Scadenze fiscali del 31 marzo 2026: tra modello Eas, versamento Iva e adempimenti correlati
Scadenze fiscali del 31 marzo 2026: chi riguarda e cosa fare
Il 31 marzo 2026 rappresenta una data chiave per associazioni, enti non commerciali, imprese e datori di lavoro in tutta Italia. In questa giornata scadono, infatti, comunicazioni e versamenti legati a Modello Eas, Iva intracomunitaria, ravvedimento tombale 2018–2022 e registrazioni al Libro Unico del Lavoro.
Ignorare o ritardare tali adempimenti può determinare sanzioni, interessi e perdita di importanti agevolazioni fiscali, con impatti diretti sulla gestione economica e sulla compliance degli operatori coinvolti.
Per ridurre il rischio di errori, è essenziale pianificare per tempo controlli documentali, flussi contabili e invii telematici, coordinando consulenti, uffici amministrativi e software gestionali prima della scadenza di fine mese.
In sintesi:
- Entro il 31 marzo 2026 vanno aggiornati, se necessario, i dati fiscali nel Modello Eas.
- Scade il versamento dell’Iva sugli acquisti intracomunitari registrati nel febbraio 2026.
- Va pagata la tredicesima rata del ravvedimento tombale per i periodi 2018–2022.
- Devono essere completate le registrazioni di febbraio 2026 sul Libro Unico del Lavoro.
Modello Eas, Iva, ravvedimento e lavoro: cosa fare entro fine mese
Per gli enti associativi, il 31 marzo 2026 è l’ultimo giorno utile per inviare all’Agenzia delle Entrate il Modello Eas aggiornato, qualora nel 2025 siano intervenute variazioni rilevanti rispetto ai dati già comunicati.
Rientrano nell’obbligo gli enti che beneficiano delle agevolazioni dell’art. 148 Tuir e dell’art. 4 Dpr 633/1972, in presenza di modifiche su struttura organizzativa, cariche sociali, modalità di ammissione dei soci, entità dei contributi, clausole statutarie fiscalmente rilevanti o apertura di partita Iva.
Non occorre ripresentare il modello per variazioni non rilevanti ai fini fiscali, come il semplice cambiamento del numero degli associati, salvo specifiche eccezioni previste dalle istruzioni ministeriali.
Per le imprese soggette a Iva, entro la stessa data va effettuata la liquidazione e il versamento dell’imposta relativa agli acquisti intracomunitari annotati nei registri di febbraio 2026. Il pagamento avviene tramite modello F24 con modalità esclusivamente telematiche, direttamente o tramite intermediario abilitato.
Se si utilizzano crediti in compensazione o si presenta un F24 a saldo zero, l’invio deve avvenire tramite i servizi “F24 web” o “F24 online” (Fisconline o Entratel). Negli altri casi sono ammessi anche i canali di internet banking di banche, Poste Italiane e prestatori convenzionati.
Per i soggetti Isa che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2024–2025 e al relativo ravvedimento tombale 2018–2022, il 31 marzo 2026 coincide con la scadenza della tredicesima rata dell’imposta sostitutiva su imposte sui redditi, addizionali e Irap.
Il versamento, tramite F24, richiede i codici tributo 4074, 4075 e 4076 per l’imposta sostitutiva e 1668, 3805 per gli interessi sulle rate successive alla prima.
È possibile dilazionare fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con interessi calcolati al tasso legale, rendendo la regolarizzazione più sostenibile sul piano finanziario.
Infine, i datori di lavoro devono completare entro il 31 marzo le registrazioni sul Libro Unico del Lavoro relative alle retribuzioni di febbraio 2026.
Le imprese che hanno utilizzato la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per eventi non evitabili devono presentare all’Inps le domande riferite agli eventi del mese precedente, allegando documentazione completa a supporto.
Una gestione anticipata delle pratiche riduce il rischio di errori formali, contestazioni e ritardi nell’erogazione dei trattamenti ai lavoratori.
Come prepararsi alle scadenze e prevenire sanzioni future
Le scadenze concentrate del 31 marzo 2026 confermano la necessità, per enti e imprese, di una pianificazione strutturata degli adempimenti fiscali e del lavoro.
L’adozione di calendari condivisi, alert automatici dei software gestionali e check-list interne consente di monitorare scadenze come Modello Eas, Iva intracomunitaria, ravvedimenti e obblighi Inps senza interventi emergenziali dell’ultimo minuto.
Il confronto periodico con il proprio commercialista o consulente del lavoro resta determinante per valutare correttamente variazioni statutarie, opzioni di rateazione e opportunità di regolarizzazione agevolata, tutelando al tempo stesso benefici fiscali e reputazione di compliance verso l’Amministrazione finanziaria.
FAQ
Chi è obbligato ad aggiornare il Modello Eas entro il 31 marzo 2026?
Sono obbligati gli enti associativi che fruiscono delle agevolazioni fiscali di art. 148 Tuir e art. 4 Dpr 633/1972 e hanno avuto variazioni fiscalmente rilevanti nel 2025.
Quali acquisti rientrano nell’Iva intracomunitaria da versare a marzo 2026?
Rientrano gli acquisti intracomunitari di beni e servizi registrati nei registri Iva del mese di febbraio 2026, con liquidazione e versamento tramite modello F24 telematico.
Come si calcola la tredicesima rata del ravvedimento tombale 2018–2022?
La tredicesima rata corrisponde a una delle 24 rate mensili di pari importo, maggiorata degli interessi al tasso legale, utilizzando i codici tributo indicati dall’Agenzia delle Entrate.
Entro quando registrare le retribuzioni sul Libro Unico del Lavoro?
Devono essere registrate entro il 31 marzo 2026 tutte le informazioni relative al periodo di paga di febbraio 2026, compresi eventuali conguagli.
Qual è la fonte delle informazioni sulle scadenze del 31 marzo 2026?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.







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