint e, nel 2024, de Il Secolo XIX al gruppo MSC. Parallelamente, Exor ha venduto anche il 45% di Lifenet Healthcare al gruppo Reale, proseguendo nella focalizzazione su asset considerati più strategici. Sullo sfondo resta il ruolo di investitori come Leonardo Maria Del Vecchio e la sua LMDV Capital, che ha acquisito l’80% di Editoriale Nazionale dal gruppo Monrif dopo aver visto respinta un’offerta da 140 milioni per il pacchetto Gedi oggi in trattativa con Kyriakou.

Prospettive future per La Stampa e per il sistema dei quotidiani locali

L’ingresso di La Stampa in SAE apre due scenari chiave: da un lato la possibile creazione di una dorsale editoriale centro-nord, con contenuti nazionali condivisi e forti presìdi locali; dall’altro la sfida della sostenibilità economica in un perimetro già indebitato. La riuscita dell’operazione dipenderà dalla capacità di Leonardis di attrarre capitali privati del Nord Ovest, integrare Next Different nella filiera pubblicitaria e ottimizzare costi industriali e digitali. Per il lettore piemontese e ligure, la posta in gioco è la tenuta di un’informazione di prossimità autorevole, in un mercato sempre più concentrato ma, al tempo stesso, dipendente dalla forza delle identità territoriali.

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FAQ

Chi è il nuovo editore de La Stampa e quale modello seguirà?

Il nuovo editore è il gruppo SAE di Alberto Leonardis, che applicherà un modello “federale” di integrazione tra testate locali e contenuti nazionali condivisi.

Quando si prevede il closing della vendita di La Stampa a SAE?

L’operazione dovrebbe chiudersi entro la prima metà del 2025, subordinata alle autorizzazioni necessarie e al completamento della newco controllata da SAE.

Qual è la situazione finanziaria attuale del gruppo SAE?

SAE nel 2024 ha registrato 26,8 milioni di ricavi, ebitda negativo di circa 0,5 milioni e debito netto salito a 6,8 milioni, nonostante un aumento di capitale di 12,5 milioni.

Come cambierà La Stampa per i lettori del Nord Ovest?

È prevedibile un rafforzamento dell’integrazione con altre testate SAE, con più contenuti condivisi nazionali e un focus maggiore su informazione locale e digitale.

Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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