Nice boating tomorrow: reinventare la nautica e salpare verso un futuro sostenibile

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— di Laura Damiola

Si puo’ coniugare la libertà di navigare con il rispetto degli ecosistemi marini sottoposti a normative sempre piu’ rigide?

Era la domanda al centro del Nice boating tomorrow evento internazionale esclusivamente dedicato ala sostenibilià dell’industria nautica.

Una delle risposte possibili è arrivata con il primo premio a una soluzione tecnologica e digitale, che si distingue tra altre in una concorrenza internazionale sempre piu’ incalzante.  La società BluNav, ha proposto non solo un‘ancora virtuale, ma un sistema completo di navigazione basato sulla propulsione elettrica ibrida e un sofware intelligente, che consente di mantenere la posizione dell’imbarcazione senza la necessità di un ormeggio fisico, catena o ancora sul fondale.  Ma non solo. In breve un semplice clic installa “l’ancora virtuale”: l’imbarcazione rimane nell’ area, rimanendo in uno spazio di massimo 5 metri, qualsiasi siano le condizioni di mare, di corrente e di vento. Questo grazie al piu’ preciso Gps esitente che guidano motori elettrici che girano a 360 gradi e riposizionano costantemente l’imbarcazione.

Grazie a questa ibridazione elettrica, zero rumore, zero emissioni, zero impatto sul fondale marino! Il suo CEO Xavier Lachérade rivendica che il suo brevetto è un nuovo passo per una navigazione del futuro che permette di navigare rispettando l’ambiente. L’impresa si situa nel cuore di un’area marina protetta con l’obiettivo di proteggere le immense praterie formate da  zoostere, “cugine” delle posidonie del Mediterrraneo.

 La Posidonia oceanica

La Posidonia oceanica, pianta marina, è una specie protetta in quanto fondamentale per l’ecosistema mediterraneo. Pertanto, la sua tutela è stata un tema centrale dell’evento Nice Boating Tomorrow. Oltre a fornire innumerevoli servizi ecologici, come la riproduzione e la crescita di decine di specie locali (tra cui il riccio di mare), funge da importante serbatoio di carbonio (CO2). La distruzione del suo substrato, causata ad esempio dallo sfregamento delle catene o dal trascinamento delle ancore, rilascia l’equivalente di diverse tonnellate di CO2 immagazzinate per secoli, se non millenni. I prati di Posidonia prosperano nella zona costiera tra 0 e 40 metri di profondità, l’area in cui si concentra il maggior numero di imbarcazioni da diporto. Attualmente, in Francia solo gli yacht di lunghezza superiore ai 24 metri sono punibili con pesanti sanzioni.

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L’importanza e il valore dell’ancoraggio virtuale, che previene danni, diventa più evidente se si considera l’adattabilità a tutti i tipi di imbarcazioni, da quelle professionali a quelle da diporto, da 7 a 22 metri. Questa apparecchiatura è specificamente progettata, per sua stessa natura, per la navigazione in aree protette, salvo dove sia vietata, per immersioni ecologiche, ecc.

La tecnologia ibrida elettro-solare

Un’altra innovazione è stata premiata al Salone della nautica di Nizza. Come la precedente, presenta anch’essa un sistema di ancoraggio virtuale a impatto ambientale zero. Inoltre, la sua attenzione all’ecologia è ulteriormente sottolineata dall’utilizzo di un’altra forma di tecnologia ibrida, questa volta elettro-solare. Si chiama Millikan Boats. Il suo nome è un omaggio a Robert Millikan premio Nobel per la fisica, il primo che è riuscito a creare corrente continua con cellule fotovoltaiche, nel lontano 1916. Questo catamarano elettrosolare, sembra una casetta galleggiante con tetto e ali di pannelli solari.  Lungo 9 metri con due cabine, é in grado di navigare in completa autonomia e senza bisogno di ricarica. L’obiettivo è rendere la navigazione meno inquinante e più pulita, mantenendo le stesse sensazioni delle imbarcazioni a motore, ma con innovazioni sostenibili. Con i suoi 9,98 metri, può ospitare sei persone in due cabine e due bagni, eppure il suo peso rimane inferiore alle tre tonnellate, grazie alla meticolosa attenzione dei progettisti a ogni singolo Kg..

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Consente la serenità di una navigazione a zero emissioni e di connettersi con la natura nel silenzio piu’totale.

Forum: incontro con l’Arch. Navale Marc Van Peteghem

Integrarsi nell’ambiente senza disturbare è la filosofia di vita del celebre Architetto navale Marc Van Peteghem, una delle figure di spicco tra i relatori internazionali dell’evento di Nizza. Ha apposto la sua firma su barche a vela da regata che hanno vinto le competizioni più prestigiose al mondo (Vendée Globe, America’s Cup…), su catamarani di serie venduti a centinaie e su yacht e navi da crociera di prestigio. “Il problema della nostra società, ha detto ” è che   viviamo in un mondo troppo tecnologico, abbiamo perso il rapporto con la natura, noi siamo disconnessi dalla natura, se non faremo piu’ attenzione all’ambiente spariremo anche noi.  Ho la speranza che le cose cambino, cambieremo  perché lo vorremo o cambieremo perché saremo obbligati, spero che cambieremo perché abbiamo voglia di cambiare”.” C’è la necessità di reinventare la nautica puntando su una “sobrietà felice”. Questo approccio mira a creare imbarcazioni più ecologiche, efficienti e sostenibili, riducendo l’impatto ambientale senza sacrificare il piacere della navigazione”.

” Fin dai primi anni 2000, sono estremamente preoccupato per i cambiamenti climatici globali. Sono stato molto fortunato: ho costruito barche fantastiche con persone eccezionali. Devo restituire qualcosa di ciò che ho  ricevuto. Da tempo penso che alcune pratiche che ho riscontrato nel mondo delle regate potrebbero essere adattate per decarbonizzare il settore marittimo.”

Decarbonizzare il trasporto marittimo, la sfida….

“Seguo dei progetti di sviluppo sostenibile con la soc Oceanwings, ali innovative per la propulsione di navi commerciali ispirati della regata. Il progetto di punta varato recentemente e di cui siamo molto orgogliosi, è Canopée, la prima grande nave commerciale  di 120 metri a utilizzare l’energia eolica e trasporta i componenti del razzo europeo Ariane 6.” 

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Oggi, l’architetto navale spera di vedere i suoi Oceanwings installati su navi portacontainer da 4.500 TEU. Nel frattempo, Van Peteghem sta lavorando al progetto di Vela, un trimarano 67 m con due alberi destinato al trasporto di merci su bancali,tra la Francia e New York sostenuto da François Gabart, ex-vincitore del Vendée Globe. Dovrebbe vedere la luce nel 2028 e sarà piu’veloce di una nave a motore.

Infine, nello spirito umanitario che ha spinto Marc Van Peteghem nel passato a interessarsi ai pescatori del Bangladesh, ha progettato un “Un catamarano di 69 metri, uno strumento pionieristico per il salvataggio e l’assistenza in alto mare capace di contenere oltre 300 passeggeri, destinata a prestare soccorso ai migranti, dal Senegal alle Isole Canarie, allo Yemen e al Nord Africa, e nel Mediterraneo”.

Come sarà la barca del domani secondo Marc Van Peteghem?

Sarà una barca da condividere per andare ad incontrare la natura, il mare, il contatto con l’acqua, più sostenibile e integrata con lo sviluppo ambientale con un design piu’ semplice e meno sofisticato “Costruire leggero non abbiamo infatti bisogno di costruire una casa all’ interno di una barca “l’uso di energie rinnovabili utilizzerà evidentemente il vento. quest’energia presente dappertutto….

E soprattutto, la massima leggerezza possibile, perché solo la leggerezza rende efficienti le energie più rinnovabili e abbondanti, quelle che portano in loro il futuro della navigazione e della nautica.” Guardando al futuro, torneremo senza dubbio all’essenziale, al significato fondamentale dell’essere sull’acqua. Ciò implicherà un’architettura diversa e un atteggiamento diverso nei confronti del mare, un ambiente ostile ma incredibilmente fragile”.

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