Milano Design Week 2026 e Radicepura Garden Festival: il giardino come spazio di speranza

-

Nel contesto della Milano Design Week 2026, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati al progetto, trova spazio anche la presentazione della sesta edizione del Radicepura Garden Festival. Il 22 aprile, a Palazzo Bovara durante il Fuorisalone, il festival annuncia la sua prossima edizione con un evento che riunisce arte, botanica e paesaggio in un confronto aperto al pubblico.

Il tema scelto, “Gardens of Hope: Coltivare la coesistenza”, introduce una riflessione particolarmente attuale sul ruolo del giardino nella società contemporanea. Come osservava lo scultore Arnaldo Pomodoro, «il giardino è specchio della società e del rapporto con la natura; ed è insieme uno spazio mitico, dove con più fantasia e libertà è possibile la collaborazione tra artista e architetto». In un periodo segnato da instabilità ambientali e sociali, il giardino viene reinterpretato come uno spazio capace di generare nuove forme di equilibrio tra esseri umani e natura, superando una visione puramente estetica per assumere un valore etico, culturale e progettuale.

Una biennale radicata nel Mediterraneo

La sesta edizione del festival è prevista per il 2027 a Giarre, in provincia di Catania, con una durata che si estende da maggio a dicembre. Si tratta di una biennale internazionale dedicata al garden design e all’architettura del paesaggio mediterraneo, che si svolge all’interno del parco botanico di Radicepura, situato alle pendici dell’Etna. Nato dalla ricerca vivaistica della famiglia Faro, il parco raccoglie oltre 800 specie e più di 5.000 varietà di piante, frutto di oltre cinquant’anni di lavoro, configurandosi come uno dei principali archivi viventi della biodiversità mediterranea, in cui sperimentazione botanica, arte e progetto dialogano continuamente.

🔥 DA NON PERDERE ▷  Migranti, l’Europa rallenta. Ma il Mediterraneo centrale resta una ferita aperta

Il successo delle edizioni precedenti testimonia la crescita del festival: la quinta edizione ha ricevuto oltre 1.100 candidature da tutto il mondo e registrato la presenza di 50.000 visitatori e 8.000 studenti, numeri che ne confermano il ruolo di riferimento internazionale nel settore.

Il cambio di direzione: continuità o nuovo paradigma?

La sesta edizione si sviluppa sotto la direzione artistica di Emanuela Rosa-Clot, che raccoglie l’eredità progettuale di Antonio Perazzi. Il passaggio di consegne merita una lettura attenta. Perazzi è un architetto paesaggista di formazione tecnica, che ha impresso al festival un’identità fortemente legata alla sperimentazione progettuale sul campo. Rosa-Clot è invece una figura di primo piano nel panorama editoriale italiano del settore: giornalista di formazione, dirige Gardeniadal 2006, Bell’Italia dal 2009 e altre testate del gruppo Cairo Editore, portando al festival una visione più orientata alla divulgazione culturale e alla comunicazione.

Più che una semplice continuità, questo cambio segnala una possibile evoluzione dell’identità del festival: da laboratorio tecnico-progettuale a piattaforma culturale e narrativa più ampia. Se da un lato questo amplia il pubblico potenziale e rafforza la visibilità mediatica, dall’altro apre una domanda legittima su quanto verrà preservata la profondità progettuale che ha caratterizzato le edizioni precedenti.

Il bando per giovani progettisti

Uno degli elementi più concreti e generativi del festival è la call internazionale rivolta a progettisti under 36. Il processo di selezione si articola in tre fasi, al termine delle quali vengono individuati 7 progetti vincitori che realizzeranno il loro giardino all’interno del parco, dove resteranno esposti per l’intera durata del festival e oltre, contribuendo alla costruzione progressiva di un paesaggio condiviso e stratificato nel tempo.

🔥 DA NON PERDERE ▷  Stellantis, nuovi brevetti e AI. Il piano per il rilancio

I giardini progettati non sono esercizi astratti, ma prototipi di possibili paesaggi futuri, in grado di rispondere alle condizioni climatiche e culturali del Mediterraneo. Non più spazi rigidamente controllati, ma ambienti capaci di adattarsi, accogliere e lasciarsi guidare dai processi naturali, riconoscendo alle piante un ruolo attivo all’interno del progetto.

I protagonisti della presentazione milanese

La presentazione a Palazzo Bovara si configura come un momento di confronto tra discipline, grazie alla partecipazione di tre figure la cui presenza non è casuale.

Mario Faro rappresenta la radice produttiva e identitaria del progetto: è l’espressione della famiglia che ha fondato Radicepura e che per oltre mezzo secolo ha costruito quel patrimonio di biodiversità su cui il festival si innesta.

Manlio Speciale porta la voce della scienza botanica. Agronomo, botanico e curatore dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo dal 2006, è anche consulente per numerosi giardini storici pubblici e privati in Sicilia, nonché autore di volumi scientifici come Alberi di Palermo e Andare per Orti Botanici. Nel festival ricopre il ruolo di consulente scientifico e botanico, garantendo rigore e radicamento nel territorio.

Adrian Paci introduce la dimensione artistica e umana. Nato a Scutari in Albania nel 1969 e residente a Milano dal 2000, Paci è uno degli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. La sua ricerca affronta temi di migrazione, identità, coesistenza e appartenenza — tutti direttamente in risonanza con il tema del festival. Non è una presenza nuova per Radicepura: nelle edizioni precedenti ha già fatto parte della giuria, e il suo ritorno rafforza la continuità tra arte e paesaggio che caratterizza il progetto.

🔥 DA NON PERDERE ▷  Superbonus e detrazioni fiscali: l’ultimo bollettino ENEA certifica impatto positivo e numeri record

Il giardino come infrastruttura del futuro

All’interno della Design Week, che ogni anno trasforma Milano in un laboratorio diffuso di innovazione, questa iniziativa evidenzia come il progetto del paesaggio stia acquisendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito culturale e disciplinare. Il giardino emerge così come uno spazio in cui coltivare non solo la natura, ma anche nuove visioni di futuro, fondate sulla coesistenza e sulla speranza.

Più che un rifugio o uno spazio estetico, il giardino si configura come un’infrastruttura viva: un luogo in cui generare conoscenza, costruire relazioni e sperimentare nuove modalità di abitare il mondo.

In questo senso, il giardino non è più solo uno spazio da progettare, ma un dispositivo attraverso cui immaginare nuovi equilibri tra ambiente, società e cultura.

Un’ambizione che, per tradursi in pratica, avrà bisogno di preservare proprio quella tensione progettuale e scientifica che ha reso il festival uno dei più originali nel panorama internazionale del paesaggio.


Informazioni utili

Presentazione Radicepura Garden Festival 2026
📍 Palazzo Bovara, Corso Venezia 51, Milano
📅 22 aprile 2026
🕔 Ore 17:00
🎟️ Ingresso gratuito (fino a esaurimento posti)

Come arrivare

  • Metropolitana M1 – fermata Palestro
  • Tram 9 – fermata Viale Piave
  • Diverse linee bus (84, 94, 97)

Call internazionale progettisti

  • Apertura: 2 aprile 2026
  • Destinatari: progettisti under 36
  • Info e candidatura: sito ufficiale del festival

Radicepura Garden Festival 2027
📍 Giarre (Sicilia)
📅 Maggio 2027

© Radicepura – Tutti i diritti riservati. 

Caterina Chiarelli Avatar

Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.

Category: news |
Avatar for Caterina Chiarelli

Author:

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.